PATRONATI
Inas Cisl: editoriale di “Corrispondenza
Italia” n.674 del 16 luglio 2009
Mercati, sindacato e migrazioni nella nuova enciclica
di Roma
ROMA - La nuova enciclica sociale "Caritas
in veritate", con cui una Chiesa che non si è
mai ritratta dal compromettersi con la materialità del secolo e della storia
ha di fatto preso autorevole parte all'evento mondiale de L'Aquila, contiene
alcuni paragrafi che interpellano il ruolo di una struttura sociale come quella
che il nostro patronato Inas Cisl rappresenta. Non
parliamo soltanto dei temi della globalizzazione, del mercato, della responsabilità
dell'impresa e dei nuovi compiti del sindacato. Ma più significativamente, di
quei diritti di ogni persona migrante che interessano particolarmente gli amici
lettori di questo notiziario.
Con grande chiarezza il messaggio di
Roma salda la cornice teorica che evidenzia l'importanza della giustizia distributiva
e della giustizia sociale per l'economia di mercato: non solo come elemento
inserito nelle maglie del contesto politico generale, ma anche perché la sola
giustizia e la sola equivalenza dei valori dei beni scambiati sul mercato (lavoro
contro giusto salario, per dirne una che sta nel 'core business' della nostra missione) non è di per sé in grado
di produrre quella coesione del corpo sociale, senza cui il mercato dimostra,
ad ogni ciclo critico, di non poter funzionare e anzi di subire metastasi distruttive
del suo organismo.
Nulla di sconvolgentemente
nuovo, certo. E però detto con un grande vigore comunicativo che illumina e
pervade gli altri due aspetti che abbiamo richiamato in premessa. E cioè:compiti
del sindacato e diritti dei migranti. L'intreccio obbligato cui sono chiamate
le organizzazioni dei lavoratori, sia nei singoli paesi che a livello internazionale,
è infatti nell'invito dell'enciclica a "volgere lo sguardo anche verso
i non iscritti e in particolare verso i paesi in via di sviluppo, dove i diritti
sociali vengono spesso violati". La difesa di questi lavoratori, promossa
anche attraverso opportune iniziative verso i paesi d'origine - dice ancora
Benedetto XVI - permetterà alle organizzazioni sindacali di porre in evidenza
le autentiche ragioni etiche e culturali che hanno consentito loro, in contesti
sociali e lavorativi diversi, di essere fattori decisivi per lo sviluppo.
E' qui dunque che anche il fenomeno
epocale delle migrazioni - esorta la cattedra romana - richiede una forte e
lungimirante politica di cooperazione internazionale per essere adeguatamente
affrontato a partire da una stretta collaborazione tra i paesi da cui partono
i migranti e i paesi in cui arrivano. Ciò per armonizzare i diversi assetti
legislativi, nella prospettiva della salvaguardia delle esigenze e dei diritti
delle persone e delle famiglie migranti, con quelli delle società di approdo
degli emigrati stessi. Tutti infatti - osserva il testo papale - siamo testimoni
del carico di sofferenza,di disagio e di aspirazioni che accompagna i flussi
migratori.
Ecco: nelle poche righe che abbiamo
citato, la più autorevole sintesi delle tensioni positive che animano il nostro
agire sindacale e di patrocinio, nella concretezza operativa delle tutele che
cerchiamo di mettere in campo anche come Inas, proiettandole,
come facciamo, ai giusti livelli del sindacalismo europeo e della Icftu.
(Corrispondenza Italia/Inform)