INFORM - N. 122 - 25 giugno 2009


RETE CONSOLARE

Audizione del sottosegretario Mantica alle Commissione Esteri di Camera e Senato

Randazzo (Pd): “La chiusura delle sedi consolari di Adelaide, Brisbane e Durban porterà una sostanziosa perdita in termini morali, economici, d’immagine e di interessi”

 

ROMA – Mercoledì 24 giugno si è svolta, in riunione congiunta delle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato, la seconda sessione dell’audizione del sottosegretario agli Esteri con delega per gli Italiani nel Mondo Alfredo Mantica, sull’annunciata soppressione di 22 sedi consolari entro il 2011. Fra gli intervenuti ha preso la parola anche il senatore Nino Randazzo, il quale ha sottolineato come “secondo il parere degli osservatori esterni e dei più diretti interessati si è di fronte alla meno razionale delle razionalizzazioni e ristrutturazioni possibili della rete consolare, fra l’altro decretata senza un minimo di concertazione, di dibattito o riferimento al Parlamento”. Randazzo si è poi soffermato sulla decisione di chiudere i consolati di Adelaide e Brisbane in Australia e Durban in Sud Africa, evidenziando la necessità di giustificare “il passaggio di competenze dalla sede di Brisbane, in Queensland, a quelle di Perth e Sydney, a migliaia di chilometri di distanza ed ore di volo, o l’accorpamento della sede consolare della capitale del South Australia, Adelaide, alla giurisdizione di Melbourne, 660 chilometri e un’ora di volo verso Est. E qualcuno – ha aggiunto Randazzo - dovrà ancora spiegare e giustificare la soppressione della sede consolare di Durban, in Sud Africa, una città dove non solo risiedono quattromila cittadini italiani, ma che è anche lo scalo marittimo e lo snodo commerciale più importante dell’intero continente africano, dove si registra la massiccia presenza di aziende italiane con un giro di affari, in appalti, prodotti e servizi, di oltre 300 milioni di euro, dove attraccano 50 navi italiane all’anno, in pratica una a settimana, con relativa richiesta di assistenza al consolato per il disbrigo di pratiche di navigazione”

Il senatore del Pd ha poi sottolineato come la soppressione delle sedi consolari, che danneggia l’immagine dell’Italia nell’opinione pubblica mondiale, sia stata seguita da espressioni di protesta delle forze politiche e parlamentari di governo e opposizione degli Stati fatti segno della soppressione di rappresentanze consolari italiane, come ad esempio il South Australia. Il senatore ha anche ricordato come il primo segnale di rigetto del piano di ristrutturazione della rete consolare sia venuto dai coordinatori degli Intercomites convocati a Roma da parte del sottosegretario Mantica,  in simbolica rappresentanze dei 125 Comites nel mondo. “Hanno risposto all’invito - puntualizza Randazzo - appena in sette: tre dell’America Latina, l’unica parte del mondo alla quale la benevolenza della Farnesina ha risparmiato qualsiasi taglio di sedi e servizi consolari, due dell’America Settentrionale, appena uno ciascuno per Africa ed Europa, nessuno per l’Australia”.

“Le proteste degli italiani all’estero - ha poi aggiunto il senatore del Pd - continueranno e si intensificheranno in tutte le forme rispettose della democrazia e dell’ordine pubblico. Al limite potrebbe esserci una sterzata in direzione delle amministrazioni regionali, oggi molto più coscienti e sensibili del governo nazionale alle istanze ed esigenze dei conterranei nel mondo. By-passare l’autorità centrale, nella fattispecie del ministero degli Esteri, potenziando i rapporti diretti con le Regioni, sarà magari una necessità, ma potrebbe provocare qualche forma di disagio, tristezza e amarezza in chi aveva creduto nella comprensione e nel senso di giustizia e fair play della comune patria italiana. Con la chiusura delle sedi consolari di Adelaide, Brisbane e Durban, da sostituire con ancora fantomatici ‘consolati digitali’ , non solo non si avrà il benché minimo risparmio di denaro pubblico, ma ci sarà una sostanziosa perdita in termini morali ed economici, d’immagine e di interessi”.(Inform)

 

 


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