INFORM - N. 130 - 8 luglio 2009


PARTITI

Michele Schiavone (Pd- Svizzera): “Per risollevare le sorti dell’Italia il progetto del Partito democratico prima di tutto”

 

ZURIGO - In Europa il Partito Democratico rappresenta la grande novità in fieri sulla scena politica di questo inizio di secolo. La proposta politica di cui si è fatto portatore, promuovendo un reale processo riformatore del nostro Paese, ha coinvolto e continua ad appassionare milioni di persone dentro e fuori i confini nazionali. Oggi, dopo tre anni di attività politica, tra alti e bassi, il Pd è chiamato ad affrontare il primo congresso per definire il suo orientamento politico, la propria identità e per mettere a punto la sua organizzazione. In queste settimane che precedono il congresso, assistiamo, per usare un linguaggio d caserma, ad un “rompete le righe” ed all’avvio di una discussione interna che, dall’opinione pubblica e da numerosi simpatizzanti e  iscritti, viene percepita come una vibrante contrapposizione tra idee, persone e progetti che, al di là delle buone o cative intenzioni, rischia di alimentare disorientamento e laceranti tensioni. Nel mezzo di questa temperie politica si ha  la sensazione che gli addetti ai lavori, accecati dalla polvere che gli disturba la vista, invece di guardare alla luna si soffermino ad osservare le dita della mano, dando l’impressione, per dirla alla Faucoult “della microfisica del potere”.

In questo momento di diffusa crisi economica, di forti segnali di declino della vita sociale, di crisi di valori che mettono a repentaglio la stessa tenuta democratica delle istituzioni, l’Italia avrebbe bisogno di un riferimento politico capace di arginare la deriva a cui è destinata se non vuole soccombere.  Il fatto che sia già stata messa in discussione la sua partecipazione ai consessi del G8 è esemplificativo.

E’ questa la ragione principale per dare ossigeno alle forze che vogliono fare del Pd l’alternativa politica all’esistente.

E’ notorio che le apparenti difficoltà  temporali del progetto costituente del Pd sono motivo di dibattito e richiedono correttivi che normalmente andrebbero affrontati nelle sedi opportune: i circoli, le assemblee congressuali e, da quanto esiste il Partito Democratico, anche per mezzo delle elezioni primarie. Il coinvolgimento della gente è la forza viva e vera di questo progetto che, per affermarsi, dovrà definire se stesso e mettere al primo posto un impegno comune per l’Italia, comprensivo dell’atteggiamento che il nostro Paese dovrà assumere in un’Europa destinata a diventare il global player del nuovo millennio.

In questa ricerca il ruolo degli italiani all’estero sarà determinante, vuoi per le esperienze maturate nei tanti paesi in cui sono riusciti a sedimentare proposte di sviluppo civile, sociale ed economico, vuoi perché dal loro osservatorio, anche i nuovi ”cervelli in fuga” guardano a distanza, ma in maniera oggettiva e con coinvolgimento emotivo le vicissitudini del nostro Paese. Diversamente non si spiegherebbero le loro reazioni alle malversazioni dell’attuale governo. Il loro contributo di idee, di proposte, di esperienze vissute sarà un arricchimento per il Partito democratico nella ricerca di nuovi orizzonti programmatici necessari per ridefinire l’essenza di una forza politica riformista moderna attenta a rappresentare le istanze del mondo del lavoro, delle piccole e medie imprese, della cultura, capace di dare risposte alle difficili questioni che oggi attraversano le società avanzate, dall’esclusione sociale alla meritocrazia.

Chi meglio degli italiani all’estero può farsi portatore di proposte su modelli sociali e istituzionali, sulla sostenibilità ambientale, sulla formazione e porli alla discussione congressuale? In questo senso l’appuntamento congressuale presenta una grande opportunità per far discutere il Pd e l’Italia sulla diversità propositiva rappresentata dagli italiani all’estero, sul loro impegno per i diritti civili che li ha accompagnati per anni dal tortuoso sentiero delle rivendicazioni all’affermazione delle giovani generazioni, ed al loro ritorno per socializzare esperienze, professionalità e conoscenze maturate altrove. La nostra presenza politica nel mondo, arricchita dal contributo dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero,  è in grado di esprimere proposte significative da offrire al dibattito pubblico in Italia alla stessa stregua di quanto fanno le organizzazioni territoriali della Penisola. Allo stato delle cose il Pd all’estero ha anche tutte le carte in regola per elaborare un programma (conciso ed essenziale), presentarlo e proporlo al dibattito pubblico, e investirlo di tutti i crismi che spingono i più arditi e coraggiosi candidati alla segreteria nazionale del partito a chiedere il sostegno ed il consenso di iscritti e simpatizzanti. E’ questa l’occasione propizia per uscire dal cono d’ombra in cui siamo stati relegati fino a ieri dall’opinione pubblica italiana e per non essere più considerati degli alieni che hanno influenzato per venti mesi le sorti politiche del nostro paese. Paese, al quale è necessario indicare un’uscita di sicurezza.

Questo ragionamento è posto all’attenzione di chi ha a cuore le sorti del Pd e intende investire  i vari circoli, le organizzazioni del Pd in Italia e all’estero, i parlamentari eletti nella circoscrizione estera, nei pochi giorni che rimangono per la presentazione dei programmi e dei candidati alla segreteria del partito nazionale, di un maggiore coinvolgimento del Pd all’estero nelle future scelte e nella gestione del Partito democratico.(Michele Schiavone- segretario del Partito democratico in Svizzera/Inform)


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