MEMORIA
Cinquecento Ledrensi sulle orme degli sfollati della
prima guerra mondiale
Gemellaggio di popoli tra
Con l'assessore Panizza, i
sindaci della valle e il presidente dell'Unione dei comuni ledrensi
TRENTO - Si
sono mossi in più di cinquecento, gli abitanti della Val
di Ledro (Trento), per restituire la visita fatta lo scorso anno dai sindaci
dei sette comuni dell'ex Boemia, oggi Repubblica Ceca, in cui, negli anni bui
del primo conflitto mondiale, molti sfollati della Val
di Ledro vennero ospitati in attesa di tempi migliori. "Non è stato un
gemellaggio tradizionale, - ci ha detto l'assessore Franco Panizza,
che ha guidato il mezzo migliaio di trentini - quello che ha coinvolto emotivamente
i nostri amici boemi e quelli ledrensi: è stato un
gemellaggio che, al di là del valore istituzionale, ha provocato intensa commozione,
una partecipazione accorata e intensa. E' stato un riappropriarsi della nostra
storia, un ricostruire volti e ricordi, nomi e cognomi, un comprendere quanto
l'affetto dei nostri amici boemi e cechi sia il vero cemento che ci permette
di pensare ad un'Europa delle regioni e dei territori". L'assessore Panizza
era accompagnato dai sindaci della Val di Ledro, dal
presidente dell'Unione dei comuni della valle Giuliano Pellegrini, dal Coro
Cima d'Oro e dal corpo bandistico della valle, dai Vigili del fuoco e da moltissimi
semplici cittadini. Ieri, domenica, al santuario mariano di Svata
Hora, c'è stato il momento clou dell'intera settimana:
l'inaugurazione di un monumento nel vicino convento che ricorda i Ledrensi sfollati nell'allora Boemia, con una memoria particolare
per quelli che vi morirono.
Sono sepolti
ancor oggi nei cimiteri di numerose città e paeselli di quella che un tempo
era chiamata Boemia e che ora fa parte del territorio nazionale della Repubblica
Ceca. Sono i "caduti" a causa di una guerra, la prima mondiale dello
scorso secolo, che li costrinse a sfollare dalle loro case della Val di Ledro e a trovar rifugio in terre che parlavano lingue
sconosciute. Donne, quindi, bambini e vecchi perlopiù. La loro storia venne
per molti, troppi decenni tenuta nascosta e smorzata nell'oblio di una storia
ufficiale, qui da noi, che non dava più conto di chi milità
"dall'altra parte" e nell'indifferenza di un regime, quello comunista,
che non amava parlare di queste cose.
Oggi, però,
si può, ed ecco che in Val di Ledro da qualche anno
si sta lavorando ad un vasto progetto di recupero di quelle memorie, per riallacciare
nuove e più proficue relazioni con territori lontani, ma accomunati da vicende
dolorose e tristi.
Lo scorso anno
furono i sette sindaci "boemi" a scendere in Val
di Ledro per ufficializzare un gemellaggio al quale in molti hanno lavorato
con impegno ed entusiasmo. Tra di loro anche l'ambasciatore della Repubblica
Ceca in Italia Vladimir Zavàzal, che pur non essendo
presente in Boemia ha comunque inviato una sua delegata.
Quest'anno,
per restituire quella visita, dalla Val di Ledro hanno
fatto le cose in grande e sono partiti in più di cinquecento. L'assessore provinciale
Franco Panizza in rappresentanza della Provincia,
i sindaci della valle, le giunte comunali, il presidente dell'Unione dei comuni
della valle, il Coro Cima d'Oro, il Corpo bandistico locale, ma anche le Casse
Rurali, i Vigili del fuoco, le associazioni e molte, moltissime famiglie sono
saliti sui pullman per ripercorrere le tracce di quel lontano esodo, di cui
oggi i più anziani sentirono parlare dai loro genitori.
"Non è
stato un gemellaggio tradizionale - ci ha detto l'assessore Franco Panizza, emotivamente coinvolto nell'avvenimento anche perché
i suoi genitori vennero sfollati a Mitterndorf. -
Non è stato solo un incontro fra rappresentanti istituzionali, ma soprattutto
un commovente bagno di affetto fra due comunità, che insieme hanno ripercorso
le tracce della loro storia per ricavarne spunti e motivi di guardare al futuro
con gli occhi di chi sa che cos'è successo nel passato".
Lo scopo della
visita dei Ledrensi è stato quello di visitare tutti
i cimiteri dell'ex-Boemia nei quali sono sepolti ancor
oggi sfollati provenienti dai comuni della valle: in ogni cimitero, con l'accompagnamento
del coro o della banda della Vale di Ledro, a cui si affiancava di volta in
volta un coro o una banda boema, è stata inaugurata una targa che riporta i
nomi degli sfollati deceduti. Cerimonie semplici, nella loro linearità, e proprio
per questo emotivamente coinvolgenti, anche perché dai cognomi scolpiti o scritti
sulle lapidi cimiteriali in molti hanno riconosciuto i propri o della propria
famiglia.
Poi ieri, domenica,
presso il santuario mariano di Svata Hora, l'annuale attesissima cerimonia dell'incoronazione della
Madonna s'è tinta dei colori della Val di Ledro e
del Trentino. Dopo l'affollatissima santa messa, celebrata dai parroci boemi,
dal parroco giunto da Ledro e dal nunzio apostolico mons.Giovanni
Coppa, nel vicino convento è stato inaugurato un monumento dedicato agli sfollati
ledrensi in Boemia.
"E' stato
un momento altamente significativo - è ancora l'assessore Panizza a parlare, - che ha raccolto i cinquecento Ledrensi e i nuovi amici boemi attorno ad un ricordo comune.
Sono queste le vere relazioni che creano quell'Europa delle regioni e dei territori
per la quale