INFORM - N. 125 - 1 luglio 2009


TALIA-ISRAELE

Nelle mani di Hamas da tre anni

Cittadinanza onoraria di Roma al soldato israeliano Gilad Shalit

Incontro del ministro Frattini con il padre del giovane

 

ROMA – E’ cittadino onorario di Roma il caporale israeliano Gilad Shalit nelle mani di Hamas dal 25 giugno 2006. Il Consiglio comunale nei giorni scorsi, con voto definitivo, ha deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria concludendo un iter iniziato lo scorso 2 aprile su iniziativa del sindaco della capitale, Gianni Alemanno. Gilad Shalit fu rapito mentre pattugliava il confine con la Striscia di Gaza in territorio israeliano. Non si sono mai avute notizie ufficiali circa il luogo della sua detenzione, né sul suo stato di salute, fisica o psichica.

Oggi cerimonia in Campidoglio per il conferimento della cittadinanza con Noam Shalit, il padre del giovane soldato. Noam Shalit  oggi ha anche incontrato il ministro degli Esteri Frattini. Presenti all'incontro anche l'on. Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera; Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma;  Joanna Arbib, presidente mondiale del Consiglio di amministrazione del Keren Hayesod.

La richiesta di liberazione immediata di Gilad Shalit è una “questione cruciale” perché riguarda il tema universale del rispetto dei diritti umani e della libertà dell'individuo, ha detto Frattini. Che tornerà a fare pressioni in questo senso anche in sede europea.

I partecipanti all'incontro hanno manifestato a Frattini l’auspicio che Hamas possa dimostrarsi più flessibile riguardo alla richiesta di rilascio, in cambio del soldato, di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, scendendo a un compromesso sul numero di prigionieri condannati per crimini gravissimi e che Israele è riluttante a liberare.

Inoltre, durante l'incontro si è espresso l'auspicio che Israele dia segno di buona volontà nell'alleviare le difficoltà della popolazione di Gaza. In questo senso, è stata anche ribadita la fiducia nella mediazione del capo dell'intelligence egiziana Omar Suleiman, che sta lavorando a un prossimo incontro di riconciliazione tra Hamas e Fatah. Tali tentativi sono fondamentali per creare un clima di maggiore fiducia, che possa porre le premesse anche per ottenere  l'immediato rilascio di Shalit e, in generale, il raggiungimento di una soluzione pacifica in Medio Oriente. (Inform)


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