STAMPA ITALIANA
ALL’ESTERO
Da “InfoItalie”, n. 2, giugno 2009
Le lobby a Bruxelles tra un brunch e un happy hour
BRUXELLES - A Bruxelles i lobbisti pare che vivano nascosti.
Almeno la stragrande maggioranza. C'è chi stima che le lobby a Bruxelles siano
2.500, chi 2.600, chi 3.000, con circa 15.000 addetti. Eppure di questi 15.000
stimati, meno di 5.000 avrebbero il badge di accesso al Parlamento europeo per
incontrare gli eurodeputati e i gruppi politici, per assistere alle sedute delle
varie commissioni e seguire dunque da vicino l'iter legislativo di direttive
e regolamenti. E gli altri 10.000 che mancherebbero all'appello? Dove sono?
Perché non frequentano il Parlamento? Dove eserciterebbero la loro azione lobbistica?
Nei sotterranei del Berlaymont? Nei pub di Place du Luxembourg tra un brunch
e un happy hour? Panorama li aveva già scovati l’estate scorsa proprio in Place
du Luxembourg: “È soprattutto qui che i lobbisti si danno appuntamento con eurocrati
e deputati, affollando i locali della stupenda piazza a ridosso delle istituzioni
Ue”. Al rito dell'aperitivo serale in “Place Lux” (come si dice qui a Buxelles),
più che lobbisti ed eurodeputati si incontrano e si incrociano stagiaires e
giovani assistenti parlamentari che, tra una birra e l'altra, si danno appuntamento
per la festa del prossimo sabato.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sui numeri. Attualmente
esistono due registri ufficiali dei lobbisti. Quello del Parlamento europeo
e quello della Commissione. Nel primo vi sono registrate circa 1.700 organizzazioni
per un totale di poco meno di 5.000 persone con diritto di accesso. Il secondo
conta invece più o meno 1.400 iscritti. Molti compaiono in entrambe le liste.
L'elenco del Parlamento europeo è da considerarsi la
principale fonte per stabilire il numero dei lobbisti che operano a Bruxelles.
E il motivo è semplice: la registrazione è obbligatoria. Altrimenti in Parlamento
non si entra. La domanda d'accesso va introdotta tramite un apposito formulario
fornito dall'Unità della sicurezza del Parlamento stesso. A questa vanno allegati
alcuni documenti tra i quali un estratto del casellario giudiziario. Bisogna
poi giustificare la propria posizione all'interno dell'organizzazione per la
quale si lavora, il tipo di contratto di lavoro, che tipo di relazioni si hanno
all'interno e al di fuori del Parlamento europeo e quali sono gli europarlamentari
di riferimento. Hanno richiesto e ottenuto il pass 5.000 persone.
La stima di 15.000 lobbisti che operano a Bruxelles è
frutto, molto probabilmente, di un puro calcolo matematico. Si parte da una
prima ipotesi: in media ogni organizzazione lobbistica impiega 6 persone. La
seconda ipotesi è che le lobby siano 2.500. Moltiplicando il numero delle lobby
(2.500) per il numero medio di impiegati (6) si ottiene appunto 15.000. È il
risultato di un calcolo tra due ipotesi. Ammettiamo anche che queste due ipotesi
siano entrambe vere: che le lobby siano 2.500 e che lo staff medio sia composto
veramente da 6 persone. Possiamo davvero definire “lobbisti” la segretaria,
l'assistente, il contabile... di queste organizzazioni, che entrano nel conteggio
dei 15.000? Non si tratta più semplicemente di impiegati che lavorano in un
ufficio che si occupa di lobby? Definirli “lobbisti” non sembra eccessivo?
Ecco perché il numero dei lobbisti dovrebbe essere
ridimensionato, riconsiderato al ribasso. Del resto basta interpretare bene
i dati forniti dallo stesso Parlamento europeo: sono più o meno 5.000 i lobbisti
che frequentano il Parlamento e 1.700 le organizzazioni registrate. In media
tre persone per ogni lobby. È logico: ogni lobby ha, in media, un lobbista principale
ed eventualmente un sostituto e un assistente. Tre persone. Aggiungiamo il personale
amministrativo che lavora in ufficio (altre tre persone) e arriviamo ad uno
staff medio di sei persone. I conti tornano: a Bruxelles le lobby non sono più
di 2.000 e i lobbisti circa 5.000. I 10.000 che mancano all’appello semplicemente
non ci sono e se si sono non sono lobbisti. (Matteo Lazzarini-InfoItalie*/
* Rivista trimestrale
della Camera di Commercio Belgo-Italiana e della Camera di Commercio Italo-lussemburghese