RETE CONSOLARE
Il Comites di Detroit scrive al presidente
del Consiglio per sollecitare un ripensamento nella chiusura del Consolato d’Italia
Il Comitato chiede di evitare la soppressione
dell’ufficio consolare e di rafforzare i servizi, specie nel settore commerciale,
a seguito dell’accordo Fiat-Chrysler”
DETROIT – Il presidente del Comites di Detroit,
Giovanni Catalano, insieme ai consiglieri Marelli, Mancini, Nascimbeni, Gentile,
Donatelli, Pesce, Silverio, De Sandre-Melara, Ruggirello, Cutraro, Caradonna
e Scamardella, scrive al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi,
per ribadire l’importanza della presenza consolare italiana, minacciata dal
piano di razionalizzazione da poco illustrato in Parlamento.
“Chiudere il Consolato di Detroit dopo la
conclusione dell’accordo Fiat–Chrysler – si legge nella lettera - appare un
grave errore strategico. Il risparmio sarebbe minimo, mentre questo Consolato
può aumentare le già notevoli risorse con la fornitura di servizi ad un crescente
numero di cittadini americani e italiani e a ditte italiane”.
Il Comites, a nome della collettività italiana
rappresentata nella circoscrizione consolare – comprendente gli Stati di Michigan,
Ohio, Indiana, Kentucky e Tennessee – e le 150 realtà associative italiane e
regionali attive in loco, esprime “profonda preoccupazione per la notizia
dell’imminente chiusura dei servizi consolari, fondamentali alla comunità degli
italiani dei cinque Stati interessati dal provvedimento”. “Una eventualità
che deve essere scongiurata – prosegue la missiva - riconsiderando le esigenze
della business community italiana e l’annunciata chiusura, rafforzando anzi
una struttura che inevitabilmente si troverà nei prossimi anni a svolgere un
ruolo chiave nel processo di internazionalizzazione delle aziende italiane negli
Usa”.
Affinché si eviti la chiusura del Consolato
in loco, determinata da “pesanti errori di valutazione – scrivono i membri del
Comites a Berlusconi - ci appelliamo al suo alto senso di protezione della
dignità e degli interessi dell’Italia in un Paese partner e alleato imprescindibile
come gli Stati Uniti”.(