INFORM - N. 123 - 26 giugno 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

I presidenti degli Intercomites degli Usa, del Brasile e del Venezuela fanno il punto sulla riforma degli organi di rappresentanza

Espressa preoccupazione per gli sviluppi della ristrutturazione della rete consolare

 

ROMA – Durante la trasmissione “Sportello Italia” del 25 giugno, il programma quotidiano di Raitalia condotto da Giovanna Carollo, i coordinatori degli Intercomites degli Stati Uniti, del Brasile e del Venezuela, a Roma per l’incontro con il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, hanno rilasciato alcuni commenti sulla  riforma degli organi di rappresentanza e sulla ristrutturazione della rete consolare. Il coordinatore dell’Intercomites Usa Salvatore Ferrigno ha ad esempio ricordato il sì dei membri dell’Intercomites ad un rafforzamento del ruolo dei Comites e alla creazione di un nuovo organo istituzionale che sostituisca il Cgie e si occupi in maniera privilegiata dei rapporti con le regioni. 

“Si parla della chiusura del consolato di Filadelfia,  – ha aggiunto Ferrigno -  se questo accadrà noi ci batteremo con tutte le nostre forze per evitarlo. Lo faremo non solo perché a Filadelfia vive la seconda comunità italiana degli Stati Uniti, ma anche per il fatto che il porto di Filadelfia, insieme ad altri due grandi scali portuali degli Usa, accoglie il 70% delle merci italiane”.

“I cittadini – ha spiegato il presidente dell’Intercomites del Brasile Salvador Scalia - vogliono un sistema di rappresentanza perfezionato che rafforzi il ruolo dei Comites. Quelle strutture cioè che sono più vicine alle comunità e conoscono i loro problemi. Per quanto riguarda la riforma del Consiglio Generale – ha aggiunto Scalia – io credo che sarebbe opportuna la nomina dei presidenti degli Intercomites a consiglieri del Cgie. Da Scalia è stata poi auspicata una seria modernizzazione della nostra rete consolare che spesso utilizza procedure operative non efficaci e ormai datate. Il presidente dell’Intercomites del Venezuela Cono Siervo ha dal canto suo auspicato l’elezione diretta da parte delle comunità italiane dei consiglieri del Cgie che, in questa ipotesi riformatrice, dovrebbero anche essere ridotti di numero. Per Siervo, che esprime qualche timore sulla possibilità che in futuro la ristrutturazione della rete consolare si estenda anche al Venezuela, vanno invece lasciare inalterate le attuali prerogative dei Comites.(Inform)


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