FARNESINA
Riunito il Consiglio Italo- Ucraino per
Mantica: “Sullo sfondo di questo dialogo,
con interessanti opportunità per le imprese italiane, troviamo il problema politico
dei visti”
ROMA-
Si è svolta alla Farnesina la settima sessione del Consiglio Italo- Ucraino per
la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria. A presiedere la delegazione
italiana il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, mentre la delegazione
ucraina è stata guidata dal vice ministro all’Economia Valeriy Piatnytsky. Durante
la riunione, la prossima sessione del Consiglio si terrà nel
Al termine della riunione del Consiglio il sottosegretario Mantica ha ricordato ai giornalisti come a tutt’oggi l’Italia, oltre ad avere un interscambio annuo con l’Ucraina di 5,3 miliardi di dollari, investa in questo paese 3 miliardi di euro all’anno e possegga, tramite Unicredit e Intesa San Paolo, due delle maggiori banche ucraine. Sono inoltre circa 200 le aziende italiane presenti in Ucraina. Il nostro paese è anche il primo importatore dall’Ucraina e il terzo esportatore verso questa nazione dopo Germania e Polonia.
“Durante
la riunione la delegazione ucraina – ha puntualizzato Mantica entrando nel
merito della riunione – ha illustrato le opportunità economiche connesse gli Europei
di Calcio Uefa Euro 2012. Per questo evento sportivo verranno infatti costruiti
“Il Consiglio - ha proseguito il sottosegretario- prevede anche un comitato dove gli imprenditori italiani, che operano in Ucraina, e quelli ucraini che lavorano in Italia, discutono le loro questioni. Oggi, ad esempio, ha parlato la rappresentante dell’azienda Tecnoucraina che ha illustrato vari problemi che effettivamente sono presenti. Sullo sfondo di questo di questo dialogo - ha aggiunto Mantica- troviamo il problema politico dei visti. Qui abbiamo una posizione fortemente differenziata. Perché gli italiani che vanno in Ucraina per turismo sono circa 6.400 all’anno. Di turisti ucraini in Italia ve ne sono invece alcune decine di migliaia. Questo è un problema delicato perché da un lato gli ucraini chiedono, alla luce degli scambi economici e commerciali, visti più flessibili e procedure burocratiche più snelle, dall’altra noi dobbiamo precisare che in questo settore vi sono delle procedure europee che vanno adottate. Standard che non possiamo modificare in maniera unilaterale rispetto all’Ue”.
Per quanto concerne le problematiche incontrare dalle aziende dei due paesi il sottosegretario ha evidenziato come nel settore siderurgico, al momento sono numerose le imprese ucraine che forniscono materia prima alle nostre industrie che lavorano i metalli, si registri una riduzione degli scambi commerciali dovuta ad un calo della produzione da parte delle acciaierie italiane.
“Un
altro tema delicato – ha proseguito Mantica – è la proprietà da parte di Unicredito
e Intesa San Paolo di due importanti banche che operano in Ucraina. Questo paese
ha infatti appena ricevuto dal Fondo Monetario Internazionale un finanziamento
di due miliardi ed ottocento milioni come aiuto per la situazione di crisi. Oggi
io ho ribadito la richiesta, già avanzata un mese fa in Ucraina, di mettere in
campo, per quanto riguarda l’impiego di questi aiuti internazionali , un equo
trattamento, nel nome della libera concorrenza, per tutti gli operatori bancari
locali e stranieri presenti in Ucraina. Anche questa volta mi è stato risposto
che tutte le banche sono eguali fra di loro in quanto di diritto ucraino”.(Goffredo
Morgia -