PARTITI
Michele Schiavone (Pd- Svizzera):
“Per risollevare le sorti dell’Italia il progetto del Partito democratico prima
di tutto”
ZURIGO - In Europa il Partito Democratico rappresenta
la grande novità in fieri sulla scena politica di questo inizio di secolo. La
proposta politica di cui si è fatto portatore, promuovendo un reale processo
riformatore del nostro Paese, ha coinvolto e continua ad appassionare milioni
di persone dentro e fuori i confini nazionali. Oggi, dopo tre anni di attività
politica, tra alti e bassi, il Pd è chiamato ad affrontare il primo congresso
per definire il suo orientamento politico, la propria identità e per mettere
a punto la sua organizzazione. In queste settimane che precedono il congresso,
assistiamo, per usare un linguaggio d caserma, ad un “rompete le righe” ed all’avvio
di una discussione interna che, dall’opinione pubblica e da numerosi simpatizzanti
e iscritti, viene percepita come una vibrante contrapposizione tra idee,
persone e progetti che, al di là delle buone o cative intenzioni, rischia di alimentare disorientamento e
laceranti tensioni. Nel mezzo di questa temperie politica si ha la sensazione
che gli addetti ai lavori, accecati dalla polvere che gli disturba la vista,
invece di guardare alla luna si soffermino ad osservare le dita della mano,
dando l’impressione, per dirla alla Faucoult “della
microfisica del potere”.
In questo momento di diffusa crisi economica, di forti
segnali di declino della vita sociale, di crisi di valori che mettono a repentaglio
la stessa tenuta democratica delle istituzioni, l’Italia avrebbe bisogno di
un riferimento politico capace di arginare la deriva a cui è destinata se non
vuole soccombere. Il fatto che sia già stata messa in discussione la sua
partecipazione ai consessi del G8 è esemplificativo.
E’ questa la ragione principale per dare ossigeno alle
forze che vogliono fare del Pd l’alternativa politica all’esistente.
E’ notorio che le apparenti difficoltà temporali
del progetto costituente del Pd sono motivo di dibattito e richiedono correttivi
che normalmente andrebbero affrontati nelle sedi opportune: i circoli, le assemblee
congressuali e, da quanto esiste il Partito Democratico, anche per mezzo delle
elezioni primarie. Il coinvolgimento della gente è la forza viva e vera di questo
progetto che, per affermarsi, dovrà definire se stesso e mettere al primo posto
un impegno comune per l’Italia, comprensivo dell’atteggiamento che il nostro
Paese dovrà assumere in un’Europa destinata a diventare il global player del
nuovo millennio.
In questa ricerca il ruolo degli italiani all’estero
sarà determinante, vuoi per le esperienze maturate nei tanti paesi in cui sono
riusciti a sedimentare proposte di sviluppo civile, sociale ed economico, vuoi
perché dal loro osservatorio, anche i nuovi ”cervelli in fuga” guardano a distanza,
ma in maniera oggettiva e con coinvolgimento emotivo le vicissitudini del nostro
Paese. Diversamente non si spiegherebbero le loro reazioni alle malversazioni
dell’attuale governo. Il loro contributo di idee, di proposte, di esperienze
vissute sarà un arricchimento per il Partito democratico nella ricerca di nuovi
orizzonti programmatici necessari per ridefinire l’essenza di una forza politica
riformista moderna attenta a rappresentare le istanze del mondo del lavoro,
delle piccole e medie imprese, della cultura, capace di dare risposte alle difficili
questioni che oggi attraversano le società avanzate, dall’esclusione sociale
alla meritocrazia.
Chi meglio degli italiani all’estero può farsi portatore
di proposte su modelli sociali e istituzionali, sulla sostenibilità ambientale,
sulla formazione e porli alla discussione congressuale? In questo senso l’appuntamento
congressuale presenta una grande opportunità per far discutere il Pd e l’Italia
sulla diversità propositiva rappresentata dagli italiani all’estero, sul loro
impegno per i diritti civili che li ha accompagnati per anni dal tortuoso sentiero
delle rivendicazioni all’affermazione delle giovani generazioni, ed al loro
ritorno per socializzare esperienze, professionalità e conoscenze maturate altrove.
La nostra presenza politica nel mondo, arricchita dal contributo dei parlamentari
eletti nella circoscrizione estero, è in grado di esprimere proposte significative
da offrire al dibattito pubblico in Italia alla stessa stregua di quanto fanno
le organizzazioni territoriali della Penisola. Allo stato delle cose il Pd all’estero
ha anche tutte le carte in regola per elaborare un programma (conciso ed essenziale),
presentarlo e proporlo al dibattito pubblico, e investirlo di tutti i crismi
che spingono i più arditi e coraggiosi candidati alla segreteria nazionale del
partito a chiedere il sostegno ed il consenso di iscritti e simpatizzanti. E’
questa l’occasione propizia per uscire dal cono d’ombra in cui siamo stati relegati
fino a ieri dall’opinione pubblica italiana e per non essere più considerati
degli alieni che hanno influenzato per venti mesi le sorti politiche del nostro
paese. Paese, al quale è necessario indicare un’uscita di sicurezza.
Questo ragionamento è posto all’attenzione di chi ha
a cuore le sorti del Pd e intende investire i vari circoli, le organizzazioni
del Pd in Italia e all’estero, i parlamentari eletti nella circoscrizione estera,
nei pochi giorni che rimangono per la presentazione dei programmi e dei candidati
alla segreteria del partito nazionale, di un maggiore coinvolgimento del Pd
all’estero nelle future scelte e nella gestione del Partito democratico.(Michele
Schiavone- segretario del Partito democratico in Svizzera/Inform)