STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Omaggio postumo al Fondatore de
Cosí, Bafile ha saputo raccontarci
Il grande omaggio al Maestro che ha fondato
“
CARACAS.- Certamente ne sarebbe rimasto innocentemente sbalordito. Come la volta in cui, qualche anno fa, l’Università Centrale del Venezuela gli conferì il Dottorato Honoris Causa mentre l’Orfeon Universitario si esibiva in suo onore nell’Aula Magna e tanto il prof. Michele Castelli come il Magnifico Rettore dell’Università Centrale, Giuseppe Giannetto ed altri illustri rappresentanti della cultura, ne raccontavano il periglioso percorso di giornalista emigrante, di scrittore di vite vissute. In quell’occasione, mi confessò che si stava chiedendo intimidito da tante lodi: “Ma é proprio a me che si riferiscono?”.
Chi lo conosceva tanto da sentirlo Maestro e insostituibile amico,
sapeva che la sua sorpresa non nascondeva una falsa modestia ma il reale stupore
di chi ha lavorato e lottato per i suoi ideali senza mai rincorrere elogi e prebende.
Nelle manifestazioni di collettività cercava sempre di sedersi nei posti
meno vistosi e non amava parlare in pubblico, ma quando qualche volta lo ha fatto
perché stimolato da insistenti richieste, ha parlato del suo Giornale, del nostro
Giornale, poiché “
Per Gaetano Bafile aver scritto bene un articolo non era niente di incredibile, anzi, faceva parte del giusto percorso professionale di ciascuno di noi, percorso che andava sempre perfezionato, come amava sottolineare. Così, con tanto orgoglio e tanto cuore, abbiamo appreso ad onorare il nostro lavoro, a custodire il tesoro dei suoi insegnamenti, ma soprattutto, a sentire Bafile sempre accanto, mentre scriviamo “un pezzo” o mentre cerchiamo d’interpretare ancora e continuamente la vita della nostra Collettività.
Ciò che è avvenuto lo scorso 27 giugno, a sei mesi esatti dalla sua scomparsa e proprio in occasione della commemorazione della giornata del Giornalista, é il significato intrinseco di ciò che Bafile ha seminato per sessanta anni raccontandoci attraverso le pagine della nostra “Voce”: come eravamo, quale è stata la nostra vita, come ci ha accolti il Venezuela, cosa significhiamo per l’Italia. Sempre, senza “peli sulla lingua” ha onorato la verità, commovendosi per i più sfortunati e fustigando i professionisti dell’emigrazione ed i venditori di fumo. Per questo, ed é cosa molto rara nel mondo che ci circonda, nessuno, ma proprio nessuno, anche volendo, riesce a parlar male di Bafile, o a non ricordarlo con affetto, con frasi fraterne. Crediamo che l’anima delle persone scomparse aleggia fra noi fino a quando esiste qualcuno che le ricorda, che ne parla con affetto, che ne ha appreso e messo in pratica i valori e, nella serata organizzata in suo onore, dalla Giunta Direttiva del Centro Italiano Venezolano e dall’Associazione Abruzzesi e Molisani del Venezuela, Bafile era tra noi.
Nelle frasi di S. E. Il Nunzio Apostolico Mons. Giacinto Berloco che ne
ha officiato
Nelle frasi del Presidente del Centro Italiano Venezolano, Mario Chiavaroli, il ricordo di un uomo integerrimo e che ha voluto donare undici anni fa, una pagina della “Voce d’Italia” alla massima Istituzione italiana di Caracas, quella pagina che ogni venerdì ne racconta gli avvenimenti, fotografando gli istanti particolari di vita della nostra grande famiglia. E, questo gran Maestro, “forte e gentile”, come il suo Abruzzo tanto amato, ha visto porre la prima pietra del Centro Italiano Venezolano dall’allora Presidente della Repubblica del Venezuela, dott. Rafael Caldera, ne ha stimolato la nascita e accompagnato la crescita, attraverso le pagine della “Voce”, sostenendo l’idea pura dei fondatori, primo fra tutti, il dott. Lorenzo Tomassi, coraggiosi lungimiranti pionieri che volevano un luogo in cui gli italiani del Venezuela potessero sconfiggere la solitudine e ricostruire famiglie e paesi lontani migliaia di chilometri. A ricordarlo, dopo le frasi del Presidente Chiavaroli, quelle del Nunzio Apostolico Mons. Berloco che lo ha chiamato “il Maestro”, rammentando il momento in cui, appena giunto alla Nunziatura Apostolica di Caracas, il nostro Direttore lo visitò facendogli omaggio di due dei suoi libri: “Passaporto Verde” e “Rojo y Negro”, la cui dedica portava, generosa, uno stimolo, un auspicio: “A Mons. Giacinto Berloco col sincero augurio che arrida il migliore successo alla missione che l’attende in Venezuela”.
La dott.ssa Tina Di Battista, attuale Presidente dell’”Associazione Abruzzesi
e Molisani nel Mondo”, presente ed emozionata, ha seguito durante tutta la serata
l’evento che ha stimolato insieme ad Anna e Amedeo Di Lodovico, fautore di questo
grande omaggio all’amico del cuore, accanto a Mario e Lucia Chiavaroli, il prof.
Michele Castelli con la moglie Elba e l’instancabile Titina Bersani e poi, la
cara Daniela Di Loreto che ha presentato la serata, ed i corregionali abruzzesi
e molisani e tanti, tantissimi connazionali che attraverso “
Il discorso di Mauro Bafile che oggi dirige il nostro Giornale con lo
stesso brillante impeto e seguendo l’esempio di suo padre, ha saputo ricordare
attraverso sincere, significative frasi, la vita di colui che amava la propria
professione più di ogni altra cosa al mondo. E poi, il discorso del dott. Pasquali,
rammentando Gaetano Bafile: “comunicatore eccezionale, spirito democratico,
giornalista, emigrante”, sottolineando che: “essere democratici senza democrazia
come avvenne a Bafile al tempo di Pérez Jiménez, é fortemente rischioso. Se Bafile
ha raggiunto gli ottantaquattro anni di vita- ha proseguito il dott. Pasquali-
é stato per la sua sapienza ed il suo angelo che doveva essere proprio speciale
e temerario. Bafile ha trovato il giusto punto d’equilibrio, poiché, un giornale
sbagliato non sarebbe vissuto cinquantotto anni”. Gaetano é stato uno dei principali
leader d’opinione degli italiani in Venezuela. Pensava che bisognava integrare
le culture senza distruggerle, poiché come soleva affermare: “l’emigrante deve
integrarsi, non assimilarsi”. Prova ne é che “
Dopo il discorso del dott. Pasquali, ha preso la parola il prof. Michele
Castelli, in veste di Vicepresidente del Centro Italiano Venezolano, ma soprattutto
di scrittore ed amato discepolo di Bafile. Per Castelli, le pagine della “Voce”
rappresentano da trentacinque anni, una storia di vita, di pensiero, di
libertà, di generosa solidarietà. “Ho considerato Bafile il mio padre putativo.
Quello biologico al quale ho dedicato il libro “Eras una vez Giuseppe”, mi ha
ispirato i veritieri racconti della nostra emigrazione in Venezuela. Bafile, invece,
è stato sempre presente nei miei scritti: riflesso delle quotidiane battaglie
che “
In seguito, la presidentessa dell’Associazione Abruzzesi e Molisani, Tina Di Battista, ha letto un saluto fatto pervenire dall’Italia da Marisa Bafile, inconfondibile sostenitrice dei valori della nostra Collettività e dell’importanza di un Giornale che ci rappresenti. Marisa ha saputo delineare, così come in precedenza aveva fatto Mauro, gli ideali della nostra Voce, “un giornale, il nostro, che non sarebbe esistito senza la silenziosa abnegata e importantissima figura di mia madre Yolanda, stimolo quotidiano di un uomo che voleva e sapeva raccontare la verità, anche se a volte troppo rischiosa”. Marisa, soprattutto “giornalista di razza”, così come lo è il fratello Mauro, ha seguito passo passo le vicende della nostra Collettività. E, non dubita un istante nel sottolineare che “una Collettività senza un mezzo di comunicazione é una comunità muta”. Prima del terremoto che ha colpito L’Aquila, Marisa Bafile stava organizzando un magnifico programma con l’adesione unanime di prestigiose personalità che apprezzano ed ammirano l’opera di suo padre, per creare la “Fondazione Gaetano Bafile”. Percorrendo questo cammino ha potuto constatare ulteriormente quanto profonda sia la stima professionale e umana che, a tanti livelli, accompagna il ricordo di Gaetano Bafile in Italia così come in Venezuela e nel mondo dell’Italia fuori d’Italia. Per la nostra collettività sarà sempre un onore averlo avuto come suo esponente.
In seguito, la presidentessa dell’Associazione Abruzzesi e Molisani, Tina Di Battista, ha letto, quale prima cerimonia nella sala dedicata al nostro indimenticabile Maestro, un saluto fatto pervenire dall’Italia da Marisa Bafile, inconfondibile sostenitrice dei valori della nostra Collettività e dell’importanza di un Giornale che ci rappresenti. Marisa ha saputo delineare , così come in precedenza aveva fatto Mauro, gli ideali della nostra Voce, “un giornale, il nostro, che non sarebbe esistito senza la silenziosa abnegata e importantissima figura di mia madre Yolanda, stimolo quotidiano di un uomo che voleva e sapeva raccontare la verità, anche se a volte troppo rischiosa”. Marisa, soprattutto “giornalista di razza”, così come lo é il fratello Mauro, ha seguito passo passo le vicende della nostra Collettività. E, non dubita un istante nel sottolineare che “una Collettività senza un mezzo di comunicazione é una comunità muta”. Prima del terremoto che ha colpito L’Aquila, Marisa Bafile stava organizzando un magnifico programma con l’adesione unanime di prestigiose personalità che apprezzano ed ammirano l’opera di suo padre, per creare la “Fondazione Gaetano Bafile”. Percorrendo questo cammino ha potuto constatare ulteriormente quanto profonda sia la stima professionale e umana che, a tanti livelli, accompagna il ricordo di Gaetano Bafile in Italia così come in Venezuela e nel mondo dell’Italia fuori d’Italia. Per la nostra collettività sarà sempre un onore averlo avuto come suo esponente.
Dopo le belle sincere frasi di Antonio Pasquali, Michele Castelli, Mauro e Marisa Bafile gli astanti si sono spostati presso l’ingresso del gran Salone una volta conosciuto come “Vip”. Li, all’entrata della bella sala la cui terrazza domina Caracas, una targa voluta dalla Giunta Direttiva del Centro Italiano Venezolano presieduta da Mario Chiavaroli, dedica questo elegante spazio dove si organizzano le riunioni più importanti della nostra Collettività a “Gaetano Bafile” . Il nastro inaugurale é stato tagliato dal Nunzio Apostolico, S.E. Giacinto Berloco, dal Presidente del Centro Italiano Venezolano, Mario Chiavaroli, dalla sua gentile consorte, dott. Lucia in Chiavaroli, dal nostro Direttore, dott. Mauro Bafile.
In ultimo, a conclusione dell’emotiva serata, la presidentessa dell’Associazione
Abruzzesi e Molisani, Tina Di Battista, ha sottolineato con emozione, l’importante
contributo dato alla crescita della collettività dal direttore de