INFORM - N. 127 - 3 luglio 2009


FARNESINA

In vista del G8 de L’Aquila incontro con delegazione di vescovi e rappresentanti di organizzazioni cattoliche

“Per un'agenda di speranza”: consegnato al ministro Frattini l’appello dell’associazionismo cattolico

 

ROMA - Partendo dalla centralità della persona tra le priorità che la Presidenza Italiana porterà al summit dei G8 che si terrà dall’8 al 10 luglio a L’Aquila ci sono: sicurezza alimentare, protagonismo politico per l’Africa nello scacchiere della geo-politica mondiale, strumenti nuovi per il finanziamento degli aiuti allo sviluppo complementari all’Aiuto pubblico allo sviluppo, sbloccare il negoziato di Doha, adottare un accordo tra i G8 e le Major economy in vista di Copenaghen, dimezzare le emissioni entro il 2030-2050.

“Tutti punti in profonda sintonia con le preoccupazioni espresse nel vostro appello e che tengono in alta considerazione anche le proposte contenute nello stesso a sostegno dei Paesi poveri e per una giustizia sociale”. Così il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini incontrando oggi alla Farnesina la delegazione di vescovi e rappresentanti di organizzazioni, associazioni e movimenti cattolici del Sud e del Nord del mondo che gli hanno consegnato l’appello “Per un’agenda di speranza” (v. Inform n. 124 http://www.mclink.it/com/inform/art/09n12447.htm ) .

L’appello è stato consegnato al ministro Frattini dal direttore generale della Focsiv Sergio Marelli con Retinopera, organizzatori dell’iniziativa in collaborazione con Azione Cattolica Italiana, Centro Turistico Giovanile, Agesci, Movimento Cattolico Lavoratori, Unione Nazionale Istituti e Iniziative Di Assistenza Sociale, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, Rinnovamento nello Spirito, Movimento Umanità Nuova/Focolari, Coldiretti.

“Parole rassicuranti, quelle del ministro Frattini, come anche quelle del presidente Berlusconi e del ministro Tremonti che pure abbiamo incontrato questa mattina”, ha commentato Marelli. Il quale alle proposte specifiche di Frattini per affrontare la crisi economica, i cui effetti più devastanti si temono proprio sui Paesi poveri, oltre alla D-Tax, alla riduzione del 50% delle tasse sulle rimesse, alla cancellazione del debito sottolinea la necessità di cancellare anche il debito illegittimo, l’elaborazione di tasse di scopo per il monitoraggio dei paradisi fiscali, un regolamento per le imprese, una riforma delle Nazioni Unite che vada in direzione di una maggiore

Dalla Farnesina si informa che l’incontro di oggi “ha consentito un’utile presa di contatto nella prospettiva dell’imminente Vertice de L’Aquila”. Il ministro Frattini, ricordando “l’impatto dell’attuale crisi finanziaria internazionale sui volumi dell’aiuto pubblico allo sviluppo, ha assicurato che l’Italia rispetterà gli impegni assunti”. Il ministro degli Esteri ha allo stesso tempo evidenziato che “i contenuti nell’appello appaiono in linea con l’approccio adottato dalla Presidenza italiana, sia nell’ambito della Ministeriale Sviluppo, che nel formato allargato adottato per il Vertice de L’Aquila”. Frattini si è soffermato “sulle caratteristiche fondamentali del nuovo approccio allo sviluppo della Cooperazione italiana, quali la centralità della persona umana, l’idea dell’aiuto pubblico come investimento di lungo periodo, e soprattutto l’importanza di assicurare la qualità degli aiuti in settori vitali come la salute, la sicurezza alimentare, l’acqua e l’educazione”.

Frattini ha anche evocato “la possibilità di ridurre le trattenute sulle rimesse internazionali dei migranti”, iniziativa questa che, negli auspici del ministro, “dovrebbe dimezzare gli attuali costi di commissione applicati sui trasferimenti internazionali destinati ai Paesi in via di sviluppo”.

Il ministro Frattini ha infine annunciato che “l’Italia si farà promotrice, attraverso il polo romano FAO, IFAD e PAM, della settimana alimentare mondiale, che si terrà ad ottobre”.

All’incontro alla Farnesina presenti tra gli altri mons. Emmanuel Badejo, vescovo di Oyo (Nigeria); mons. Johannes Bundgens, vescovo ausiliare di Aachen (Germania); mons. Néstor Rafael Herrera,  vescovo di Machala (Ecuador) e segretario generale della Conferenza episcopale ecuadoregna; mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente della Commissione episcopale della Cei per i problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace; mons. Alvaro Ramazzini, vescovo di San Marcos (Guatemala); mons. Camille Michel Stenger, vescovo di Troyes (Francia); don Giovanni Attilio Cesena, direttore Ufficio nazionale della Cei per la Cooperazione missionaria fra le Chiese. (Inform)


Vai a: