INFORM - N. 125 - 1 luglio 2009


RETE CONSOLARE

L’intervento di Mirko Tremaglia (Pdl- Ctim) davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato

Chiesta la sospensione del piano proposto dal governo per ristrutturazione della rete consolare e la preventiva approvazione dell’iniziativa da parte dei Comites e del Cgie

 

ROMA - Durante il dibattito, che ha fatto seguito all’audizione del sottosegretario agli Esteri Mantica sulla ristrutturazione della rete consolare davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, ha preso la parola Mirko Tremaglia, già ministro per gli Italiani nel Mondo e segretario generale del Ctim.

“Questa iniziativa, della chiusura di un’ambasciata e di 16 consolati, - ha esordito Tremaglia - è gravemente lesiva degli interessi degli italiani residenti all’estero e della rappresentatività della stessa nazione italiana nel mondo. E’ senza alcuna giustificazione; è stata classificata dal sottosegretario agli Esteri Mantica quale “processo di razionalizzazione della nostra rete consolare”. Egli ha inoltre dichiarato che  questa iniziativa ‘salvaguarda le esigenze dell’utenza e produce risparmi in modo da rinforzare gli uffici compresi quelli operativi in aree emergenti sottoposti e di forte interesse per gli operatori economici’. Questa operazione è, invece, gravemente lesiva nei nostri interessi nazionali e contrasta nettamente con gli interessi stessi dei nostri operatori economici che risiedono in Italia ed all’estero”. “Nella realtà - ha aggiunto Tremaglia - è una pesante contraddizione nei confronti dell’impegno degli italiani che sono nel mondo, verso le nuove sfide nazionali ed internazionali e con la nuova realtà di carattere elettorale che si verificata con il cambio, per ben due volte, della Costituzione italiana e l’approvazione della nuova legge, da me proposta ed approvata nel dicembre 2001, che ha dato la possibilità agli italiani residenti all’estero di votare per eleggere 6 senatori e 12 deputati del Parlamento italiano. Tremaglia ha anche spiegato che “La nuova realtà, sorta con il cambio della Costituzione e la possibilità di votare, ci pone nelle condizioni di avere necessità di maggiore rappresentanza consolare, anche per le nuove e più importanti possibilità economiche che possono essere affrontate solo con un indirizzo consolare di maggiore efficienza e prestigio; e non il contrario. Ho ritenuto pertanto doveroso, - ha proseguito Tremaglia - sia sotto l’aspetto personale sia come Ctim (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) che io rappresento, fare una opposizione molto decisa affinché non si giunga a questa chiusura delle nostre rappresentanze, che sono sempre più necessarie, anzi, indispensabili, per affrontare i traguardi che debbono essere raggiunti. E’ improponibile che si giunga alle conclusioni annunciate da Mantica; la nostra opposizione sarà, quindi, assoluta. Chiediamo, pertanto, che questa proposta del sottosegretario venga sottoposta all’esame ed alla approvazione necessaria del Cgie e dei Comites, che sono l’espressione di oltre 3 milioni di cittadini italiani all’estero, che sono elettori e concorrono alle decisioni della politica dell’Italia in ogni parte del mondo”.

La ricerca di un’intesa comune dunque, a cui dovranno partecipare anche tutti i parlamentari eletti all’estero, che per Tremaglia dovrà essere affiancata anche dall’approvazione alla Camera e al Senato della proposta di legge che prevede l’Istituzione della Commissione Parlamentare Bicamerale per gli italiani all’estero. Un organo collegiale che si propone di affrontare i problemi degli italiani all’estero e di indirizzare,  coordinare e controllare le politiche per i nostri connazionali nel mondo, in particolare per quanto riguarda l’attuazione in uguaglianza dei loro diritti civili e politici.

Tremaglia, dopo aver ribadito che le soppressioni delle sedi consolari sono in contrasto con l’interesse assoluto delle collettività all’estero, ha contestato in modo particolare la proposta di chiusura dei Consolati di Detroit e Filadelfia. Un’ipotesi che ha già creato malcontento nella comunità italiana del Nord America. “Filadelfia – puntualizza infatti Tremaglia - è uno degli epicentri dell’immigrazione in tutto il Nord America. Dopo New York, Filadelfia è un’area densissima di presenza italiana, sia per ragioni economiche che politiche…. Voglio inoltre ricordare la presenza dell’Agusta Westland, che impiega circa 600 dipendenti, per la maggior parte italiani e della Boeing Corp, che ha  centinaia di impiegati che curano i servizi della flotta Boeing dell’Alitalia e delle altre compagnie aeree italiane. In questo distretto consolare vi sono poi circa 250 imprese commerciali con capitale italiano.  Il Centro medico dei trapianti di Pittsburgh, Jefferson University, Sbarro Institute Cancer Research Center di Filadelfia, con centinaia di scienziati italiani. Il Temple University, con la sua succursale italiana.  Da non dimenticare poi la flotta commerciale italiana, che usa il porto di Filadelfia per lo sbarco e la distribuzione dei nostri prodotti in tutti gli Stati Uniti”.

Tremaglia, dopo aver ricordato che il consolato italiano di Filadelfia emette circa 5000 visti a giovani che si recano a studiare in Italia e che gli italoamericani rappresentano circa il 10% della popolazione locale, ha ribadito la decisa alleanza del Ctim con il Cgie ed i Comites, contro il piano di ristrutturazione della rete consolare. Un’iniziativa che, per  il già ministro per gli Italiani nel Mondo, andrebbe sospesa. Tremaglia ha inoltre ricordato ai rappresentanti del ministero degli Esteri l’importanza, nel quadro della potenzialità delle nostre comunità all’estero, della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo anche per quanto riguarda le possibilità di intervenire in appoggio alla nostra struttura consolare. Alla luce di ciò Tremaglia ha sollecitato il ministro degli Esteri Frattini a prendere i necessari contatti con la Confederazione, ora presieduta dal senatore Mario Baldassarri, al fine di studiare nuove possibilità d’accordo. Intese che potrebbero dare un importante contributo alle attività delle nostre ambasciate e consolati nel mondo, in modo da superare anche alcuni problemi della rete prospettati dal sottosegretario Mantica. (Inform)


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