PATRONATI
Promosso dall'Inas Cisl
Per un welfare a misura d'Europa: convegno a Bruxelles
“I diritti sociali non hanno passaporto”
BRUXELLES - "Stiamo attraversando una fase di crisi
da cui nessuno uscirà così come ci era entrato, sindacato compreso. A maggior
ragione, in questo momento, la qualità dell'offerta democratica garantita dalla
Cisl e dal patronato merita di essere valorizzata": con queste parole Paolo
Mezzio, segretario organizzativo della Confederazione,
ha inquadrato la discussione in cui l'Inas, nel contesto
del convegno "I diritti sociali non hanno il passaporto" organizzato
oggi dal patronato a Bruxelles, ha avanzato le sue proposte per una reale diffusione
delle tutele dei cittadini europei. Un progetto, quello dell'Inas, di assistenza rivolta non più solo agli italiani all'estero,
ma anche ai cittadini originari dei paesi in cui l'istituto è presente, e che
l'Istituto propone forte della propria lunga esperienza di tutela dei diritti
sociali e della conoscenza dei sistemi di welfare dei Paesi in cui opera. Il
presidente dell'Inas Antonino Sorgi ha rivolto un
forte appello alla Confederazione europea dei sindacati (CES) e alla Commissione
europea, affinché contribuiscano alla nascita di un soggetto europeo in grado
di mediare tra le norme dei vari Paesi che, prive di reale coordinamento, lasciano
spazio a vuoti di tutela.
"La creazione di un equilibrio tra realtà economica
e tutele sociali - ha sottolineato Josef Niemiec,
segretario confederale della Ces - deve essere perseguita
in Europa da tutti i componenti della Confederazione sindacale europea, insieme
al patronato protagonista del dibattito per il ruolo che svolge". Appello
condiviso da Claude Rolin, segretario generale del
sindacato belga Csc: "Questa è una buona base
per far fronte a migrazioni diverse dal passato, ma sempre poco tutelate".
Ed è evidente, come ha sottolineato il professor Gustavo De Santis
della Fondazione Pastore, che per trovare soluzioni all'impasse del dibattito
sull'Europa sociale occorre puntare ad un sistema di welfare che veda attivamente
coinvolti anche i corpi intermedi della società civile, come appunto il patronato.
Occorre però lavorare sulla base di un rapporto saldo
con le istituzioni, ha ricordato ancora Sorgi, a partire dal ministero degli
Affari esteri, con il quale il patronato è da tempo in attesa di firmare un
protocollo. Un'intesa importante soprattutto ora che, con il drastico ridimensionamento
della rete consolare nel mondo, la rete di servizi del patronato per i nostri
connazionali all'estero è vitale, ha detto Giuseppe Firrarello, presidente della Commissione al Senato per le
questioni degli Italiani all'estero. Per il senatore Benedetto Adragna, "gli operatori dell'Inas
nel mondo sono un po' come consoli onorari che spesso, più dei consoli veri
e propri, riescono a rapportarsi con i problemi reali". "Oggi che
in Iran, come in molti altri Paesi del mondo, si tenta di dare vita ad un confronto
pacifico fondato sulla forza delle idee, a maggior ragione dobbiamo continuare
a denunciare con forza le esclusioni sociali di tutti i cittadini, i lavoratori,
i pensionati", ha ricordato Antonio Uda, segretario
generale della Fnp. Impegno ancora più importante,
questo, se si pensa che "in Europa c'è uno Stato in più, quello dei migranti
che non hanno accesso ad una vera cittadinanza europea", come ha sottolineato
il senatore Claudio Micheloni.
Il bilancio del convegno è tutto in questo "campanello
d'allarme sul ridimensionamento dei diritti in Europa, cui l'Inas - ha sottolineato Mario Paduanelli,
eletto ieri presidente del neonato Comitato Inas Europa
- vuole provare a dare risposte operative e politiche valide", per un confronto
produttivo tra tutti i soggetti in campo, per una nuova, efficace tutela di
tutti i cittadini europei. (