INFORM - N. 121 - 24 giugno 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “InfoItalie”, n. 2, giugno 2009

Le lobby a Bruxelles tra un brunch e un happy hour

 

BRUXELLES - A Bruxelles i lobbisti pare che vivano nascosti. Almeno la stragrande maggioranza. C'è chi stima che le lobby a Bruxelles siano 2.500, chi 2.600, chi 3.000, con circa 15.000 addetti. Eppure di questi 15.000 stimati, meno di 5.000 avrebbero il badge di accesso al Parlamento europeo per incontrare gli eurodeputati e i gruppi politici, per assistere alle sedute delle varie commissioni e seguire dunque da vicino l'iter legislativo di direttive e regolamenti. E gli altri 10.000 che mancherebbero all'appello? Dove sono? Perché non frequentano il Parlamento? Dove eserciterebbero la loro azione lobbistica? Nei sotterranei del Berlaymont? Nei pub di Place du Luxembourg tra un brunch e un happy hour? Panorama li aveva già scovati l’estate scorsa proprio in Place du Luxembourg: “È soprattutto qui che i lobbisti si danno appuntamento con eurocrati e deputati, affollando i locali della stupenda piazza a ridosso delle istituzioni Ue”. Al rito dell'aperitivo serale in “Place Lux” (come si dice qui a Buxelles), più che lobbisti ed eurodeputati si incontrano e si incrociano stagiaires e giovani assistenti parlamentari che, tra una birra e l'altra, si danno appuntamento per la festa del prossimo sabato.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sui numeri. Attualmente esistono due registri ufficiali dei lobbisti. Quello del Parlamento europeo e quello della Commissione. Nel primo vi sono registrate circa 1.700 organizzazioni per un totale di poco meno di 5.000 persone con diritto di accesso. Il secondo conta invece più o meno 1.400 iscritti. Molti compaiono in entrambe le liste.

L'elenco del Parlamento europeo è da considerarsi la principale fonte per stabilire il numero dei lobbisti che operano a Bruxelles. E il motivo è semplice: la registrazione è obbligatoria. Altrimenti in Parlamento non si entra. La domanda d'accesso va introdotta tramite un apposito formulario fornito dall'Unità della sicurezza del Parlamento stesso. A questa vanno allegati alcuni documenti tra i quali un estratto del casellario giudiziario. Bisogna poi giustificare la propria posizione all'interno dell'organizzazione per la quale si lavora, il tipo di contratto di lavoro, che tipo di relazioni si hanno all'interno e al di fuori del Parlamento europeo e quali sono gli europarlamentari di riferimento. Hanno richiesto e ottenuto il pass 5.000 persone.

La stima di 15.000 lobbisti che operano a Bruxelles è frutto, molto probabilmente, di un puro calcolo matematico. Si parte da una prima ipotesi: in media ogni organizzazione lobbistica impiega 6 persone. La seconda ipotesi è che le lobby siano 2.500. Moltiplicando il numero delle lobby (2.500) per il numero medio di impiegati (6) si ottiene appunto 15.000. È il risultato di un calcolo tra due ipotesi. Ammettiamo anche che queste due ipotesi siano entrambe vere: che le lobby siano 2.500 e che lo staff medio sia composto veramente da 6 persone. Possiamo davvero definire “lobbisti” la segretaria, l'assistente, il contabile... di queste organizzazioni, che entrano nel conteggio dei 15.000? Non si tratta più semplicemente di impiegati che lavorano in un ufficio che si occupa di lobby? Definirli “lobbisti” non sembra eccessivo?

Ecco perché il  numero dei lobbisti dovrebbe essere ridimensionato, riconsiderato al ribasso. Del resto basta interpretare bene i dati forniti dallo stesso Parlamento europeo: sono più o meno 5.000 i lobbisti che frequentano il Parlamento e 1.700 le organizzazioni registrate. In media tre persone per ogni lobby. È logico: ogni lobby ha, in media, un lobbista principale ed eventualmente un sostituto e un assistente. Tre persone. Aggiungiamo il personale amministrativo che lavora in ufficio (altre tre persone) e arriviamo ad uno staff medio di sei persone. I conti tornano: a Bruxelles le lobby non sono più di 2.000 e i lobbisti circa 5.000. I 10.000 che mancano all’appello semplicemente non ci sono e se si sono non sono lobbisti. (Matteo Lazzarini-InfoItalie*/Inform)

* Rivista trimestrale della Camera di Commercio Belgo-Italiana e della Camera di Commercio Italo-lussemburghese

 

 


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