INFORM - N. 120 - 23 giugno 2009


RETE CONSOLARE

Agenzia Consolare a Genk in chiusura. E il personale a contratto protesta

 

GENK – Protesta il personale a contratto dell’Agenzia Consolare d’Italia in Genk (Belgio) per la  prevista chiusura dell’Ufficio consolare.

Il personale a contratto, riunitosi oggi, ha diramato un comunicato in cui vengono  espressi “rabbia, disappunto e forte protesta per la chiusura dell’Ufficio, dopo anni di servizi erogati con professionalità, devozione, elogio e riconoscimento da parte dell’intera collettività italiana residente  (a tale proposito invita a “vedere anche relazione Comites ed Associazioni italiane sottoscritta il 26 maggio ultimo scorso”).

Il personale a contratto chiede “con forza” che “venga mantenuta aperta” l’Agenzia Consolare, che “non venga trasferito nessuno dei dipendenti del personale” presente in sede. Ci “si oppone  al declassamento della sede a sportello consolare con conseguente trasferimento di personale” . Il personale a contratto chiede alla Confsal di farsi carico “delle nostre richieste e preoccupazioni” e di “assumere le dovute forme di lotta al raggiungimento degli obiettivi preposti e di volere, nelle fasi di consultazione con alti esponenti dell’Amministrazione, interpellare quanto più possibile il personale interessato”. Il personale a contratto dell’Agenzia Consolare in Genk auspica “un’azione comune tra le varie sigle sindacali”.

Il personale a contratto a Genk contesta “la manifesta volontà, a nostro parere, di smantellamento della rete consolare da parte dell’Amministrazione”, nonché “i principi generali di carattere politico-geografico per il Belgio, che prevede la permanenza di soltanto due strutture consolari, Bruxelles e Charleroi, per oltre il 90% francofone, ubicate nel raggio di appena 50 km, lasciando scoperto il resto del Paese, essenzialmente la parte orientale lontana anche più di 100 km, dove risiede tuttora ⅓ della collettività italiana”.

Nella nota si fa notare che, “peraltro,la Regione Fiandre, di lingua fiamminga, e in particolare modo la collettività italiana residente nel Limburgo, rimarrà sprovvista di alcuna struttura consolare di Ia Categoria, ignorando difatti la struttura federale e linguistica - le grandi realtà del Belgio sono tre e non due: Vallonia, Fiandre e Bruxelles Capitale -  pur menzionata a supporto della razionalizzazione da parte del Senatore Mantica nella sua relazione al Senato”.

Si esprimono, poi, “forti dubbi sull’adozione immediata del Consolato digitale, che a parere del Senatore Mantica è in una fase iniziale, se non addirittura embrionale; per il 2010 infatti egli prevede solo un sistema online di appuntamenti”.

Il personale a contratto dell’ Agenzia Consolare a Genk è “convinto che l’adozione di tale struttura richieda tempi di implementazione relativamente lunghi, e inoltre un’ulteriore periodo per familiarizzare con il nuovo sistema da parte dell’utenza”; ritiene che “l’utenza di prima e di seconda generazione, per nulla o non sufficientemente pratica di sistemi informatici, non avrà accesso a tale struttura, prediligendo ancora il contatto diretto con l’Ufficio consolare e causando, difatti,  ad essa forti disagi” ;  “penalizza la posizione del personale a contratto, fortemente radicato sul territorio locale e con situazioni familiari problematiche caratterizzate dalla presenza di persone portatrici di gravi handicap, e che, congiuntamente alle proprie famiglie, subirà certamente notevoli disagi e danni di natura sociale,  affettiva e finanziaria (pagamento di mutui ipotecari)”.

Si fa presente che “la chiusura ignora la dovuta considerazione nei confronti della nostra collettività, costituita  per una parte considerevole da persone di prima emigrazione e tuttora fortemente legata all’Italia”.

Il personale a contratto è convinto che “la buona integrazione nel Paese di residenza delle ultime generazioni, non intacchi il loro sentimento di appartenenza alla cultura, alle tradizioni e alla lingua italiana, che dovrebbe al contrario essere maggiormente promossa e potenziata nei corsi di lingua e cultura italiana a tutela delle generazioni future”. E si fa “portavoce delle manifestazioni di solidarietà da parte di connazionali, ma soprattutto delle proteste e del disappunto, segnalando la difficoltà di raggiungimento dell’ubicazione dell’ufficio consolare di Bruxelles a causa di quotidiane e imponenti code autostradali e di collegamenti ferroviari e di trasporto pubblico complessi e lunghi”.

 Il personale a contratto dell’ Agenzia Consolare a Genk ricorda che “i connazionali manifestano altresì l’intenzione di assumere la cittadinanza belga a fronte dei disagi che comporterebbe la chiusura dell’Agenzia Consolare e conseguente sensibile riduzione delle percezioni consolari con le quali questo Ufficio copre gran parte del proprio funzionamento”.

Ritiene inoltre che “leda gli interessi italiani in una regione di forte presenza, che andrebbe valorizzata anche dal punto di vista degli investimenti e di insediamento di imprese italiane, in promozione al made in Italy”.

Nella nota si “confuta l’idea che la chiusura dell’Agenzia Consolare possa apportare un cospicuo risparmio all’Amministrazione, che risulterà invece irrisorio,  a discapito di un servizio di alta qualità nei confronti dell’utenza” e si evidenzia che “la sede è a norma per quanto riguarda la sicurezza” e che, pertanto, “non necessita di costi di ristrutturazione, e che i costi di gestione dell’Agenzia Consolare sono risibili in confronto ad altre strutture”.(Inform)

 

 


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