ITALIANI
ALL’ESTERO
I presidenti degli Intercomites degli Usa,
del Brasile e del Venezuela fanno il punto sulla riforma degli organi di rappresentanza
Espressa preoccupazione per gli sviluppi
della ristrutturazione della rete consolare
ROMA – Durante la trasmissione “Sportello Italia” del 25 giugno,
il programma quotidiano di Raitalia condotto da Giovanna Carollo, i coordinatori
degli Intercomites degli Stati Uniti, del Brasile e del Venezuela, a Roma per
l’incontro con il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, hanno rilasciato
alcuni commenti sulla riforma degli organi di rappresentanza e sulla ristrutturazione
della rete consolare. Il coordinatore dell’Intercomites Usa Salvatore Ferrigno
ha ad esempio ricordato il sì dei membri dell’Intercomites ad un rafforzamento
del ruolo dei Comites e alla creazione di un nuovo organo istituzionale che sostituisca
il Cgie e si occupi in maniera privilegiata dei rapporti con le regioni.
“Si parla della chiusura del consolato di Filadelfia, –
ha aggiunto Ferrigno - se questo accadrà noi ci batteremo con tutte le nostre
forze per evitarlo. Lo faremo non solo perché a Filadelfia vive la seconda comunità
italiana degli Stati Uniti, ma anche per il fatto che il porto di Filadelfia,
insieme ad altri due grandi scali portuali degli Usa, accoglie il 70% delle merci
italiane”.
“I cittadini – ha spiegato il presidente dell’Intercomites
del Brasile Salvador Scalia - vogliono un sistema di rappresentanza perfezionato
che rafforzi il ruolo dei Comites. Quelle strutture cioè che sono più vicine alle
comunità e conoscono i loro problemi. Per quanto riguarda la riforma del Consiglio
Generale – ha aggiunto Scalia – io credo che sarebbe opportuna la nomina dei presidenti
degli Intercomites a consiglieri del Cgie. Da Scalia è stata poi auspicata una
seria modernizzazione della nostra rete consolare che spesso utilizza procedure
operative non efficaci e ormai datate. Il presidente dell’Intercomites del Venezuela
Cono Siervo ha dal canto suo auspicato l’elezione diretta da parte delle comunità
italiane dei consiglieri del Cgie che, in questa ipotesi riformatrice, dovrebbero
anche essere ridotti di numero. Per Siervo, che esprime qualche timore sulla possibilità
che in futuro la ristrutturazione della rete consolare si estenda anche al Venezuela,
vanno invece lasciare inalterate le attuali prerogative dei Comites.(