STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Dal
“Corriere Canadese”
“In memoria di chi ha fatto il Canada”
Il ministro Kent sul Pier 21, museo dedicato
all’immigrazione
TORONTO - Un tributo dovuto per un Paese fatto dagli immigrati. Si riassume
così il pensiero del ministro Peter Kent che ieri, dopo l’annuncio fatto dal primo
ministro Stephen Harper, ha commentato al Corriere la trasformazione del Pier
«È giusto avere un luogo che rappresenti l’importanza che l’immigrazione ha avuto per questo Paese», dice, raccontando di essere a sua volta sbarcato, ancora in fasce, ad Halifax.
«Il Pier 21 è particolarmente importante perché è stato il primo posto dove molti futuri canadesi hanno posato piede per la prima volta nella loro nuova patria», prosegue, ricordando come secondo una ricerca la genealogia di un canadese su cinque passerebbe per le assi del molo di Halifax. «Io per primo - ricorda - sono stato naturalizzato canadese dopo essere arrivato lì ancora in fasce alla fine della seconda guerra mondiale a bordo di una nave della Croce Rossa». E come canadese oggi si dice felice di sapere che questo luogo verrà preservato, promettendo di assicurarsi in prima persona dell’evoluzione della struttura e annunciando che presto la visiterà.
E non è certo un caso che Parliament Hill abbia deciso di far diventare il museo in Nova Scotia il secondo museo nazionale fuori dai confini di Ottawa. «Con l’eccezione dei nativi, il Canada è un Paese fatto di immigrati, creato dalle generazioni di persone arrivate da tutto il mondo - dice Kent - E il Pier 21 è un luogo simbolico per molti canadesi che hanno un nonno o un bisnonno che è passato di lì, un luogo geografico che rappresenta le basi su cui il Canada è stato fondato». E i finanziamenti annunciati ieri da Harper serviranno a preservare questa memoria per Kent, dando vita a un’istituzione che varrà la pena visitare e della quale ogni canadese potrà andare fiero.
«Anche se si tratta ancora di una Nazione giovane, nel XIX e XX secolo
il Canada è stato testimone di una massiccia immigrazione che ne ha fatto quello
che è oggi», dice il ministro Kent confermando che la scelta del Pier 21 è ovviamente
motivata non solo dalla volontà di ricordare quanti di lì sono passati tra il
1928 e il 1971, le due date tra cui il molo è stato la principale porta d’accesso
al Paese, ma anche dall’intenzione di riconoscere il valore che l’immigrazione
e il multiculturalismo hanno avuto in passato e continuano ad avere ancora oggi
per la società canadese. «Sono sicuro - conclude Kent - che il mueso, una volta
completato, non sarà solo dedicato a quanti sono fisicamente passati di lì, ma
anche a chi è arrivato in Canada a bordo di un aereo o in qualsiasi altro modo».(Alessio
Galletti-Corriere Canadese/