INFORM - N. 118 - 20 giugno 2009


FARNESINA

Riunito il Consiglio Italo- Ucraino per la Cooperazione economica, industriale e finanziaria

Mantica: “Sullo sfondo di questo dialogo, con interessanti opportunità per le imprese italiane, troviamo il problema politico dei visti”

 

ROMA- Si è svolta alla Farnesina la settima sessione del Consiglio Italo- Ucraino per la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria. A presiedere la delegazione italiana il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, mentre la delegazione ucraina è stata guidata dal vice ministro all’Economia Valeriy Piatnytsky. Durante la riunione, la prossima sessione del Consiglio si terrà nel 2011 a Kiev, le delegazioni si sono scambiate informazioni sulla situazione economica e finanziaria nei rispettivi paesi. In questo ambito è stato verificato come , anche considerato il positivo andamento degli scambi negli ultimi anni e l’adesione all’Ucraina all’OMC, esistano nuove possibilità per l’allargamento e l’intensificazione della collaborazione e economica bilaterale fra i due paesi. Una tendenza che sarà sicuramente favorita dalla conclusione dell’accordo di associazione fra l’Ue e l’Ucraina.

Al termine della riunione del Consiglio il sottosegretario Mantica ha ricordato ai giornalisti come a tutt’oggi l’Italia, oltre ad avere un interscambio annuo con l’Ucraina di 5,3 miliardi di dollari,  investa in questo paese 3 miliardi di euro all’anno e possegga, tramite Unicredit e Intesa San Paolo, due delle maggiori banche ucraine. Sono inoltre circa 200 le aziende italiane presenti in Ucraina. Il nostro paese è anche il primo importatore dall’Ucraina e il terzo esportatore verso questa nazione dopo Germania e Polonia.  

“Durante la riunione la delegazione ucraina – ha puntualizzato  Mantica entrando nel merito della riunione – ha illustrato le opportunità economiche connesse gli Europei di Calcio Uefa Euro 2012.  Per questo evento sportivo verranno infatti costruiti 500 chilometri di strade, alcuni stadi e grandi alberghi. Importanti lavori edili che interessano molto le imprese italiane”. Il sottosegretario, dopo aver ricordato che l’Ucraina sta già muovendo i primi passi verso l’Unione Europea, ha evidenziato come fra questo paese, ovviamente non ancora allineato con gli standard europei, e l’Italia esistano dei problemi a causa dei diversi regimi applicati nel campo della proprietà intellettuale. Per quanto riguarda altri due punti trattati dal Consiglio, ovvero il rimborso dell’Iva e le tariffe doganali, Mantica ha sottolineato come la delegazione ucraina si sia lamentata per le alte tasse e tariffe agricole dell’Unione Europea che, insieme ai rigidi standard di lavorazione dei prodotti richiesti dall’Ue, sicuramente non facilitano l’export di questo paese che basa ancora sul grano buona parte della sua economia.   

“Il Consiglio - ha proseguito il sottosegretario- prevede anche  un comitato dove gli imprenditori italiani, che operano in Ucraina, e quelli ucraini che lavorano in Italia, discutono le loro questioni. Oggi, ad esempio, ha parlato la rappresentante dell’azienda Tecnoucraina che ha illustrato vari problemi che effettivamente sono presenti. Sullo sfondo di questo di questo dialogo - ha aggiunto Mantica- troviamo il problema politico dei visti. Qui abbiamo una posizione fortemente differenziata. Perché gli italiani che vanno in Ucraina per turismo sono circa 6.400 all’anno. Di turisti ucraini in Italia ve ne sono invece alcune decine di migliaia. Questo è un problema delicato perché da un lato gli ucraini chiedono, alla luce degli scambi economici e commerciali, visti più flessibili e procedure burocratiche più snelle, dall’altra noi dobbiamo precisare che in questo settore vi sono delle procedure europee che vanno adottate. Standard che non possiamo modificare in maniera unilaterale rispetto all’Ue”.

Per quanto concerne le problematiche incontrare dalle aziende dei due paesi il sottosegretario ha evidenziato come nel settore siderurgico, al momento sono numerose le imprese ucraine che forniscono materia prima alle nostre industrie che lavorano i metalli, si registri una riduzione degli scambi commerciali dovuta ad un calo della produzione da parte delle acciaierie italiane.

“Un altro tema delicato – ha proseguito Mantica – è la proprietà da parte di Unicredito e Intesa San Paolo di due importanti banche che operano in Ucraina. Questo paese ha infatti appena ricevuto dal Fondo Monetario  Internazionale  un finanziamento di due miliardi ed ottocento milioni come aiuto per la situazione di crisi. Oggi io ho ribadito la richiesta, già avanzata un mese fa in Ucraina, di mettere in campo, per quanto riguarda l’impiego di questi aiuti internazionali , un equo trattamento, nel nome della libera concorrenza, per tutti gli operatori bancari locali e stranieri presenti in Ucraina. Anche questa volta mi è stato risposto che tutte le banche sono eguali fra di loro in quanto di diritto ucraino”.(Goffredo Morgia - Inform)  


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