INFORM - N. 120 - 23 giugno 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Dl per la ricostruzione in Abruzzo: accolto dal Governo e approvato dall’Aula un ordine del giorno di Antonio Razzi (Idv)

 

ROMA – Decreto legge con interventi per la ricostruzione dell'Abruzzo dopo il terremoto: è stato accolto dal Governo e approvato oggi dall’Aula della Camera un ordine del giorno di Antonio Razzi, deputato abruzzese di IdV eletto nella ripartizione Europa. Con l’ordine del giorno -  conversione in legge con modificazioni del DL 39/09 -interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile - si impegna l’esecutivo guidato da Berlusconi “ad adoperarsi” per “garantire che le zone colpite dagli eventi sismici beneficino del massimo ammontare possibile di aiuti finanziari erogati dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea” e “promuovere un incremento della dotazione finanziaria complessiva del fondo”, al fine di “incrementare, nell’ipotesi di catastrofi naturali, l’intervento dell’Unione europea a favore delle zone colpite, in coerenza con il principio di solidarietà su cui si fonda la costruzione europea”.

“Grande soddisfazione” è espressa dall’on. Razzi ,del quale riportiamo di seguito il testo dell’ordine del giorno.

“La Camera, premesso che:

il comma 5-ter dell’articolo 14 del decreto-lgge in esame precisa che le eventuali risorse economiche che saranno destinate dall’Unione europea all’Italia per il sisma del 6 aprile 2009 devono considerarsi aggiuntive rispetto a quelle già stanziate dal Governo italiano;

il principale strumento finanziario dell’Unione europea per rispondere alle calamità naturali sostenendo la ricostruzione delle regioni colpite è il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE), istituito (Regolamento (CE) n. 2012 del 2002 del Consiglio dell'11 novembre 2002;

l’intervento del Fondo consente di coprire una parte delle spese pubbliche sostenute dallo Stato beneficiario per attuare i seguenti interventi di emergenza:

 a) ripristino immediato delle infrastrutture e delle attrezzature nei settori dell'elettricità, delle condutture idriche e fognarie, delle telecomunicazioni, dei trasporti, della sanità e dell'istruzione;

 b) realizzazione di misure provvisorie di alloggio e organizzazione dei servizi di soccorso destinati a soddisfare le necessità immediate della popolazione;

c) messa in sicurezza immediata delle infrastrutture di prevenzione e misure di protezione immediata del patrimonio culturale;

 d) ripulitura immediata delle zone danneggiate, comprese le zone naturali;

il FSUE dispone di una dotazione annuale di 1 miliardo di euro, un quarto della quale deve rimanere a disposizione il 1° ottobre di ogni anno per far fronte ad eventuale esigenze fino alla fine dell'anno;

secondo notizie di stampa la Commissione europea - se sarà confermata la stima di 10 miliardi di euro di danni nelle zone colpite dal sisma – erogherebbe 480 milioni di euro dal Fondo di solidarietà, pari quindi a circa il 5 per cento dell’ammontare complessivo dei danni;

impegna il Governo

ad adoperarsi, per quanto di competenza, per:

garantire che le zone colpite dagli eventi sismici beneficino del massimo ammontare possibile di aiuti finanziari erogati dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea di cui al Regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio dell'11 novembre 2002;

promuovere un incremento della dotazione finanziaria complessiva del fondo, la fine di incrementare, nell’ipotesi di catastrofi naturali, l’intervento dell’Unione europea a favore delle zone colpite, in coerenza con il principio di solidarietà su cui si fonda la costruzione europea”. (Inform)

 

 


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