REFERENDUM
Come hanno votato gli italiani all’estero
ROMA – Domenica e lunedì gli italiani residenti in patria ed all’estero sono andati al voto per dire sì o no a tre quesiti referendari. Due relativi all’abrogazione della possibilità, per Camera e Senato, di collegamento tra liste e all’attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste, ed un terzo per l’eliminazione dell’opzione per un medesimo candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione.
Tutti e tre i referendum non hanno raggiunto il quorum necessario alla loro validità. Per quanto riguarda l’affluenza vediamo che in Italia hanno votato per il primo quesito il 23,51% contro il 20,13% registrato all’estero. Per il secondo referendum la quota dei votanti in Italia rimane immutata, mentre scende al 20,11% quella dei residenti all’estero. Leggermente più alte le percentuali dell’affluenza per il terzo quesito, quello sul divieto di candidatura multipla, che ottiene il 24,07% in Italia e il 20,25 %all’estero.
Sul fronte dei risultati vediamo che sul primo referendum, relativo al divieto di alleanze fra liste e alla non concessione a queste di premi di maggioranza, dal dato complessivo emerge un vittoria più netta dei sì, 77,63% contro 22,37% dei no, rispetto al risultato ottenuto estero in cui il 30,96% degli elettori hanno votato no e il 69,04% hanno dato parere favorevole. Risultati molto simili sono emersi dal secondo referendum, quello relativo al Senato, mentre la terza consultazione referendaria ha evidenziato fra gli elettori all’estero una minore propensione al sì, fermi a quota a quota 71,36%, rispetto a quanto è avvenuto in Italia dove l’87% dei votanti ha sostenuto l’abrogazione della candidatura multipla. Per quanto concerne poi il dato disaggregato vediamo che, ad esempio per il primo requisito referendario, si è votato di più in America Meridionale (30,52%) in Africa Asia Oceania e Antartide (24,36%), in America Settentrionale e Centrale (16,20%) e in Europa (14,89%). (Inform)