INFORM - N. 126 - 2 luglio 2009


ENTI ASSICURATIVI

Accordo Inail-Suva per rintracciare i lavoratori italiani esposti all’amianto negli stabilimenti Eternit della Svizzera

L’INAIL sensibilizzerà i medici italiani affinché segnalino i casi di lavoratori rientrati in Italia che potrebbero aver diritto a prestazioni mediche connesse all’esposizione al materiale nocivo

 

ZURIGO – L’Istituto italiano infortuni sul lavoro (INAIL) e l’Istituto svizzero assicurazione infortuni (SUVA) hanno siglato un accordo, il 15 giugno scorso, per rafforzare l’impegno comune nel rintracciare i lavoratori italiani che in passato sono stati esposti all’amianto in Svizzera e successivamente sono rientrati in Italia.

A diffondere la notizia Dino Nardi, coordinatore dell’Unione italiani nel Mondo in Svizzera e membro del Cgie, il quale ricorda che secondo le stime di alcuni ricercatori il mesotelioma, tumore contratto a seguito dall’esposizione all’amianto, potrebbe interessare in futuro sino a 300.000 cittadini residenti nell’Europa occidentale. I danni causati da questo genere di esposizione, - l’utilizzo dell’amianto è stato proibito per legge nel 1990 in Svizzera e nel 1992 in Italia – si manifestano anche 30/40 anni dopo il contatto, non solo nei lavoratori “ma anche nelle loro mogli, che lavavano le loro tute, - sottolinea Nardi – e anche in tutti quei nuclei familiari che abitando nelle immediate vicinanze di queste fabbriche respiravano inconsapevolmente nell’aria la polvere contenente le fibre d’amianto” - in Italia a Casale Monferrato, Cavagnola, Reggio Emilia e Napoli; in Svizzera a Niederurnen (GL) e Payerne (VD).

“Nei due stabilimenti Eternit in Svizzera hanno lavorato moltissimi emigrati italiani, - rileva Nardi - in gran parte, poi, rimpatriati disperdendosi così sull’intero territorio della penisola e quindi difficilmente rintracciabili (ancor di più, in caso di decesso, i loro superstiti) per poterli informare dei loro eventuali diritti assicurativi ma, soprattutto, per ricondurre i possibili sintomi della malattia dell’asbestosi o, addirittura, dell’insorgere del mesotelioma, all’attività svolta in Svizzera”. L’accordo intende pertanto evitare che “gli ex emigrati in Svizzera si confrontino con diritti previdenziali e assicurativi maturati in questo Paese e non fatti valere – precisa il coordinatore Uim - per dimenticanza, ignoranza o furbizie altrui”.

L’accordo tra gli istituti assicurativi nazionali prevede che l’INAIL registri le segnalazioni di lavoratori in passato esposti all’amianto in Svizzera affinché essi possano beneficiare, se necessario, delle visite mediche preventive. Affinché l’accordo abbia buon fine l’INAIL si impegna anche in un’opera di sensibilizzazione relativa alle malattie da amianto presso i medici italiani, che devono provvedere alla segnalazione. Nardi invita coloro che volessero avere chiarimenti al riguardo di contattare il Patronato Ital-Uil più vicino.(Inform)


Vai a: