REFERENDUM
Nonostante non sia stato raggiunto il quorum
L’Argentina si conferma al referendum la comunità che
partecipa di più: 35,17%
Nell’America Meridionale la più alta percentuale di partecipazione
al referendum: 30.55% contro il 23,35 % dell’Oceania, il 14,90% dell’Europa
e il 16,26 dell’America Settentrionale e Centrale.
BUENOS AIRES - L’America Meridionale in generale e l’Argentina
in particolare, hanno confermato la loro voglia di partecipazione, segnando
le più alte percentuali di risposta al referendum abrogativo sulle leggi elettorali
che si è svolto in Italia l’ultimo fine di settimana. Come è noto, tale referendum
è rimasto invalido perché non ha raggiunto il necessario quorum del 50 per cento
più uno degli elettori. Ad esso, infatti, ha partecipato in media il 23 per
cento degli aventi diritto al voto, sia in Italia che all’estero.
La media di votanti che all’estero ha risposto al voto
è stata del 20,25%, con una partecipazione piuttosto bassa in Europa, che non
ha raggiunto neanche il 15 per cento (14,90), seguita dall’America Settentrionale
e Centrale con il 16,26 %, dall’Oceania con il 23,35%, e in testa dall’America
Meridionale dove ha votato il 30,55% degli 899.358 cittadini in condizioni di
esprimere il voto. I votanti nel nostro continente sono stati 276.142.
Come in precedenti elezioni, l’Argentina, che è la comunità
italiana più numerosa al mondo, ha dimostrato di essere anche la più attiva
al momento di esprimere una opinione. Qui infatti, ha votato in media oltre
il 35% dei 466.274 cittadini che erano registrati negli elenchi elettorali inviati
dal ministero degli Interni.
Hanno votato infatti attorno alle 165mila persone,
alcune di più o di meno secondo i quesiti, che in questo referendum erano
tre.
Nella classifica della partecipazione, anche questa volta
la comunità italiana in Uruguay ha confermato di essere molto attiva, raggiungendo
una percentuale del 34,92%.
Come in precedenti elezioni, si constata una forte differenza
tra i numeri di cittadini registrati all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero
(AIRE) tenuto dal Viminale e quelli che sono iscritti nelle anagrafi consolari,
che per quanto riguarda l’Argentina, hanno abbondantemente superato le seicentomila
unità.
Dai dati del ministero degli Interni non sappiamo nemmeno
quanti connazionali hanno ricevuto effettivamente i plichi elettorali. Si sa
però che anche questa volta ci sono stati tanti connazionali che avrebbero voluto
votare e che non hanno ricevuto il plico.
Altri sono stati visitati dai postini della Andreani,
che hanno lasciato gli avvisi di visita. Sia gli uni che gli altri, si sono
recati nei consolati.
Per quanto riguarda specificamente il Consolato generale
d’Italia a Buenos Aires, ha ricevuto solo fino a venerdì 12 giugno i cittadini
che chiedevano un duplicato del plico o l’iscrizione all’anagrafe del proprio
comune, nei caso in cui non risultavano iscritti, per poi ottenere il duplicato
del plico. Chi si è rivolto nella sede di via Reconquista da lunedì in poi invece,
non ha potuto fare la pratica. (Tribuna Italiana/