ITALIANI ALL’ESTERO
Iniziativa
del consigliere Di Sanza (Pd)
Consiglio regionale della Basilicata: Al
Parlamento nazionale proposta di legge per estendere il gratuito patrocinio ai
cittadini indagati, imputati e detenuti all’estero
POTENZA
- “Il caso di Angelo Falcone detenuto in India
e su cui è in corso una grande battaglia a difesa dei diritti umani è alla base
di questa iniziativa legislativa. Questa volta, a differenza dell’ordinario procedimento
di approvazione di una legge regionale, trattasi di una proposta di legge che
il Consiglio regionale invierà direttamente alle Camere al fine di ottenere la
modifica di una legge di rango nazionale. Questa possibilità è offerta dalla Costituzione
italiana, all’art. 121, e dalla normativa statutaria e regolamentare regionale”.
Così il consigliere regionale Pd della Basilicata Antonio Di Sanza, motiva il
progetto di legge “Modifica all’art. 74 del DPR n. 115 del 30 maggio
Di
Sanza spiega che la proposta di legge “è finalizzata ad estendere una tutela economica,
e quindi a garantire il gratuito patrocinio, anche ai cittadini italiani indagati,
imputati o in stato di detenzione in Paesi europei ed extraeuropei”. “Secondo
l’ultimo censimento del DGIT, il dipartimento del Ministero degli Affari esteri
che si occupa degli italiani detenuti all’estero, i nostri connazionali attualmente
rinchiusi in prigioni straniere ammontano a circa 3.000 unità. Diverse – riferisce
Di Sanza - sono le statistiche che evidenziano lo stesso problema: la necessità
di gestire cittadini italiani all’estero, posti in condizione di prigionia in
seguito ad illeciti e processi. Analizzando diversi casi di italiani detenuti
all’estero, una delle problematiche più gravi sorte è proprio quella della mancanza
di un “Gratuito Patrocinio”. Spesso infatti, le famiglie di persone arrestate
in un paese straniero, oltre ai normali problemi di comunicazione e di scarsa
conoscenza della legislazione locale, si trovano a dover fronteggiare delle spese
legali, volte alla salvaguardia del proprio caro, corrispondenti ad un ordine
di grandezza superiore rispetto alle proprie realtà economiche. A ciò va aggiunta
la necessità di provvedere ai beni primari della persona in carcere ed al suo
mantenimento.
“In
poche parole – specifica Di Sanza - lo Stato Italiano, garantisce, a chiunque
venga arrestato, il diritto alla difesa. Il cittadino italiano posto in stato
di detenzione in uno Stato estero, oltre a tutte le problematiche relative alla
condizione carceraria, deve fare i conti con tante altre difficoltà come quelle
di comunicazione con gli Istituti Consolari italiani, posti spesso a grande distanza
dai luoghi di detenzione. Analoghe difficoltà sono state riscontrate nelle comunicazioni
tra i detenuti ed i propri legali nonché con le stesse famiglie. Ancora, difficoltà
linguistiche: la documentazione riguardante arresto, accuse, eventuali confessioni,
è redatta in lingua locale. Esemplare, appunto, è il caso del lucano Angelo Falcone
e Simone Nobili, costretti in India nel
“Infine
– afferma Di Sanza – soprattutto difficoltà
economiche: senza un gratuito patrocinio ed un corretto sostegno da parte dei
familiari, i detenuti non potrebbero nemmeno aver modo di comunicare con l’esterno
o provvedere alle proprie necessità primarie. Senza contare poi della difficoltà
a poter usufruire di un adeguato supporto legale. Ed è proprio questo ultimo punto
che la proposta di legge tenta di risolvere, estendendo le norme già previste
dal DPR n. 115 del 2002 anche ai cittadini italiani che siano indagati, imputati
o detenuti all’estero. L’iniziativa legislativa, quindi, sarà vagliata dalla Commissione
regionale competente e, quindi, trasmessa in Consiglio regionale per l’approvazione
e l’invio alle Camere, dove, ci auguriamo, verrà accolta con lo stesso spirito
con cui è nata in Basilicata”. “Sarebbe – conclude Di Sanza – un gesto di responsabilità
politica e morale ed una risposta immediata dello Stato e delle istituzioni nei
confronti di Angelo e delle legittime proteste di suo padre Giovanni Falcone,
ma anche nei confronti di tutti quei detenuti all’estero i cui diritti umani vengono
calpestati nel silenzio più assoluto. Il Presidente del Consiglio regionale, Prospero
De Franchi, assicura che già altri Consigli regionali, ad iniziare da quello dell’Emilia
Romagna, regione del giovane Simone Nobili, hanno condiviso l’iniziativa e proporranno
identica procedura al Parlamento italiano”. (