INFORM - N. 120- 23 giugno 2009


FRONTALIERI

Il 25 giugno a Ventimiglia un convegno sul ruolo delle organizzazioni sindacali nell’Euroregione “Alpi-Mediterraneo”

 

COMO - In relazione alla decisione assunta dalle istituzioni di dare vita all’euroregione Alpi- Mediterraneo è in programma il 25 giugno a Ventimiglia un incontro dei Consigli sindacali interregionali. Il convegno, rende noto Claudio Pozzetti, responsabile nazionale Cgil Csir/Frontalieri, ha lo scopo di definire il ruolo che potranno avere le organizzazioni sindacali nel costruire una dimensione sociale della nuova euroregione e di approfondire quale contributo dare al governo di un territorio che, per complessità ed estensione, richiede il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti istituzionali, politici, economici e sociali nell’elaborazione di strategie integrate di sviluppo.

L’obiettivo di offrire idee e proposte concrete per meglio approfondire la nuova realtà determinatasi nella regione transfrontaliera e per contribuire alla soluzione dei problemi dell’ambiente, dello sviluppo economico, della libera circolazione dei lavoratori in Europa e della tutela dei loro diritti sarà discusso, a partire dalle ore 15,00, nella sala consiliare del Municipio di Ventimiglia, in piazza della Libertà.

“Sono più di un milione - ricorda nella nota Pozzetti - le lavoratrici e i lavoratori aderenti ai sindacati confederali che lavorano o risiedono nell’euroregione ed i Csir intendono rappresentarli in ogni istanza, negoziando con le controparti, pubbliche e private, migliori condizioni di lavoro: parteciperanno all’incontro il Csir Liguria-Paca che comprende Cgil, Cisl , Uil della Liguria e CGT, CFDT, CFTC, FO della Provenza, delle Alpi e della Costa Azzurra, nonché il Csir Alpi-Arco Lemanico, che rappresenta ben 18 organizzazioni sindacali del Piemonte, della Valle d’Aosta, della regione francese Rhône-Alpes e dei cantoni svizzeri di Ginevra, Vallese e Vaud. I Csir – prosegue Pozzetti - sostengono la necessità di valorizzare la dimensione euroregionale, non soltanto per meglio tutelare i lavoratori frontalieri associati, ma anche per assicurare ai territori interessati un governo che favorisca lo sviluppo sostenibile ed una mobilità compatibile con l’ambiente alpino e marittimo.(Inform)


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