NOVITA’ EDITORIALI
Dell’Associazione Volontari della Libertà di Trieste
“La Resistenza patriottica a Trieste. 1943-1945”
Lucio Toth (Anvgd): Finalmente si rende giustizia ai patrioti “dimenticati”
TRIESTE/ROMA – “La Resistenza patriottica a Trieste.
1943-1945” : è il volume a cura di Lino Felician,
Fabio Forti, Vittorio Leschi e Stelio Spadaro, con un saggio di Marina Cattaruzza,
appena uscito per i tipi della Libreria Editrice Goriziana. Con questa opera,
che è stata presentata a Trieste, “l’Associazione Volontari della Libertà
di Trieste – si legge nel risvolto di copertina - si accinge a concludere la
serie di pubblicazioni dedicate agli artefici e agli avvenimenti della Resistenza
italiana nella Venezia Giulia, in quella fase storicamente decisiva compresa
tra il 1943 e il 1945 e che riguarda non solo Trieste, ma anche l'intera Venezia
Giulia, un argomento da troppi italiani poco conosciuto o addirittura ignorato”.
In particolare, sul 30 aprile 1945, data in cui nel capoluogo giuliano ebbe
luogo l'insurrezione armata contro l'occupatore tedesco, vi è una completa omissione
da parte della storiografia ufficiale, che ha invece avallato la tesi di una
liberazione attribuita agli jugoslavi. L’Associazione Volontari della Libertà
di Trieste, dopo tanti anni di colpevole oblio, ha voluto doverosamente ricordare
i Patrioti e i Caduti che si immolarono pienamente consci della necessità del
loro sacrificio, per tentare almeno - come sottolineò Carlo Schiffrer
- di salvare l'italianità della loro città, oscurata dapprima dall'occupatore
germanico e poi da coloro che si presentarono nella veste di liberatori, con
il preciso scopo di annetterla alla Jugoslavia”. Resistenza giuliana nel nome
del Tricolore. “Finalmente si rende giustizia ai patrioti ‘dimenticati’” commenta
Lucio Toth, presidente dell’Associazione Nazionale
Venezia Giulia e Dalmazia, che ha sede a Roma. “Con la presentazione nel capoluogo
giuliano del volume, alla cui stesura hanno partecipato eminenti storici e testimoni
di quei drammatici eventi, si offre – sottolinea Toth - un determinante contributo alla conoscenza di una Resistenza
che ha pagato un tragico tributo all’occupazione della Venezia Giulia da parte
dei partigiani comunisti di Tito ed è stata lungamente oscurata nei decenni
successivi a causa del monopolio ideologico e dell’uso politico della storia:
tanto più deprecabili – dice Toth - quanto più hanno
infierito sulla limpida volontà della popolazione italiana autoctona di rimanere
fedele, con l’esodo, alla propria identità nazionale e di scegliere i valori
della libertà e della democrazia in un’Italia alla cui ricostruzione ha generosamente
contribuito. Viene finalmente fatta luce – prosegue Toth - sull’insurrezione patriottica di Trieste del 30 aprile
1945 ad opera del Corpo Volontari della Libertà. Insurrezione non isolata, se
in altre città dell’Istria, come i giornali clandestini della Resistenza italiana
repubblicana e cattolica riportavano, analoghi tentativi vennero subitaneamente
repressi con feroce violenza dagli jugoslavi: il conclamato antifascismo
celava malamente il disegno annessionistico dell’intera Venezia Giulia, sino
all’Isonzo, ben prima di qualunque trattativa di pace. La ricerca storica offre
oggi un contributo determinante alla giustizia che si deve alla verità dei fatti
e ai protagonisti, singoli individui e intere comunità profughe, e illumina
il reale volto dell’occupazione jugoslava, intesa a eliminare, fisicamente e
politicamente, gli antifascisti e patrioti italiani così come l’intera popolazione
italiana in quanto tale, scomodi entrambi al progetto totalitario concepito
da Tito in nome della libertà dei popoli”.
I curatori del volume. ·
Marina Cattaruzza
è professore ordinario di Storia contemporanea generale all'Historisches
Institut dell'Università di Berna. Tra i suoi libri:
Arbeiter und Unternehmen auf den Werften des Kaiserreichs (1988), Sotto i
mari del mondo. La Whitehead 1875-1990 (con Casali,
Laterza, 1990), Trieste nell'Ottocento. Le trasformazioni di una società borghese
(Del Bianco, 1995) e L'Italia e il confine orientale (il Mulino, 2007), finalista
del Premio "Acqui Storia" e vincitore del
Premio della Presidenza "Piemonte Storia" 2008.
Lino Felician
è nato nel 1924 a Trieste da genitori piranesi. Diplomato
ragioniere e perito commerciale, nel 1944, immesso coattivamente nelle formazioni
tedesche, sceglie di arruolarsi nell'Organizzazione TODT. Prelevato dai partigiani
del Carso triestino, è costretto a far parte delle formazioni slovene impegnate
nella Resistenza nel Goriziano e nel Dolenjsko (Slovenia), nella costituita XXIV Brigata "Fratelli
Fontanot" del IX Korpus Jugoslavo, dove subisce, conseguenza di un'esplosione,
l'amputazione di alcune dita della mano destra. Rientrato a Trieste, svolge
attività lavorativa presso il Governo Militare Alleato e successivamente all'I.N.A.M.
di Trieste, raggiungendo il grado di dirigente principale. Da pensionato ha
esercitato sino al 2001 la professione di ragioniere commercialista e attualmente
si dedica, da collezionista, alla ricerca di documenti storici.
Fabio Forti è nato nel 1927 a Trieste.
È riconosciuto reduce civile dalla deportazione per essere stato internato,
diciassettenne, in un campo di lavoro tedesco. Il 30 aprile 1945, nelle file
del C.L.N. di Trieste, prende parte ai combattimenti durante l'insurrezione
cittadina. Diplomato geometra, è impiegato negli Uffici Tecnici Navali e Impianti
dei C.R.D.A. e conclude la sua carriera presso la
Direzione Centrale dell'Italcantieri (I.R.I.). Nel
1976 la Facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Trieste gli conferisce,
per meriti scientifici, la qualifica di cultore della materia in Carsismo. È
autore di 164 pubblicazioni di carattere scientifico riguardanti l'argomento.
Ha ricoperto diversi incarichi: dal 1978 al 1988 assessore al Decentramento
e agli Affari Generali del Comune di Trieste, dal 1990 al 1999 presidente della
Società Alpina delle Giulie, Sezione di Trieste del
C.A.I., e dal 2000 è presidente dell'Associazione Volontari della Libertà di
Trieste. In tale veste ha contribuito attivamente affinché, in una serie di
pubblicazioni, trovassero risalto i protagonisti e gli eventi della Resistenza
italiana nella Venezia Giulia.
Vittorio Leschi
, triestino, è nato nel 1931. Completati gli studi secondari superiori, presta
servizio, in qualità di ufficiale di artiglieria proveniente dai Corsi regolari
dell'Accademia Militare di Modena e della Scuola di Applicazione d'Arma di Torino,
nelle Truppe alpine e all'Accademia Militare. Collocato in ausiliaria con il
grado di Generale di Brigata, nel 2002 si laurea in Scienze Strategiche presso
l'Università degli Studi di Torino. Fa parte del Centro Interuniversitario di
Studi e Ricerche Storico-Militari. Ha pubblicato: Gli Istituti di educazione
e di formazione per Ufficiali negli Stati preunitari in tre tomi (S.M.E. Ufficio
Storico, 1994 e 2000), Le Milizie Triestine Secoli XVIII XIX XX Le Milizie urbane,
civiche, territoriali Le Guardie civiche, nazionali, municipali Il C.L.N. e
il C.V.L., l'U.O.-DE, l'OF-KMT e la Milizia popolare Le Forze di Polizia
della Venezia Giulia in 4° di foglio (Edizioni della Laguna, 2006), La Resistenza
italiana nella Venezia Giulia (1943-1945) Fonti archivistiche (Libreria Editrice
Goriziana, 2008).
Stelio Spadaro
, nato nel 1934 a Isola d'Istria, è stato insegnante di storia e filosofia nei
licei e assessore alle Attività Culturali per la Provincia di Trieste dal 1977
al 1980. Segretario della Federazione provinciale dei Democratici di Sinistra
dal 1993 al 2001, ha guidato a Trieste la fase di transizione dal PCI al PDS
e poi agli stessi Democratici di Sinistra, contribuendo a rinnovare profondamente
la cultura politica della sinistra giuliana. (Inform)