RASSEGNA STAMPA
Dal “Corriere della Sera.it”
I Grandi a Coppito, parte il
G8. Obama: “Forte leadership dell'Italia”
Il presidente Usa a L'Aquila dopo l'incontro con Napolitano.
La Merkel a Onna. Un pranzo
su temi economici dà il via al vertice. Poi la foto di gruppo e nel pomeriggio
la riunione plenaria
L'AQUILA - Il G8 a L'Aquila è iniziato.
Ad aprire ufficialmente i lavori del vertice un pranzo di lavoro incentrato
sui temi dell'economia globale, iniziato intorno alle 13, 30. Terminato il pranzo
di lavoro, i leader degli Otto Grandi (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone,
Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) più il presidente della Commissione europea,
Josè Manuel Barroso e il premier svedese e presidente di turno dell'Ue, Fredrik
Reinfeldt, riuniti alla caserma della Guardia di Finanza di
Coppito si sono riuniti nel cortile per la tradizionale
foto di gruppo. Dopo qualche minuto di riposo, i capi di Stato e di governo
sono tornati nuovamente al lavoro in una riunione plenaria sui temi globali
per affrontare le questioni dei cambiamenti climatici, aiuti e sviluppo.
GLI ACCORDI - Nella bozza del documento
economico che arriva intanto dal G8 nella prima giornata di lavori incentrata
sulla crisi economica internazionale, gli Otto Grandi parlano di «segnali positivi»,
ma sottolineano che la situazione economica mondiale resta «incerta» con «rischi
significativi» per la stabilità. I Paesi del G8 hanno raggiunto un accordo anche
per limitare «l'aumento globale della temperatura media a due gradi centigradi
rispetto ai livelli preindustriali». Ma India e Cina hanno bloccato l'intesa
sui gas serra.
L'ARRIVO DI
OBAMA - Uno degli ultimi leader ad arrivare nel capoluogo abruzzese è stato
il presidente americano Barack Obama.
Ad accogliere l'inquilino della Casa Bianca a Coppito
c'era il premier Silvio Berlusconi. I due si sono abbracciati e baciati, facendosi
immortalare davanti al logo del summit. Obama, così
come il Cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente
della Federazione russa Dmitri Medvedev e il premier giapponese Taro Aso
sono arrivati all’ingresso della sala a piedi accompagnati dalle loro delegazioni.
Altri leader invece hanno usufruito della macchina elettrica.
LA VISITA AL QUIRINALE - Prima di arrivare
a L'Aquila, al termine della visita al Quirinale, il presidente americano Obama
ha voluto offrire un attestato di stima e fiducia all'Italia e al suo esecutivo.
«Il governo italiano è un vero, grande amico degli Stati Uniti su tanti temi
importanti e Italia e Usa lavorano fianco a fianco» ha detto Obama.
L'Air Force One proveniente da Mosca e
con a bordo il presidente americano, la moglie e le loro figlie Malia e Sasha
è atterrato a Pratica di Mare intorno alle 10, 30. La famiglia Obama si è subito diretta in elicottero a Roma per incontrare
al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la moglie Clio.
Sui temi del G8 «il governo italiano ha dimostrato una forte leadership» ha
ribadito più volte il presidente americano, sgombrando di fatto il campo dalle
polemiche sollevate dal New York Times. Lo stesso sherpa americano del G8 Mike Froman ha voluto specificare che la presidenza italiana ha
fatto «uno splendido lavoro» nella preparazione del vertice sia sull'agenda
politica che per la logistica. E il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel
Durao Barroso, rispondendo a una domanda dei giornalisti
su una possibile fuoriuscita dell'Italia dal club dei grandi ha spiegato che
si tratta di una ipotesi «assolutamente non credibile».
ELOGIO A NAPOLITANO - Obama, per la prima volta in Italia da presidente, ha voluto
chiudere il colloquio con Napolitano facendo i complimenti al capo dello Stato:
il presidente gode di «una reputazione meravigliosa», «dell'ammirazione di tutto
il popolo italiano, non solo per la sua carriera politica, ma anche per la sua
integrità e gentilezza: è un vero leader morale e rappresenta al meglio il vostro
Paese» ha detto il presidente americano. Il capo dello Stato da parte sua ha
rimarcato nel suo intervento la «forte convergenza di veduta tra il presidente
Usa Obama, l'amministrazione Usa e governo italiano
sulle misure anticrisi».
BERLUSCONI CON LA MERKEL A ONNA - In
mattinata, mentre Obama era impegnato al Quirinale
il cancelliere tedesco Angela Merkel ha visitato Onna, il paese dell'Aquilano più colpito dal terremoto del
6 aprile, accompagnata dal premier Silvio Berlusconi. La Germania intende finanziare
la ricostruzione della cittadina dove avvenne un eccidio nazista nella Seconda
guerra mondiale.
LA PROTESTA DEI TERREMOTATI - A l'Aquila,
in concomitanza con il summit, è iniziata la protesta dei terremotati. I comitati
di cittadini nati dopo il summit del 6 aprile hanno sistemato sulla collina
di Roio una scritta a lettere cubitali, visibile anche
dalla sede del vertice. «Yes we camp»
si legge. Impossibile non notare che si tratta di una ironica distorsione dell'ormai
famoso slogan di Obama. Prosegue intanto lo sciame
sismico nelle zone dell'Aquilano e dei Monti Reatini, dove a partire dalla mezzanotte
i sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv)
hanno registrato 15 scosse di magnitudo compresa fra 1 e 2,8. Le scosse hanno
interessato in particolare le zone de L'Aquila, Campotosto
e Amatrice.
«PREGATE PER I LEADER» - Un pensiero
al summit in programma a l'Aquila lo ha rivolto in mattinata Benedetto XVI,
esortando i fedeli, nel corso dell'udienza generale del mercoledì, a pregare
«per tutti i responsabili del G8 riuniti in questi giorni a L'Aquila». Si è
soffermato sul vertice, facendo riferimento anche all'enciclica di Ratzinger,
il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parlando all'assemblea dell'Abi.
Facendo riferimento al processo di regolamentazione che arriva sul tavolo del
G8 il ministro ha spiegato che «l'utilità delle regole in economia è fondamentale»
e questo «è una conquista che risale a 2-3 secoli fa». Ma le regole, avverte
Tremonti,, «devono essere qualcosa in più: lo strumento che trasporta nel mondo
dell'economia i valori, il principio, l'etica. Questo è il messaggio che ci
viene dall'enciclica. Questo è il punto principale, l'etica» ha spiegato il
ministro, sottolineando la necessità di «regole che non soffochino il mercato»
ma «che siano etiche e morali, che trascendono gli interessi particolari».
(Corriere della Sera.it, 8 luglio 2009)
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