UNESCO
Con l’iscrizione dei monti della catena alpina i siti Unesco italiani diventano 44
Le Dolomiti sono patrimonio dell’umanità
Il ministro Stefania Prestigiacomo: “Riconoscimento
che conferma un modello vincente nelle politiche di conservazione e tutela dei
beni ambientali”
Soddisfazione di Veneto, Trento e Bolzano
SIVIGLIA – Dolomiti patrimonio universale dell’umanità. Il World Heritage Committee ha ufficialmente inserito le Dolomiti nella lista dei siti di eccezionale importanza naturale da proteggere con i fondi dell'Unesco. La decisione sulla candidatura presentata dall’Italia è stata presa all'unanimità dai 21 membri della commissione Unesco riunitasi a Siviglia. Alla proclamazione ha assistito la delegazione italiana: l’ambasciatore presso l’Unesco a Parigi Giuseppe Moscato, il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, il console a Siviglia ed esponenti delle realtà territoriali che hanno sostenuto la candidatura.
Con l'iscrizione delle Dolomiti, i siti Unesco italiani diventano 44.
“E’ un giorno importante per l'Italia e per il suo ambiente” ha commentato il ministro Prestigiacomo. Per il ministro il riconoscimento Unesco per le Dolomiti “conferma l'eccellenza italiana come pregiatissimo giacimento culturale e naturalistico” ed è “anche la conferma di un modello vincente nelle politiche di conservazione e tutela dei beni ambientali”.
“Le Dolomiti sono un unicum che collega regioni e province diverse nel quale è stato costruito un sistema che coniuga positivamente sviluppo e tutela ambientale - ha detto Prestigiacomo - un esempio che dobbiamo moltiplicare perché rappresenta una delle chiavi di volta del futuro del nostro Paese”.
Soddisfatta la giunta della Regione Veneto. Per l’assessore Oscar De Bona, presente alla proclamazione, il riconoscimento rappresenta “un’ulteriore occasione di crescita in termini di immagine e per far conoscere a livello internazionale la bellezza di questo patrimonio naturalistico che si trova per i due terzi nel Veneto”.
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“Gioia e responsabilità”. Ha usato questi due termini il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, per commentare a caldo la notizia dell'avvenuto riconoscimento delle Dolimiti quali patrimonio mondiale dell'umanità. Ad informare Dellai è stato da Siviglia l'assessore provinciale all'urbanistica Mauro Gilmozzi ova
“Siamo molto contenti di questa decisione - ha detto Dellai - che ci trova peraltro pienamente consapevoli della grande responsabilità che essa comporta. La gioia scaturisce dal fatto che l'Unesco ha riconosciuto la straordinaria peculiarità delle Dolomiti. Il senso di responsabilità scaturisce dalla consapevolezza che dovremmo essere ancora più attenti nell'usare questo nostro patrimonio, nel solco peraltro di una antica tradizione delle nostre genti che hanno saputo perseguire obiettivi legati ad un necessario sviluppo senza mai lasciar cadere quella cura verso il rispetto dell'ambiente e delle risorse che sono preziose per noi, ma che abbiamo il dovere di conservare per le generazioni che verranno”. “Questo - ha concluso il presidente Dellai - è l'impegno che ci siamo assunti e che continueremo ad onorare. E' una sfida per noi molto importante, che pensiamo di poter giocare insieme con gli altri territori nostri partner, e' una sfida per costruire sempre di piu' un'idea delle Dolomiti che non si traduca semplicemente nell'immagine di una straordinaria bellezza naturale, ma che sia anche la bellezza delle tradizioni culturali, linguistiche e sociali, che nell'area delle Dolomiti da secoli vivono”.
E’
“il coronamento della politica di tutela ambientale perseguita dalla Provincia
di Bolzano”, sottolineano il presidente della Provincia Luis Durnwalder e l'assessore
all'ambiente Michl Laimer. “Il territorio riconosciuto degno di tutela Unesco
in ambito altoatesino comprende quattro dei Parchi naturali e la gola del Bletterbach
già tutelati da anni” ricorda l’assessore Laimer, presente a Siviglia. Durnwalder
e Laimer rimarcano che “la conferma ufficiale dell'unicità mondiale dell'Alto
Adige quale area naturalistica dalla bellezza monumentale, comporta che si debba
trattare questo patrimonio naturalistico con rispetto e responsabilità”. (