IMMIGRAZIONE
Veneto seconda regione in Italia per numero
di stranieri e quarta per incidenza sulla popolazione.
Rapporto 2009 sull’immigrazione in Veneto:
il 55% dei cittadini stranieri sono europei, in maggior parte rumeni
MOGLIANO VENETO - In base ai dati ufficiali, a fine 2007 la popolazione straniera residente nel Veneto ha superato quota 400 mila. Ma è una dinamica in continua crescita e con l’aggiunta delle stime relative alle presenze non registrate (irregolari o solo domiciliati) la presenza complessiva degli stranieri in Veneto si può considerare attualmente superiore alle 500 mila unità, raggiungendo e superando il 10 per cento della popolazione veneta. Il Veneto si conferma quindi la seconda regione in Italia per numero di stranieri e la quarta per incidenza sulla popolazione.
I dati sono stati resi noti ieri presso Villa Braida, a Zerman di Mogliano Veneto (Treviso), durante la presentazione del Rapporto annuale 2009 sull’immigrazione straniera in Veneto, curato dall’Osservatorio Regionale Immigrazione la cui gestione è stata affidata dalla Regione all’ente Veneto Lavoro.
Erano presenti l’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona, il direttore di Veneto Lavoro Sergio Rosato e il responsabile dell’Osservatorio Bruno Anastasia.
L’assessore ha sottolineato che questo rapporto rappresenta uno strumento significativo di analisi e sistematizzazione dei dati relativi all’evoluzione del fenomeno nel Veneto, per supportare la costruzione delle politiche regionali in materia di integrazione.
E’ confermata la tendenza all’europeizzazione dell’immigrazione (55% dei cittadini stranieri sono europei e la cittadinanza rumena è di gran lunga quella maggioritaria) e la crescita della componente femminile che è ormai quasi pari a quella maschile.
Treviso, Vicenza e Verona restano i territori maggiormente attrattivi e Treviso è la provincia veneta con il maggior numero di immigrati (circa 78 mila a inizio 2008).
Gli stranieri occupati a fine 2008 risultavano essere 205 mila, pari al 9,5% del complesso degli occupati a livello regionale.
Ma l’attività dell’osservatorio – ha detto De Bona – risulta fondamentale per monitorare ora la congiuntura negativa e il suo impatto sul lavoro. “Non può infatti non preoccupare – ha aggiunto l’assessore – il progressivo coinvolgimento della manodopera straniera nelle dinamiche di crisi conseguente al suo impiego in comparti fortemente esposti, come il settore manifatturiero, con possibili tensioni sul tessuto sociale ed effetti negativi sui permessi di soggiorno dei lavoratori immigrati stabilizzati da anni sul territorio e sui percorsi di integrazione sostenuti dall’impegno comuni delle istituzioni pubbliche, delle parti sociali, delle organizzazioni degli immigrati e della società civile”. L’assessore ha concluso ricordando di aver evidenziato alla collega Donazzan la necessità nell’ambito delle politiche attive del lavoro di sostenere anche per la componente immigrata opportunità di orientamento, formazione e riqualificazione professionale che consentano di evitare ricadute negative sui livelli di integrazione che potrebbero aggravare ulteriormente i problemi sociali creati dall’attuale congiuntura.
Infine
De Bona ha annunciato la diffusione nelle scuole venete a partire dal prossimo
settembre di una guida alla lettura dei principali dati statistici sui cittadini
stranieri in Veneto per contribuire alla
reciproca comprensione in un contesto scolastico che vede la presenza di 76 mila
alunni stranieri. (