INFORM - N. 120- 23 giugno 2009
SINDACATI
La Confsal Unsa
Esteri prosegue lo stato di agitazione per il piano di razionalizzazione della
rete consolare
Fallito il tentativo di conciliazione
tra l’amministrazione del Mae e la sigla sindacale
ROMA –
Il sindacato degli impiegati contrattualizzati italiani e stranieri del Mae
Confsal Unsa Esteri registra il fallimento del tentativo di conciliazione avvenuto
presso il Ministero del Lavoro, lo scorso 18 giugno, in ordine alla vertenza
promossa dalla stessa sigla sindacale a seguito del programma di razionalizzazione
della rete consolare italiana all’estero.
Ai rappresentati
dell’amministrazione degli Esteri la Confsal Unsa aveva ribadito
la propria contrarietà al piano in esame - che prevede la chiusura di 19 sedi
diplomatico-consolari all’estero, - dichiarandolo “unilaterale”.
L’organizzazione sindacale ha riproposto
in ambito di conciliazione soluzioni alternative alla chiusura radicale di strutture
consolari, evidenziando che i risparmi auspicati possono essere raggiunti anche
grazie ad altri strumenti “quali una lotta mirata agli sprechi tuttora esistenti
a livello di rete, - si legge nella nota sindacale emanata - e ad una razionalizzazione
delle strutture consolati”. “Tale operazione – aggiunge il sindacato - garantirebbe
continuità nell’erogazione dei servizi alla nostra collettività all’estero”.
La Confsal Unsa Esteri,
dopo aver ascoltato le ragioni addotte dai rappresentanti dell’amministrazione
del Mae, ha aggiunto di non comprendere inoltre “come il piano di smantellamento
della rete estera possa rendere più efficace ed efficiente l’erogazione dei
servizi”. L’organizzazione sindacale ritiene il progetto del “consolato digitale”,
annunciato da Mae, “ancora molto lontano dalla sua realizzazione, considerate
le difficoltà presenti in numerose sedi a causa di strumenti informatici obsoleti
e connessioni lentissime; in ogni caso – aggiunge - il “consolato digitale”
non sostituisce comunque in toto i servizi da erogare localmente ai
connazionali”. Altro argomento contestato quello dell’integrazione dei
cittadini italiani residenti nei Paesi europei: “In data 20 marzo – ricorda
la sigla sindacale - l’Ambasciatore d’Italia
a Berlino sottolineava ancora lo scarsissimo grado di integrazione dei nostri
connazionali nel tessuto sociale, scolastico e lavorativo tedesco”.
Non individuando punti di incontro
con l’amministrazione, la Confsal Unsa Esteri ribadisce lo stato di agitazione,
sollecitando iscritti e simpatizzanti ad indire assemblee del personale ed attivarsi
coinvolgendo nella protesta i parlamentari eletti all’estero, i rappresentanti
in loco delle collettività italiane, autorità e stampa. (Inform)
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