VERTICE DEI
CAPI DI STATO DELL’EUROPA CENTRALE
Napolitano: “Italia è stata e rimane favorevole all’ingresso
in Ue dei Paesi dei Balcani occidentali”
“Crisi economica non governabile a livello nazionale
né intergovernativo, richiede attenta salvaguardia del mercato interno e
maggiore sovranità condivisa tra gli Stati membri”
ROMA – “L'Italia è stata e rimane favorevole all'ingresso
dei Paesi dei Balcani Occidentali nell'Unione Europea. Siamo convinti che questo
sia un comune interesse dell'Europa. Allo stesso tempo riteniamo che la precondizione
per qualunque futuro allargamento sia l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona,
che possa rafforzare la capacità decisionale dell’Unione e le sue potenziali
azioni comuni”. Lo ha detto il Presidente Giorgio Napolitano, intervenendo al
XVI Vertice dei Capi di Stato dell'Europa Centrale a Novi Sad.
“L’Italia – ha sottolineato Napolitano - ha forti e tradizionali
legami di amicizia con i Paesi dell’Europa Centrale e Sud-orientale. Tanto nel
contesto UE quanto a livello bilaterale l’Italia continuerà a sostenere il loro
sviluppo. Allo stesso tempo l’Italia crede che il loro contributo, dopo gli
anni bui del totalitarismo, sarà di rilevante importanza per l’Europa nell’infondere
nuovi idealismi ed entusiasmo e partecipando alla trasformazione del nostro
Continente in un’area di pace e prosperità, rifiutando nazionalismi e rafforzando
la riconciliazione e il dialogo”.
Napolitano ha auspicato un ulteriore sviluppo
dell'Ue verso una maggiore integrazione politica e sociale. A questo fine ha
sottolineato la necessità di nuove strutture istituzionali, peraltro previste
dal Trattato di Lisbona.
“L'Unione Europea - ha detto il Capo dello Stato - non
è e non è mai stata semplicemente un'area di libero scambio. Essa è una comunità
di destini, valori e principi, dallo stato di diritto alla libertà, alla democrazia,
alla dignità umana e alla protezione delle minoranze. Questo profilo dell'Europa
unita è il frutto del processo di integrazione portato avanti nel corso dei
decenni. Deve essere chiaro che un ulteriore allargamento dell'Unione Europea
non può comportare necessariamente un indebolimento del processo di integrazione”.
Il Presidente ha ricordato che “siamo tutti europei,
a prescindere dal diverso status dei nostri rispettivi Paesi: Paesi fondatori
della Comunità Europea, nuovi membri, candidati o Paesi finora legati all'Unione
Europea attraverso il Partenariato orientale e i suoi principi di impegno e
cooperazione reciproci”. “Siamo orgogliosi – ha aggiunto - della nostra civiltà
e delle nostre radici storiche. Crediamo che l'Europa e il modello che essa
propone, basato sullo stato di diritto e l'economia sociale di mercato, possano
avere un ruolo primario nel cosiddetto governo della globalizzazione”. Per quanto
riguarda la crisi economica e finanziaria “la situazione rimane seria, anche
molto seria in alcuni casi. Molto di più deve essere fatto e molto di più può
essere fatto - ha detto il Presidente della Repubblica - rafforzando gradualmente
il governo economico e finanziario dell'Unione. L'attuale crisi, non è governabile
a livello nazionale né intergovernativo, richiede un'attenta salvaguardia del
mercato interno e una maggiore sovranità condivisa tra gli Stati membri”. (per
il testo integrale del discorso di Napolitano http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=39240
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