INTERVENTI
Eugenio Sangregorio sull’internazionalizzazione
delle PMI argentine
Opportunità per le imprese italiane. La
storia insegna
BUENOS
AIRES - Pensando all’esito avuto dal gruppo italo-argentino TECHINT (
In questo settore, le PMI italiane sono state pioniere e sono tuttora leader nell’internazionalizzazione delle proprie imprese.
Senza dubbio l’industria italiana sarebbe un grandissimo partner delle PMI argentine e otterrebbe crescita, sviluppo e penetrazione nei mercati mondiali.
Torno a ripetere che il Sudamerica, ed in special modo l’Argentina, si trova in un momento estremamente propizio per effettuare investimenti nei prossimi anni.
Impresari e investitori si possono chiedere, ovviamente, come coloro che hanno investito in Argentina abbiano potuto ottenere un esito favorevole; ebbene, è certo che non è stata una decisione azzardata, ma al contrario, quanto è avvenuto di positivo è dato dal fatto che l’imprenditore italiano è anzitutto un lavoratore, un innovatore, un creativo e un generatore di prodotti di qualità; oltre ad essere affezionato alla propria famiglia.
Ma vi è un altro elemento, fondamentale, che sicuramente ha influito sul buon risultato: l’internazionalizzazione delle imprese che hanno comportato la loro globalizzazione.
Da ciò l’enorme crescita di gruppi industriali negli ultimi 20 anni.
Questa internazionalizzazione però, era già “in pectore” dal momento che gli italiani hanno lasciato l’Italia per venire in Argentina; erano imprenditori che conoscevano il loro lavoro, il funzionamento di una impresa e avevano in Italia relazioni adeguate e importanti che hanno saputo condurre la crescita di tali imprese.
E fu questa primaria internazionalizzazione che ha aiutato e quindi assicurato il beneficio a tali gruppi per costituire talune corporazioni mondiali.
- Attualmente il problema delle PMI argentine consiste nel non avere accesso al credito e quindi alla produzione su vasta scala, dunque ai mercati esteri: manca una tecnologia avanzata e un Know-how specifico.
D’altra parte, l’Argentina ha risorse umane e materiali estremamente competitive; le tecnologie italiane potrebbero approfittare delle PMI argentine per sfruttare i vantaggi della produzione e quindi determinare una diffusione internazionale.
L’Argentina ha settori industriali estremamente competitivi che dovrebbero essere sostenuti attraverso investimenti diretti o societari, acquistando le PMI stesse per poter usufruire della loro potenzialità in settori come l’industria metalmeccanica ed energetica, biotecnologie e nanotecnologie, i software, l’agroindustria, il settore della salute e dei servizi.
In tutti questi settori la mano d’opera specializzata di cui dispone, permetterebbe facilmente e in un periodo piuttosto breve, di avere accesso ai grandi mercati con sicura competitività.
E perché, altra domanda, dovrebbero intervenire imprenditori e finanziatori italiani?
La risposta sta nella crisi che li hanno colpiti e chissà per quanto ulteriore tempo, mentre l’Argentina, invece, offre opportunità estremamente interessanti e di sicuro avvenire.
Entrambe le economie, inoltre, sono complementari e questo è un altro elemento di estrema importanza per poter costituire attività societarie; soprattutto perché l’Argentina si trova in un mercato molto ricercato per investimenti esteri: il Mercosur, del quale è uno dei due grandi soci unitamente all’altro socio strategico che è il Brasile.
Ció che si deve fare è iniziare questo cammino in un settore per poi estenderlo ad altre attività.
Occorre precisare che gli investimenti in attività produttive, soprattutto in questo momento, non devono essere intesi nel breve periodo, bensì in un periodo medio, e neppure si deve dare eccessivo credito a comuni notizie giornalistiche; al contrario, occorre conoscere realmente la situazione del Paese e credo che nessuno possa farlo meglio di un italo-argentino.
I politici di turno possono aiutare oppure no, e così pure le politiche economiche, però quando si è competitivi si termina trionfando e ciò si ottiene senza dubbio attraverso l’internazionalizzazione.
So
che tra le entità accademiche dell’Università
Da ciò, tutti coloro che, pur in diversa forma, lavorano espressamente in entrambe le comunità, dovrebbero incentivare questo cammino e i risultati ottenuti potrebbero essere molto interessanti.
Si dice che nei momenti di grande crisi si producono grandi trasformazioni; quello che stiamo vivendo è uno di questi momenti, nei quali sarebbe bene iniziare un cammino da parte delle PMI italiane.
Le
PMI italiane, infatti, dovrebbero avere con rigore d’impresa, una
Da qui si rende necessaria una collaborazione associativa per rafforzarsi e competere favorevolmente in mercati che saranno i richiedenti del “made in Italy”.
Insisto ancora nel ribadire che il Sudamerica sarà una zona estremamente ricercata; i grandi del Mercosur ne sono i soci strategici e la costituzione di imprese italiane in Argentina darebbe l’opportunità di sviluppo in nuovi mercati. Vi sono esempi eclatanti, ma prendiamone in considerazione uno solo: “Luxotica”, impresa leader del settore che ha comprato “Multiopticas”, impresa leader in Sudamerica; questo poiché prevede semplicemente molto futuro in questa regione.
Molte imprese argentine sono di origine italiana e una loro partecipazione comporterebbe quell’alleanza strategica tra imprese italiane di cui sto parlando da tempo.
Brasile
e Cile hanno comprato e continuano a comprare imprese argentine, e lo stesso fa
Purtroppo
l’Italia continua a non rendersi conto della realtà argentina e dei grandi gruppi
che oggi costituiscono la realtà del Paese, che si sono internazionalizzati e
che, nella stragrande maggioranza, sono di origine italiana. (Eugenio Sangregorio-