INFORM - N. 127 - 3 luglio 2009


POLITICA

Di Biagio (Pdl): “Partito del Sud, rischio di eccessive frammentazioni politiche in Italia”

 

 ROMA -  “Si comincia a parlare di partito del Sud, una sorta di raggruppamento speculare alla Lega, che sembra però voler trascurare l’impronta certamente poco costruttiva che questa nuova nascita partitica potrebbe imprimere sul tessuto politico in Italia”, commenta l’on. Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del Pdl.

 “Il rischio – prosegue Di Biagio -è quello di innescare un processo di frammentazione e di individualizzazione del dialogo politico, dei programmi e delle iniziative che avrebbe poi il merito di offuscare completamente gli sforzi fatti in questi anni per raggiungere una situazione di bipartitismo e di coerenza programmatica all’interno di schieramenti e coalizioni”.

“D’altro canto – continua il deputato eletto nella ripartizione Europa - la stessa forza leghista, contraddistinta da un adeguato e costruttivo pragmatismo e nata in un propizio momento storico, si sta identificando in un interlocutore politico ragionevole, e auspichiamo sempre armonico nei confronti delle scelte e delle linee guida dell’azione di Governo, senza innescare in futuro criticità o pressanti sollecitazioni”.

“Il futuro del Paese, il suo risollevarsi dall’attuale impasse economica e sociale parte - osserva Di Biagio - dalla persona e dalla sua piena valorizazione e certamente non passa dalla nascita di nuove forze politiche. Su questo punto ho ritenuto particolarmente degne di nota le riflessioni individuate nel convegno di oggi dal titolo ‘La persona prima di tutto’, di presentazione del Libro Bianco sul nuovo modello sociale, promosso dalla Fondazione “Nuova Italia” e dalla Fondazione Craxi”.

“Il valore della persona nella sua completezza e la piena coscienza di questo rappresentano il motore delle future prospettive politiche del nostro Governo – conclude Di Biagio – e su questo auspicio che dovremmo essere capaci di costruire un rinnovamento delle regioni meridionali, in un’ottica di piena coerenza con le dinamiche di crescita dell’intero Paese e dell’Europa, creare nuove sacche partitiche non potrebbe essere una risposta ai vuoti che purtroppo la società e le istituzioni fino ad ora hanno mantenuto, ma sarebbe soltanto una cornice dove potrebbero arrampicarsi speculatori politici e forze poco propositive”. (Inform)


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