ITALIANI ALL’ESTERO
Nelle mani di militanti islamici nelle Filippine dal
15 gennaio scorso
Nuovo appello della Croce Rossa per la liberazione di
Eugenio Vagni
“Chiediamo il suo rilascio immediato e senza condizioni.
Le sue sofferenze devono cessare subito”
ROMA – Un nuovo appello per la liberazione
di Eugenio Vagni è stato lanciato dalla Croce Rossa
Internazionale. Il connazionale di Montevarchi, operatore della Croce Rossa,
è stato rapito il 15 gennaio scorso sull’isola di Jolo nelle Filippine da militanti islamici del gruppo Abu
Sayyaf.
“Ormai sono cinque mesi che è in ostaggio.
Sappiamo che poter parlare con i suoi cari al telefono è estremamente prezioso
per lui. Con più determinazione che mai, chiediamo il suo rilascio immediato
e senza condizioni. Le sue sofferenze devono cessare subito”, afferma - in un
comunicato sul sito internet del Comitato internazionale della Croce Rossa -
Alain Aeschlimann, direttore delle operazioni per
l'Asia Orientale, il Sud-Est asiatico e il Pacifico.
Eugenio Vagni,
ricorda Aeschlimann, ha potuto parlare con sua moglie
solo due volte a giugno (nei giorni 2 e 26), e le telefonate sono state brevissime.
Riguardo alle condizioni di salute
di Vagni, Aeschlimann spiega
che il nostro connazionale “si sente stanco”, ma continua a “mostrare una forza
notevole di fronte a grandi avversità. Anche la sua famiglia sta mostrando grande
stoicismo”. La Croce Rossa, assicura Aeschlimann,
continua ad operarsi per ottenere la liberazione dell’italiano . (Inform)