INFORM - N. 130 - 8 luglio 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Dal blog “notiziedanewyork.com”

Intervista a Maurizio Molinari, giornalista e scrittore

 

NEW YORK – Bloomberg che non potrà mai offuscare Giuliani, l’11 settembre come buco nero fumante, la città che rinasce sempre, e l’americano che non molla mai. E poi River Cafè per una cena romantica, Regency Hotel per un colazione di affari. Kaplan brillante analista trascurato in italia, Whatever Works di Woody Allen il film da non perdere. Questo ed altro nell’intervista.

Maurizio Molinari, corrispondente de “La Stampa”, è tra le più prestigiose firme italiane sulle questioni americane. Ovviamente vive a New York. Nella sua lunga carriera ha intervistato, tra gli altri, l'ex presidente Bush, il segretario di stato Condoleezza Rice, i segretari generali dell'Onu Kofi Annan e Ban Ki Moon, Al Gore, John McCain, e l'ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani. Tra i suoi libri, Cowboy Democratici (Einaudi, 2008), Gli ebrei di New York (Laterza, 2007). Questa è la sua testimoniaza sulla città.

Da quanto tempo risiede a New York, come ha visto cambiare la città?

Dal gennaio 2001. New York cambia ogni giorno, non solo per eventi traumatici come l'11 settembre o la crisi finanziaria. La città è portatrice di un'energia tale che il rinnovamento è il suo modo di vita. Non c'è isolato che rimane identico per più di qualche stagione. Nei quasi otto anni di vita newyorkese ho visto le maschere antigas in vendita nelle vetrine di Madison Avenue, quando si temeva un attacco batteriologico di Al Qaeda, come anche i giovani repubblicani conquistare attenzioni fra i liberal per poi venire schiacciati dall'onda di Obama. Niente è immutabile a Manhattan e dintorni.

La crisi finanziaria à è stata anche più dura di quella dell’ 11 settembre?

Sono crisi diverse non paragonabili. L'11 settembre è stata un'ecatombe: oltre tremila morti, la città fisicamente ferita, un buco nero fumante a Downtown. La crisi finanziaria sono i negozi sfitti, gli amici disoccupati, i ristoranti che chiudono. Ma in entrambi i casi i newyorkesi hanno reagito alla loro maniera: guardando in avanti, senza mai "give up", mollare.

Che idea si è fatto di Bloomberg e la sua rivoluzione verde? E’riuscito a far dimenticare Giuliani? Bloomberg è un businessman popolare perché efficiente, la sua rivoluzione verde va incontro ai valori etici, come agli interessi economici, della città. Ma il primato di Giuliani resta intatto: non solo perché seppe guidare NewYork dopo l'11 settembre ma per la determinazione con quale sconfisse la criminalità, recuperando alla città aree come Times Square, il Greenwich Village e Harlem.

Come descriverebbe la comunità degli emigranti italiani?

In continua mutazione, come il resto della città. Gli immigrati arrivati dopo gli anni Ottanta sono molto differenti da quelli che li hanno preceduti: si tratta di giovani, imprenditori, professionisti che si integrano facilmente, scalano il benessere e si affermano per le loro qualità rimanendo legati a doppio filo con l'Italia. La generazione precedente invece ebbe la vita assai più difficile ed ha, ancora oggi, un rapporto agrodolce con la madrepatria.

Il ristorante per una cena romantica?

River Caffè, sotto il Ponte di Brooklyn.

Quello per una colazione d’affari?

Breakfast al Regency Hotel, su Park Avenue.

Il miglior ristorante italiano?

Una trattoria, Celeste, su Amsterdam Avenue.

Il miglior film su New York?

E' sempre l'ultimo uscito, quindi in questo caso "Whateverworks" di Woody Allen.

Il miglior libro?

"All That Is Solid Melts into Air", di Marshall Berman.

 C’è qualche giovane scrittore emergente che consiglierebbe in Italia?

Consiglio Robert Kaplan, il più brillante analista di questioni strategiche su piazza. La sua abilità è leggere il presente con gli occhi del passato e viceversa. I suoi scritti sono unici, spettacolari, ed è un peccato che ancora non vengano tradotti in Italia.

Il Consolato funziona bene?

Considerando il fatto che nella propria circoscrizione ha una popolazione-record direi che fa miracoli. O quasi. (Piero Armenti- www.notiziedanewyork.com:80/ )

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