INFORM - N. 121 - 24 giugno 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

L’operatore della Croce Rossa è stato rapito nelle Filippine il 15 gennaio scorso

Appello del Papa per la liberazione di Eugenio Vagni

La moglie del connazionale al governo italiano: “Trovare una soluzione”

 

ROMA - Un appello per chiedere il “rilascio di tutte le persone sequestrate in zone di conflitto” e, in particolare, per “la liberazione di Eugenio Vagni” - l’operatore della Croce rossa  rapito il 15 gennaio scorso nelle Filippine -  è stato lanciato da Papa Benedetto XVI nel corso dell’udienza  generale in Vaticano. Salutando gli operatori della Croce Rossa intervenuti all'udienza, il pontefice ha inoltre espresso l’auspicio che “la persona umana, nella sua dignità e nella sua interezza sia sempre al centro dell'impegno umanitario” della Croce Rossa. “Incoraggio specialmente i giovani ad impegnarsi concretamente in questa benemerita istituzione” ha detto Benedetto XVI.

Intanto la moglie di Vagni, Khwanruean Phungket, ha scritto una lettera in lingua italiana e  inglese, nella quale chiede “a chiunque possa fare qualcosa” di “fare tutto il possibile” perché il marito possa essere rilasciato al più presto. La moglie di Vagni rivolge un appello anche “al Capo del governo italiano, al governo italiano e all'intero Parlamento a trovare una soluzione”

“Non c'è più tempo da perdere – scrive Khwanruean Phungket - le condizioni di salute di mio marito non sono buone. Ha bisogno di cure mediche al più presto. Chiedo aiuto adesso”. Nella missiva si ringrazia “il Comitato internazionale della Croce rossa, le autorità del governo filippino, i rappresentanti dello Stato italiano con cui sono in contatto, i cittadini di Montevarchi e tutti gli amici che rimangono sempre vicino a noi per aiutarci. A tutti i cittadini italiani - conclude la moglie di Eugenio Vagni - imploro di pregare per il rilascio di mio marito”. (Inform)


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