RETE CONSOLARE
Audizione del sottosegretario Mantica alle Commissione Esteri di Camera e
Senato
Randazzo (Pd): “La chiusura delle sedi consolari
di Adelaide, Brisbane e Durban porterà una sostanziosa perdita in termini morali,
economici, d’immagine e di interessi”
ROMA – Mercoledì
24 giugno si è svolta, in riunione congiunta delle Commissioni Affari Esteri
di Camera e Senato, la seconda sessione dell’audizione del sottosegretario agli
Esteri con delega per gli Italiani nel Mondo Alfredo Mantica, sull’annunciata
soppressione di 22 sedi consolari entro il 2011. Fra gli intervenuti ha preso
la parola anche il senatore Nino Randazzo, il quale
ha sottolineato come “secondo il parere degli osservatori esterni e dei più
diretti interessati si è di fronte alla meno razionale delle razionalizzazioni
e ristrutturazioni possibili della rete consolare, fra l’altro decretata senza
un minimo di concertazione, di dibattito o riferimento al Parlamento”. Randazzo
si è poi soffermato sulla decisione di chiudere i consolati di Adelaide e Brisbane
in Australia e Durban in Sud Africa, evidenziando la necessità di giustificare
“il passaggio di competenze dalla sede di Brisbane, in Queensland,
a quelle di Perth e Sydney, a migliaia di chilometri di distanza ed ore di volo,
o l’accorpamento della sede consolare della capitale del South Australia, Adelaide,
alla giurisdizione di Melbourne,
Il senatore
del Pd ha poi sottolineato come la soppressione delle sedi consolari, che danneggia
l’immagine dell’Italia nell’opinione pubblica mondiale, sia stata seguita da
espressioni di protesta delle forze politiche e parlamentari di governo e opposizione
degli Stati fatti segno della soppressione di rappresentanze consolari italiane,
come ad esempio il South Australia. Il senatore ha anche ricordato come il primo
segnale di rigetto del piano di ristrutturazione della rete consolare sia venuto
dai coordinatori degli Intercomites convocati a Roma da parte del sottosegretario
Mantica, in simbolica rappresentanze dei 125 Comites
nel mondo. “Hanno risposto all’invito - puntualizza Randazzo
- appena in sette: tre dell’America Latina, l’unica parte del mondo alla quale
la benevolenza della Farnesina ha risparmiato qualsiasi taglio di sedi e servizi
consolari, due dell’America Settentrionale, appena uno ciascuno per Africa ed
Europa, nessuno per l’Australia”.
“Le proteste
degli italiani all’estero - ha poi aggiunto il senatore del Pd - continueranno
e si intensificheranno in tutte le forme rispettose della democrazia e dell’ordine
pubblico. Al limite potrebbe esserci una sterzata in direzione delle amministrazioni
regionali, oggi molto più coscienti e sensibili del governo nazionale alle istanze
ed esigenze dei conterranei nel mondo. By-passare l’autorità centrale, nella
fattispecie del ministero degli Esteri, potenziando i rapporti diretti con le
Regioni, sarà magari una necessità, ma potrebbe provocare qualche forma di disagio,
tristezza e amarezza in chi aveva creduto nella comprensione e nel senso di
giustizia e fair play della comune patria italiana. Con la chiusura delle sedi
consolari di Adelaide, Brisbane e Durban, da sostituire con ancora fantomatici
‘consolati digitali’ , non solo non si avrà il benché minimo risparmio di denaro
pubblico, ma ci sarà una sostanziosa perdita in termini morali ed economici,
d’immagine e di interessi”.(