COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Conferenza
regionale a Udine
Stefania Craxi e Renzo Tondo: “Fare sistema”
Il Friuli Venezia Giulia punta al coinvolgimento
di associazioni di immigrati e di corregionali all'estero
UDINE - Il futuro della cooperazione allo sviluppo, dei progetti che le Regioni finanziano nei Paesi più poveri del mondo, sta in un sempre maggiore coordinamento fra le istituzioni (regionali, statali, europee) e in una rottura degli steccati tradizionali fra le diverse attività che vengono svolte all'estero, a cominciare dai programmi di internazionalizzazione delle imprese. Questi gli indirizzi emersi dalla Conferenza regionale sulla cooperazione allo sviluppo e il partenariato internazionale, che si è aperta ieri a Udine su iniziativa della Regione Friuli Venezia Giulia.
Il presidente ha voluto innanzi tutto rivolgere "un pensiero e un ringraziamento ai tanti cooperatori del Friuli Venezia Giulia che sono in giro per il mondo, a queste persone che hanno deciso di dedicare una parte della propria vita a chi ha bisogno, e che lavorano nell'ombra". Proprio per dare continuità a quest'opera è necessario, secondo Tondo, far crescere in prospettiva una nuova generazione di cooperatori, giovani e dinamici, con il coinvolgimento delle Università.
Tondo ha anche sottolineato l'importanza, su un tema così complesso e vasto come quello della cooperazione allo sviluppo, di assumere un atteggiamento "non ideologico, ma laico e libero, attento alle cose possibili e alle cose concrete". Atteggiamento non ideologico significa, per esempio, che impresa e solidarietà non sono necessariamente due campi separati e contrapposti: le imprese hanno la funzione di creare ricchezza e possono essere interessate e indirizzate a crearla proprio dove c'è più bisogno, cioè nei Paesi in via di sviluppo.
Sia Tondo che il sottosegretario Stefania Craxi hanno anche ribadito l'importanza di "fare sistema", di mettere in comune le conoscenze e le capacità tra tutti coloro - istituzioni pubbliche e private - che sono impegnati nella cooperazione allo sviluppo, per costruire progetti di dimensione significativa che siano in grado di concorrere all'assegnazione di finanziamenti europei e internazionali. "Non un euro in questo campo deve essere sprecato", ha detto il presidente della Regione.
In
occasione della Conferenza sono state delineate le strategie della cooperazione
allo sviluppo in Friuli Venezia Giulia. Esse prevedono uno stretto rapporto con
gli ambiti delle politiche internazionali e delle politiche di sostegno all'internazionalizzazione
delle imprese; un più incisivo coordinamento interregionale, statale ed europeo
per inserirsi in progetti quadro di più ampia portata; infine il coinvolgimento
di soggetti nuovi: oltre a volontariato ed Enti locali, anche associazioni imprenditoriali
e sindacati, associazioni di immigrati e di corregionali all'estero.(pf/