ITALIANI
ALL’ESTERO
Mantica sulla ristrutturazione della rete
consolare e la riforma di Comites e Cgie
“Su alcuni punti del piano di revisione delle
rappresentanze consolari all’estero, che vanno dall’Australia agli Stati Uniti,
fino alla Svizzera, il governo sarebbe disposto anche a considerare soluzioni
diverse”
ROMA - “Vi è la necessità di cambiare il sistema di rappresentanza
degli italiani all’estero e di legarlo sempre di più alla specificità del territorio
e delle varie collettività. Questo va riconosciuto in una riforma sostanziale
del Cgie che deve agire come punto di raccordo fra i Comites e i parlamentari
della circoscrizione Estero. Un’altra strada da percorrere, legata alla crisi
economica e finanziaria che colpisce anche l’Italia, è quella difficile dei tagli
alla spesa pubblica e quindi anche ai fondi destinati agli italiani all’estero.
Bisogna quindi operare nella convinzione che vi sono dolorose riduzioni delle
risorse, ma anche alcuni tagli che stimolano il cambiamento nell’utilizzo
di questi fondi che in molti casi spendiamo male”. Lo ha detto il sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica nel corso della puntata, in onda ieri sui Rai Italia,
della trasmissione “Italia chiama Italia - Sportello Italia” condotta in studio
da Giovanna Carollo
Per quanto riguarda la ristrutturazione della nostra rete
consolare Mantica ha ricordato come in realtà il piano proposto dal Governo si
articolerà in tre anni, in pratica verrà attuato entro la fine del 2011,
e preveda la chiusura di 16 consolati, la soppressione della nostra ambasciata
in Zambia e il declassamento di cinque sedi consolari. Il sottosegretario
ha evidenziato come, anche al fine di sopperire al problema delle grandi
distanze presenti in Australia e negli Stati Uniti, si stia approntando un innovativo
sistema informatico, dotato di specifici terminali sul territorio, che faciliterà
la fruizione dei servizi consolari da parte dell’utente.
“Capisco – ha proseguito Mantica - le ragioni degli australiani
e degli americani, mi stupiscono per altro le posizioni che sono state prese in
Europa, dove il Belgio è ad esempio grande come il Lazio. Al momento, - ha aggiunto
il sottosegretario – dopo gli incontri con i sindacati, i parlamentari e il Cgie,
non ho ancora ricevuto su questo tema una proposta concreta e alternativa, mentre
invece il governo su alcuni punti, e lo dico ufficialmente, sarebbe disposto anche
a considerare soluzioni diverse e quindi a cambiare opinione. Vi sono infatti
due o tre argomenti, che vanno dall’Australia agli Stati Uniti, fino alla Svizzera,
su cui si potrebbe aprire un ragionamento”.
Sul fronte delle riforme Mantica, dopo aver ricordato la necessità
di rafforzare le funzioni e il ruolo dei Comites e di procedere al loro
rinnovo nel dicembre
Sulla riforma del Cgie il sottosegretario si è detto d’accordo
con le ipotesi di rinnovamento che prevedono una forte la presenza dei vertici
dei Comites e degli esponenti delle regioni all’interno del nuovo Consiglio Generale.
“Credo – ha aggiunto Mantica – che dal Cgie debbano sparire i membri di nomina
governativa. Consiglieri che oggi svolgono un ruolo molto simile all’azione di
controllo sul governo che invece deve essere portata avanti dagli eletti della
circoscrizione Estero. Penso che il Consiglio Generale potrebbe non cambiare nome,
ma dovrà essere assolutamente diverso da quello che è ora”. (G.M.-