INFORM - N. 123 - 26 giugno 2009


RASSEGNA STAMPA

Dal “Corriere della Sera.it”

Consegnati al Kenya i nove pirati catturati dalla fregata italiana

Presi il 22 maggio nel Golfo di Aden mentre stavano per catturare un cargo. Fino ad ora sono rimasti in stato di detenzione sulla nostra nave. Il processo in tempi brevissimi

 

NAIROBI – Sono stati consegnati giovedì pomeriggio alla polizia keniota i nove somali catturati il 22 maggio nel Golfo di Aden dalla fregata italiana Maestrale, mentre stavano per catturare il cargo Maria K battente bandiera San Vincent e Granadine. La loro detenzione sulla nostra nave da guerra è durata oltre un mese, durante il quale i nove “ospiti” sono stati trattati nel rispetto dovuto ai diritti umani”, come ha sottolineato al telefono con il Corriere il capo ufficio stampa della missione dell’Unione Europea Atalanta, il comandante inglese Peter Benn. Benn non ha concesso di parlare al telefono con il comandante della Maestrale, Angelo Virdis, invocando ragioni legali: «Ora i nove sono sotto il controllo del sistema giudiziario del Kenya, non vogliamo che il processo a loro carico possa essere danneggiato da nostre dichiarazioni», ha aggiunto. Venerdì i presunti pirati passeranno dalla custodia della polizia di frontiera di Mombasa, dove sono stati sbarcati, alla polizia giudiziaria e comincerà l’iter legale.

IL PROCESSO - Il processo dovrebbe tenersi in tempi brevissimi. Il realtà in un primo tempo si era pensato di trasferire i Somali in Italia per farli giudicare da un tribunale del nostro Paese, ma poi i magistrati hanno dichiarato la loro incompetenza. Il 12 giugno il nostro governo ha approvato un decreto legge ad hoc che, oltre ad aver sancito l'incompetenza territoriale italiana, ha permesso la consegna alle autorità keniote. Queste però non hanno accettato immediatamente il trasferimento dei detenuti. Ci sono volute le doti di mediazione diplomatica dell’ambasciatore italiano a Nairobi, Pierandrea Magistrati, il quale nelle ultime settimane ha tessuto una rete a trama stretta che alla fine ha smorzato le resistenze del ministero della giustizia keniota che ha dato il suo assenso sul trasferimento a Mombasa del nove somali accusati di pirateria. Subito dopo la cattura i ragazzi sono rimasti a bordo della Maestrale. Il loro interrogatorio si è svolto in videoconferenza con i magistrati a Roma. Secondo informazioni non accertate si sono riconosciuti colpevoli e hanno ammesso di aver voluto dare l’arrembaggio alla Maria K. L’assalto sventato dalla Maestrale era avvenuto alle 9 ora locale (le 8 in Italia) del 22 maggio. La fregata aveva ricevuto l' Sos dalla Maria-K. Immediatamente si era alzato in volo un elicottero che aveva volteggiato sul barchino degli assalitori provocando alte onde per impedire l'arrembaggio. Quando i bucanieri hanno capito che non sarebbero riusciti a catturare la nave avevano tentato di fuggire, ma senza successo. L'elicottero li aveva inseguiti e sparato in acqua una serie di colpi d'avvertimento.

LA RESA E L'ARRESTO DEI PIRATI - I pirati inizialmente avevano risposto al fuoco ma poi - forse per evitare di essere affondati in mezzo al mare - avevano bloccato i motori e si erano arresi ed erano stati trasferiti a bordo della Maestrale dove – prima della partenza dall’Italia – in previsione di eventuali arresti erano state allestite alcune camere di sicurezza con la porta blindata. I nove però si sono dimostrati una patata bollente. Dove metterli? Spedirli in Italia, rimandarli in Somalia o trovare qualcuno disposto ad accoglierli? Forse valeva la pena affrontare il problema (e trovare una soluzione) prima di ordinare ai nostri marinai di effettuare compiti di polizia. Così tutti si sono trovati imbarazzati: giudici, militari, diplomatici. Il governo ha dovuto infine ricorrere alla legislazione d’urgenza che ha tranquillizzato magistrati e navigatori. Il cerino acceso è restato nelle mani dei diplomatici. L’ambasciatore Magistrati ce l’ha messa tutta e ha tolto le castagne dal fuoco. Ma resta legittima una domanda. Cosa succederà la prossima volta che una nostra nave da guerra si imbatterà in un barchino carico di pirati? Sarà costretta a fare dietrofront facendo finta di non vedere? (l’inviato Massimo A. Alberizzi-Corriere della Sera.it del 26 giugno 2009)

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