INFORM - N. 126 - 2 luglio 2009


LINGUA E CULTURA ITALIANA

A Basilea e Zurigo 400 candidati per gli esami di Certificazione europea della lingua italiana (CELI)

Nonostante le difficoltà economiche aumentano in Svizzera gli studenti dei corsi di lingua e cultura italiana

 

ZURIGO – Si sono svolti nella circoscrizione consolare di Basilea e Zurigo il 22 e 23 giugno gli esami di Certificazione europea della lingua italiana (CELI). 400 i candidati alla prova, numero che ha superato di gran lunga quello degli anni precedenti, contrariamente alle previsioni: “Stretti nella morsa dei tagli ai corsi di lingua e cultura da un lato e dell’annunciata ”ristrutturazione” della rete consolare dall’altro, – scrive Marco Minoletti, responsabile a Basilea del Centro d’esame della Fondazione Ecap, ente per la formazione degli adulti – ci attendevamo un riflusso dei candidati che è stato smentito”. 

L’intensificazione dell’interesse per i diplomi di certificazione della conoscenza della lingua italiana da parte della collettività “esprime con i fatti – precisa Minoletti - un giudizio negativo verso le inadeguate scelte politiche e strategiche dell’attuale Governo nei confronti dei connazionali all’estero”.

Anche quest’anno – viene ricordato - il progetto Celi è stato reso possibile da un concorso di sinergie: l’Università per Stranieri di Perugia, i Centri d’esame CELI dell’ECAP di Basilea e Zurigo, gli Uffici scolastici circoscrizionali, i docenti di nomina MAE e quelli assunti localmente, gli insegnanti svizzeri, i Comitati dei genitori e, non da ultimo, alcuni Dipartimenti scolastici cantonali che, come nel caso del Canton Jura, hanno messo a disposizione le aule per consentire il regolare svolgimento degli esami.

La Certificazione, attraverso un diploma internazionalmente riconosciuto che, ad un determinato livello (CELI 3) abilita anche, linguisticamente, all’iscrizione alle Università italiane, consente la visibilità della competenza linguistica, rendendola interessante anche per potenziali datori di lavoro e per le scuole svizzere. Ciò ha fatto in modo che l’interesse formativo si amplificasse all’interno della collettività italofona. Quest’anno, inoltre, fa notare Minoletti, è stato registrato un miglioramento dei candidati anche in abilità “problematiche”, - in base a quanto emerse anche nell’indagine Pisa riferita agli studenti delle scuole svizzere - come la comprensione della lettura, “grazie al supporto dei docenti-formatori, Nicoletta D’Alessandro e Domenico Bellavita, durante la formazione collegiale degli insegnati”. (Inform)


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