ENTI ASSICURATIVI
Accordo Inail-Suva per rintracciare i lavoratori
italiani esposti all’amianto negli stabilimenti Eternit della Svizzera
L’INAIL sensibilizzerà i medici italiani
affinché segnalino i casi di lavoratori rientrati in Italia che potrebbero aver
diritto a prestazioni mediche connesse all’esposizione al materiale nocivo
ZURIGO – L’Istituto italiano infortuni sul lavoro (INAIL)
e l’Istituto svizzero assicurazione infortuni (SUVA) hanno siglato un accordo,
il 15 giugno scorso, per rafforzare l’impegno comune nel rintracciare i lavoratori
italiani che in passato sono stati esposti all’amianto in Svizzera e successivamente
sono rientrati in Italia.
A diffondere la notizia Dino Nardi, coordinatore dell’Unione
italiani nel Mondo in Svizzera e membro del Cgie, il quale ricorda che secondo
le stime di alcuni ricercatori il mesotelioma, tumore contratto a seguito dall’esposizione
all’amianto, potrebbe interessare in futuro sino a 300.000 cittadini residenti
nell’Europa occidentale. I danni causati da questo genere di esposizione, - l’utilizzo
dell’amianto è stato proibito per legge nel
“Nei due stabilimenti Eternit in Svizzera hanno lavorato moltissimi
emigrati italiani, - rileva Nardi - in gran parte, poi, rimpatriati disperdendosi
così sull’intero territorio della penisola e quindi difficilmente rintracciabili
(ancor di più, in caso di decesso, i loro superstiti) per poterli informare dei
loro eventuali diritti assicurativi ma, soprattutto, per ricondurre i possibili
sintomi della malattia dell’asbestosi o, addirittura, dell’insorgere del mesotelioma,
all’attività svolta in Svizzera”. L’accordo intende pertanto evitare che “gli
ex emigrati in Svizzera si confrontino con diritti previdenziali e assicurativi
maturati in questo Paese e non fatti valere – precisa il coordinatore Uim - per
dimenticanza, ignoranza o furbizie altrui”.
L’accordo tra gli istituti assicurativi nazionali prevede
che l’INAIL registri le segnalazioni di lavoratori in passato esposti all’amianto
in Svizzera affinché essi possano beneficiare, se necessario, delle visite mediche
preventive. Affinché l’accordo abbia buon fine l’INAIL si impegna anche in un’opera
di sensibilizzazione relativa alle malattie da amianto presso i medici italiani,
che devono provvedere alla segnalazione. Nardi invita coloro che volessero avere
chiarimenti al riguardo di contattare il Patronato Ital-Uil più vicino.(