INFORM - N. 119 - 22 giugno 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Riuniti a Berna i presidenti dei Comites

Laura Garavini (Pd): “Dall’Intercomites Svizzera denuncia chiara della comunità italiana contro il piano del Governo di smantellare la rete consolare”

“Non si tratta di mettere in campo un no ad oltranza, ma della giusta richiesta di un piano di razionalizzazione che punti a garantire i servizi agli italiani all’estero”

 

BERNA -  “Dappertutto sul territorio la proposta del Governo incontra una forte resistenza: anche dall’Intercomites Svizzera esce all’unisono una denuncia chiara da parte della comunità italiana contro il piano di smantellare la rete consolare”. E’ questa la constatazione dell’on. Laura Garavini (Pd) al termine dei lavori dei Presidenti dei Comites svizzeri svoltisi a Berna.

“E’ molto positivo che la protesta coinvolga tutta la collettività, anche a livello europeo, e non si limiti alle sole circoscrizioni interessate alle chiusure in programma – prosegue la deputata eletta nella circoscrizione Europa - Non si tratta di mettere in campo un no ad oltranza, ma della giusta richiesta di un piano di razionalizzazione che punti a garantire i servizi agli italiani all’estero. Ciò che spaventa non sono tanto i declassamenti da Consolato generale a semplice consolato, bensì le previste chiusure decise evidentemente a tavolino secondo criteri velleitari senza tenere conto delle caratteristiche delle collettività territoriali”.

“Se i criteri di scelta sono completamente svincolati dal contesto di riferimento delle comunità – afferma Garavini - le decisioni non possono che trasformarsi in un buco nell’acqua. Laddove oggi si preserva una sede adducendo minori costi di gestione grazie al possesso del bene immobiliare, tra qualche anno sicuramente si vorrà giustificare la chiusura di quella stessa sede per la mancanza delle risorse per la ristrutturazione del bene. Così come è fuorviante parlare di informatizzazione della rete consolare – sottolinea la deputata Pd - quando sappiamo benissimo che si tratta di un processo ancora lontano a venire e incapace di rivolgersi ai tanti connazionali non dotati delle competenze e degli strumenti per accedere a internet”.

“Se il problema del Governo è risparmiare – incalza Laura Garavini - avrebbe dovuto coinvolgere da subito gli organi di rappresentanza. Dalle realtà territoriali sarebbero così emerse proposte operative per il mantenimento dei servizi e per evitare lo smantellamento degli uffici”. (Inform)

 

 


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