RETE CONSOLARE
Agenzia Consolare a Genk in
chiusura. E il personale a contratto protesta
GENK – Protesta il personale a contratto dell’Agenzia
Consolare d’Italia in Genk (Belgio) per la prevista
chiusura dell’Ufficio consolare.
Il personale a contratto, riunitosi oggi, ha diramato
un comunicato in cui vengono espressi “rabbia, disappunto e forte protesta
per la chiusura dell’Ufficio, dopo anni di servizi erogati con professionalità,
devozione, elogio e riconoscimento da parte dell’intera collettività italiana
residente (a tale proposito invita a “vedere anche relazione Comites
ed Associazioni italiane sottoscritta il 26 maggio ultimo scorso”).
Il personale a contratto chiede “con forza” che “venga
mantenuta aperta” l’Agenzia Consolare, che “non venga trasferito nessuno dei
dipendenti del personale” presente in sede. Ci “si oppone al declassamento
della sede a sportello consolare con conseguente trasferimento di personale”
. Il personale a contratto chiede alla Confsal di
farsi carico “delle nostre richieste e preoccupazioni” e di “assumere le dovute
forme di lotta al raggiungimento degli obiettivi preposti e di volere, nelle
fasi di consultazione con alti esponenti dell’Amministrazione, interpellare
quanto più possibile il personale interessato”. Il personale a contratto dell’Agenzia
Consolare in Genk auspica “un’azione comune tra le
varie sigle sindacali”.
Il personale a contratto a Genk
contesta “la manifesta volontà, a nostro parere, di smantellamento della rete
consolare da parte dell’Amministrazione”, nonché “i principi generali di carattere
politico-geografico per il Belgio, che prevede la permanenza di soltanto due
strutture consolari, Bruxelles e Charleroi, per oltre
il 90% francofone, ubicate nel raggio di appena
Nella nota si fa notare che, “peraltro,
Si esprimono, poi, “forti dubbi sull’adozione immediata
del Consolato digitale, che a parere del Senatore Mantica è in una fase iniziale,
se non addirittura embrionale; per il 2010 infatti egli prevede solo un sistema
online di appuntamenti”.
Il personale a contratto dell’ Agenzia Consolare a Genk è “convinto che l’adozione di tale struttura richieda
tempi di implementazione relativamente lunghi, e inoltre un’ulteriore periodo
per familiarizzare con il nuovo sistema da parte dell’utenza”; ritiene che “l’utenza
di prima e di seconda generazione, per nulla o non sufficientemente pratica
di sistemi informatici, non avrà accesso a tale struttura, prediligendo ancora
il contatto diretto con l’Ufficio consolare e causando, difatti, ad essa
forti disagi” ; “penalizza la posizione del personale a contratto, fortemente
radicato sul territorio locale e con situazioni familiari problematiche caratterizzate
dalla presenza di persone portatrici di gravi handicap, e che, congiuntamente
alle proprie famiglie, subirà certamente notevoli disagi e danni di natura sociale,
affettiva e finanziaria (pagamento di mutui ipotecari)”.
Si fa presente che “la chiusura ignora la dovuta considerazione
nei confronti della nostra collettività, costituita per una parte considerevole
da persone di prima emigrazione e tuttora fortemente legata all’Italia”.
Il personale a contratto è convinto che “la buona integrazione
nel Paese di residenza delle ultime generazioni, non intacchi il loro sentimento
di appartenenza alla cultura, alle tradizioni e alla lingua italiana, che dovrebbe
al contrario essere maggiormente promossa e potenziata nei corsi di lingua e
cultura italiana a tutela delle generazioni future”. E si fa “portavoce delle
manifestazioni di solidarietà da parte di connazionali, ma soprattutto delle
proteste e del disappunto, segnalando la difficoltà di raggiungimento dell’ubicazione
dell’ufficio consolare di Bruxelles a causa di quotidiane e imponenti code autostradali
e di collegamenti ferroviari e di trasporto pubblico complessi e lunghi”.
Il personale a contratto dell’ Agenzia Consolare
a Genk ricorda che “i connazionali manifestano altresì
l’intenzione di assumere la cittadinanza belga a fronte dei disagi che comporterebbe
la chiusura dell’Agenzia Consolare e conseguente sensibile riduzione delle percezioni
consolari con le quali questo Ufficio copre gran parte del proprio funzionamento”.
Ritiene inoltre che “leda gli interessi italiani in una
regione di forte presenza, che andrebbe valorizzata anche dal punto di vista
degli investimenti e di insediamento di imprese italiane, in promozione al made
in Italy”.
Nella nota si “confuta l’idea che la chiusura dell’Agenzia
Consolare possa apportare un cospicuo risparmio all’Amministrazione, che risulterà
invece irrisorio, a discapito di un servizio di alta qualità nei confronti
dell’utenza” e si evidenzia che “la sede è a norma per quanto riguarda la sicurezza”
e che, pertanto, “non necessita di costi di ristrutturazione, e che i costi
di gestione dell’Agenzia Consolare sono risibili in confronto ad altre strutture”.(