IMMIGRAZIONE
Save the Children:
presenti minori tra i migranti rinviati in Libia
ROMA – Save the Children Italia ha appreso
con “grave preoccupazione” la notizia del rinvio in Libia di 76 migranti, tra
cui donne e bambini. “Fonti militari maltesi – si legge in una nota dell’organizzazione
- confermano quanto ribadito in altre occasioni da Save the Children Italia, sulla
base del monitoraggio dei flussi migratori in arrivo via mare attraverso la
frontiera sud: la presenza di minori (la maggior parte dei quali non accompagnati)
negli sbarchi è costante”.
“
“Il rinvio
di minori in Libia configura – denuncia l’organizzazione umanitaria - una grave
violazione dei principi fondamentali e di alcuni obblighi specifici relativi
al rispetto ed alla promozione dei diritti dei minori, vincolanti per lo Stato
italiano, così come sanciti principalmente dalla Convenzione ONU sui Diritti
dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Lo Stato italiano ha innanzi tutto agito
in netto contrasto con il divieto di refoulement sancito dal diritto internazionale,
pienamente applicabile anche fuori dal territorio nazionale, nei confronti dei
minori non accompagnati, siano essi o meno richiedenti asilo”. Save
the Children ricorda che “come ribadito dal Comitato
ONU sui Diritti dell’Infanzia, gli obblighi derivanti dalla CRC sussistono ‘anche
nei confronti di bambini che ricadono nella sfera di giurisdizione dello Stato
durante il tentativo di entrare nel territorio del paese’”.
“Lo Stato italiano
– prosegue l’organizzazione - ha l’obbligo di rispettare e promuovere il diritto
alla vita, alla sopravvivenza ed allo sviluppo di ciascun minore. A tal fine,
lo Stato deve garantire una valutazione rigorosa del superiore interesse di
ciascun minore per identificare una soluzione duratura che permetta la
più completa realizzazione possibile dei diritti del minore in questione, in
un’ottica di lungo termine. Inoltre, lo Stato italiano ha l’obbligo di assicurare
la piena protezione di tutti i minori da ogni forma di abbandono, abuso, violenza
e sfruttamento. Particolare protezione deve essere garantita ai minori temporaneamente
o definitivamente privi del proprio ambiente familiare e potenziali rifugiati,
che non dovrebbero mai essere respinti verso un paese dove vi siano fondate
ragioni di ritenere che essi siano a rischio danni irreparabili, o verso un
altro paese dal quale essi potrebbero essere lì respinti”.
“I suddetti
diritti – ricorda Save the Children
- si applicano a tutti i minori che si trovino sul territorio di uno Stato o
all’interno della sua giurisdizione, senza alcuna forma di discriminazione sulla
base di, inter alia, considerazioni
relative al loro status e riguardano l’operato di qualsiasi soggetto istituzionale.
Inoltre – sottolinea - nessun minore deve essere privato della libertà personale
in maniera arbitraria o illegale per motivi relativi al controllo dell’immigrazione
o all’ingresso irregolare” (