INFORM - N. 124 - 30 giugno 2009


ASSOCIAZIONI

Umago: Altamarea, Circolo Istria e Gruppo 85 oltre i confini per promuovere arte e cultura e creare occasioni d'incontro

 

UMAGO (Croazia) - “Ci siamo sentiti come a casa nostra”: per le associazioni “Altamarea”, Gruppo 85 e Circolo Istroveneto “Istria”, il primo itinerario transfrontaliero è stato quello di Umago e Momichia, con visita, per i cinquanta soci, alla Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” e alla casa dello scrittore matteradese Tomizza, scomparso dieci anni fa.

Hanno accolto gli ospiti al sodalizio umaghese, il presidente della CI Giuseppe Rota, il presidente della scuola elementare italiana, Arden Sirotić, la direttrice dell’asilo italiano, Roberta Lakošeljac, nonchè Pino Degrassi e Ornella Pernić della Presidenza CI.

Rota ha ricordato i momenti tristi dell’esodo, del dopoguerra, traumatico sia per chi è partito che per chi è rimasto, ma anche il ruolo e il merito di Fulvio Tomizza nel superare le frontiere e scrivere i drammi dei confini. Poi, Rota, ha interpretato un monologo, in pratica una telefonata con Tomizza. Presente all’incontro la vedova di Tomizza, Laura.

L’associazione “Altamarea”, costituitasi nel 1997, ha per finalità la promozione delle arti e della cultura di Trieste attraverso l’organizzazione di incontri conviviali, conferenze, letture di poesie, presentazione di libri, organizzazione di convegni e congressi e manifestazioni in genere. “Altamarea” ha una vasta rete di rapporti di collaborazione con artisti, intellettuali, istituzioni ed altre realtà associative. Ne è presidente Rina Anna Rusconi, socia fondatrice del circolo, che ha partecipato all’incontro di Umago.

Il Gruppo 85 - Skupina 85, presieduto da Patrizia Vascotto, nasce ventiquattro anni fa dalla volontà di amici italiani e sloveni che si pongono come principale obiettivo il favorire una naturale, disinvolta e cordiale convivenza tra le due maggiori realtà culturali di Trieste. Tra i soci fondatori compaiono Pavle Merkù, Fulvio Tomizza, Claudio Magris, Boris Pahor, Alojz Rebula, Paolo Budinich, Elvio Guagnini, Luigi Spacal, Claudio Palcic, Fabio Nieder, Adriano Dugulin, Ivan Verč: italiani e sloveni che rappresentano il panorama intellettuale della città, tanto sul versante scientifico quanto su quello più specificamente letterario ed artistico. Attraverso incontri, presentazioni, escursioni, visite alle istituzioni delle due Comunità e riunioni conviviali, il Gruppo 85 - Skupina 85 ha sempre operato affinché l'incontrarsi e lo stare insieme siano un fatto normale, quotidiano, libero. Parlare insieme di Trieste e costruire insieme la città sono diventati, nel tempo, gli obiettivi principali dell'Associazione, che oggi opera anche in sinergia con le altre comunità culturali, etniche, linguistiche e religiose di Trieste, come la comunità ortodossa e protestante, la comunità ebraica e armena e gli esponenti del mondo islamico, le comunità degli istriani e dei croati, le comunità giunte recentemente, quali senegalesi, somali, cinesi. L’Associazione gode del patrocinio delle pubbliche istituzioni e dell'appoggio di altre personalità del mondo scientifico e culturale quali l'astrofisica Margherita Hack, il saggista Predrag Matvejević e altri.

Il Circolo di Cultura istro-veneta "Istria", che ad Umago era rappresentato dal suo vicepresidente Fabio Scropetta, è nato nel 1982 ad opera di personalità istriane quali Mario Brazzafolli, Franco Colombo, Giorgio Depangher, Livio Favento, Mario Fragiacomo, Guido Miglia, Pietro Parentin, Livio Pesante, Rino Prelaz, Stelio Spadaro, Liliana Urbani, Marino Vocci, proponendosi una ricomposizione della cultura istriana dopo i traumi ad essa inferti dalla guerra e dal dopoguerra, particolarmente intensi e profondi a carico della componente istroveneta.

Tale sofferenza, a lungo strumentalizzata ed ancora tangibile, appariva ed appare ancora alleviabile attraverso strumenti culturali capaci di instaurare un clima di collaborazione prima di tutto tra gli "andati " ed i "rimasti" e poi tra questi e le altre componenti ora maggioritarie, la slovena e la croata, a prescindere dai tre confini politici ora presenti in terra istriana in una prospettiva territoriale da "Cherso al Carso", per consolidare una collaborazione socio-economica e giungere ad una macroregione europea pluriculturale.

Tre associazioni che hanno a cuore il destino dell'Istria e degli istriani, come detto nel corso dell’incontro di Umago, che vogliono bene a questa terra così divisa e così particolare, dove i "rimasti" non hanno avuto vita facile e che, un po' come Fulvio Tomizza, si sono ritrovati fra l'incudine e il martello, e che ancora oggi continuano a lottare per la sopravvivenza linguistica, culturale e nazionale, contro un’assimilazione che, volenti o nolenti, si fa sempre più pressante. Quella di Umago è stata pure un’occasione per parlare del libro "Le mie estati letterarie", lungo le tracce della memoria di Tomizza, fresco di stampa.

La raccolta degli scritti autobiografici di Fulvio Tomizza, è l'ultima costruita dall'autore scegliendo tra le molte pagine d'occasione che aveva accumulando negli anni mentre tornava insistentemente a riflettere sui grandi nodi che avevano segnato la sua esperienza di uomo, di cittadino e di scrittore, alla ricerca di un'interiore coerenza che ogni volta sembrava sfuggirgli e di nuovo inseguiva caparbio. Tomizza è rimasto fedele a se stesso, alla sua origine contadina, in sintonia con la quale ha ricostruito le drammatiche vicende del cambiamento rivoluzionario all'indomani della guerra e al tempo stesso dell'esodo di massa in Italia, lasciando case e cose, se non addirittura la vita. (Franco Sodomaco-La Voce del Popolo/Inform)


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