INFORM - N. 127 - 3 luglio 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Nelle mani di militanti islamici nelle Filippine dal 15 gennaio scorso

Nuovo appello della Croce Rossa per la liberazione di Eugenio Vagni

“Chiediamo il suo rilascio immediato e senza condizioni. Le sue sofferenze devono cessare subito”

 

ROMA – Un nuovo appello per la liberazione di Eugenio Vagni è stato lanciato dalla Croce Rossa Internazionale. Il connazionale di Montevarchi, operatore della Croce Rossa, è stato rapito il 15 gennaio scorso sull’isola di Jolo nelle Filippine da militanti islamici del gruppo Abu Sayyaf.

“Ormai sono cinque mesi che è in ostaggio. Sappiamo che poter parlare con i suoi cari al telefono è estremamente prezioso per lui. Con più determinazione che mai, chiediamo il suo rilascio immediato e senza condizioni. Le sue sofferenze devono cessare subito”, afferma - in un comunicato sul sito internet del Comitato internazionale della Croce Rossa - Alain Aeschlimann, direttore delle operazioni per l'Asia Orientale, il Sud-Est asiatico e il Pacifico.

Eugenio Vagni, ricorda Aeschlimann, ha potuto parlare con sua moglie solo due volte a giugno (nei giorni 2 e 26), e le telefonate sono state brevissime.

Riguardo alle condizioni di salute di Vagni, Aeschlimann spiega che il nostro connazionale “si sente stanco”, ma continua a “mostrare una forza notevole di fronte a grandi avversità. Anche la sua famiglia sta mostrando grande stoicismo”. La Croce Rossa, assicura Aeschlimann, continua ad operarsi per ottenere la liberazione dell’italiano . (Inform)


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