INFORM - N. 130 - 8 luglio 2009


PATRONATI

Inas Cisl: editoriale di “Corrispondenza Italia” n.674 del 16 luglio 2009

Mercati, sindacato e migrazioni nella nuova enciclica di Roma

 

ROMA - La nuova enciclica sociale "Caritas in veritate", con cui una Chiesa che non si è mai ritratta dal compromettersi con la materialità del secolo e della storia ha di fatto preso autorevole parte all'evento mondiale de L'Aquila, contiene alcuni paragrafi che interpellano il ruolo di una struttura sociale come quella che il nostro patronato Inas Cisl rappresenta. Non parliamo soltanto dei temi della globalizzazione, del mercato, della responsabilità dell'impresa e dei nuovi compiti del sindacato. Ma più significativamente, di quei diritti di ogni persona migrante che interessano particolarmente gli amici lettori di questo notiziario.

Con grande chiarezza il messaggio di Roma salda la cornice teorica che evidenzia l'importanza della giustizia distributiva e della giustizia sociale per l'economia di mercato: non solo come elemento inserito nelle maglie del contesto politico generale, ma anche perché la sola giustizia e la sola equivalenza dei valori dei beni scambiati sul mercato (lavoro contro giusto salario, per dirne una che sta nel 'core business' della nostra missione) non è di per sé in grado di produrre quella coesione del corpo sociale, senza cui il mercato dimostra, ad ogni ciclo critico, di non poter funzionare e anzi di subire metastasi distruttive del suo organismo.

Nulla di sconvolgentemente nuovo, certo. E però detto con un grande vigore comunicativo che illumina e pervade gli altri due aspetti che abbiamo richiamato in premessa. E cioè:compiti del sindacato e diritti dei migranti. L'intreccio obbligato cui sono chiamate le organizzazioni dei lavoratori, sia nei singoli paesi che a livello internazionale, è infatti nell'invito dell'enciclica a "volgere lo sguardo anche verso i non iscritti e in particolare verso i paesi in via di sviluppo, dove i diritti sociali vengono spesso violati". La difesa di questi lavoratori, promossa anche attraverso opportune iniziative verso i paesi d'origine - dice ancora Benedetto XVI - permetterà alle organizzazioni sindacali di porre in evidenza le autentiche ragioni etiche e culturali che hanno consentito loro, in contesti sociali e lavorativi diversi, di essere fattori decisivi per lo sviluppo.

E' qui dunque che anche il fenomeno epocale delle migrazioni - esorta la cattedra romana - richiede una forte e lungimirante politica di cooperazione internazionale per essere adeguatamente affrontato a partire da una stretta collaborazione tra i paesi da cui partono i migranti e i paesi in cui arrivano. Ciò per armonizzare i diversi assetti legislativi, nella prospettiva della salvaguardia delle esigenze e dei diritti delle persone e delle famiglie migranti, con quelli delle società di approdo degli emigrati stessi. Tutti infatti - osserva il testo papale - siamo testimoni del carico di sofferenza,di disagio e di aspirazioni che accompagna i flussi migratori.

Ecco: nelle poche righe che abbiamo citato, la più autorevole sintesi delle tensioni positive che animano il nostro agire sindacale e di patrocinio, nella concretezza operativa delle tutele che cerchiamo di mettere in campo anche come Inas, proiettandole, come facciamo, ai giusti livelli del sindacalismo europeo e della Icftu. (Corrispondenza Italia/Inform)


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