ASSOCIAZIONI
Umago: Altamarea, Circolo Istria e Gruppo
85 oltre i confini per promuovere arte e cultura e creare occasioni d'incontro
UMAGO (Croazia) - “Ci siamo sentiti come a casa nostra”: per le associazioni “Altamarea”, Gruppo 85 e Circolo Istroveneto “Istria”, il primo itinerario transfrontaliero è stato quello di Umago e Momichia, con visita, per i cinquanta soci, alla Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” e alla casa dello scrittore matteradese Tomizza, scomparso dieci anni fa.
Hanno accolto gli ospiti al sodalizio umaghese, il presidente della CI Giuseppe Rota, il presidente della scuola elementare italiana, Arden Sirotić, la direttrice dell’asilo italiano, Roberta Lakošeljac, nonchè Pino Degrassi e Ornella Pernić della Presidenza CI.
Rota ha ricordato i momenti tristi dell’esodo, del dopoguerra, traumatico sia per chi è partito che per chi è rimasto, ma anche il ruolo e il merito di Fulvio Tomizza nel superare le frontiere e scrivere i drammi dei confini. Poi, Rota, ha interpretato un monologo, in pratica una telefonata con Tomizza. Presente all’incontro la vedova di Tomizza, Laura.
L’associazione
“Altamarea”, costituitasi nel
Il Gruppo
85 - Skupina 85, presieduto da Patrizia Vascotto, nasce ventiquattro anni fa dalla
volontà di amici italiani e sloveni che si pongono come principale obiettivo il
favorire una naturale, disinvolta e cordiale convivenza tra le due maggiori realtà
culturali di Trieste. Tra i soci fondatori compaiono Pavle Merkù, Fulvio Tomizza,
Claudio Magris, Boris Pahor, Alojz Rebula, Paolo Budinich, Elvio Guagnini, Luigi
Spacal, Claudio Palcic, Fabio Nieder, Adriano Dugulin, Ivan Verč: italiani
e sloveni che rappresentano il panorama intellettuale della città, tanto sul versante
scientifico quanto su quello più specificamente letterario ed artistico. Attraverso
incontri, presentazioni, escursioni, visite alle istituzioni delle due Comunità
e riunioni conviviali, il Gruppo 85 - Skupina
Tale sofferenza, a lungo strumentalizzata ed ancora tangibile, appariva ed appare ancora alleviabile attraverso strumenti culturali capaci di instaurare un clima di collaborazione prima di tutto tra gli "andati " ed i "rimasti" e poi tra questi e le altre componenti ora maggioritarie, la slovena e la croata, a prescindere dai tre confini politici ora presenti in terra istriana in una prospettiva territoriale da "Cherso al Carso", per consolidare una collaborazione socio-economica e giungere ad una macroregione europea pluriculturale.
Tre associazioni che hanno a cuore il destino dell'Istria e degli istriani, come detto nel corso dell’incontro di Umago, che vogliono bene a questa terra così divisa e così particolare, dove i "rimasti" non hanno avuto vita facile e che, un po' come Fulvio Tomizza, si sono ritrovati fra l'incudine e il martello, e che ancora oggi continuano a lottare per la sopravvivenza linguistica, culturale e nazionale, contro un’assimilazione che, volenti o nolenti, si fa sempre più pressante. Quella di Umago è stata pure un’occasione per parlare del libro "Le mie estati letterarie", lungo le tracce della memoria di Tomizza, fresco di stampa.
La
raccolta degli scritti autobiografici di Fulvio Tomizza, è l'ultima costruita
dall'autore scegliendo tra le molte pagine d'occasione che aveva accumulando negli
anni mentre tornava insistentemente a riflettere sui grandi nodi che avevano segnato
la sua esperienza di uomo, di cittadino e di scrittore, alla ricerca di un'interiore
coerenza che ogni volta sembrava sfuggirgli e di nuovo inseguiva caparbio. Tomizza
è rimasto fedele a se stesso, alla sua origine contadina, in sintonia con la quale
ha ricostruito le drammatiche vicende del cambiamento rivoluzionario all'indomani
della guerra e al tempo stesso dell'esodo di massa in Italia, lasciando case e
cose, se non addirittura la vita. (Franco Sodomaco-La Voce del Popolo/