INFORM - N. 116 - 18 giugno 2009


RETE CONSOLARE

Consolati italiani all'estero, i deputati Pdl eletti all'estero scrivono a Frattini. Aldo Di Biagio a ‘Italia chiama Italia’: “Si può risparmiare anche senza colpire i connazionali”

 

E’ stata presentata oggi al Ministro Frattini una nota a firma dei deputati del Popolo della Libertà eletti all’estero nella quale si è inteso sottoporre le criticità conseguenti al progetto di razionalizzazione severa della rete Mae all’estero tratteggiata dal dicastero in questi ultimi giorni.

Su questo in particolare, Italiachiamaitalia.com ha sentito Aldo Di Biagio, responsabile del settore Italiani nel mondo per il PdL.

On. Di Biagio, si parla di uno smantellamento della rete consolare quasi a volerlo indicare come una ragionata scelta di Governo, cosa risponde Lei?

La razionalizzazione o presunta tale è un percorso messo a punto dal Mae per tracciare una sua immagine di istituzione virtuosa, certamente non c’è un disegno subdolo del Governo: un meccanismo di avvitamento, certamente maldestro, dello stesso dicastero il quale piuttosto che orientato al riassorbimento delle sacche di sprechi reali e concreti sembra piuttosto voler martoriare le realtà capillari del Ministero, quelle più vicine alle nostre comunità. Infatti, se i principi che il Ministero degli Affari Esteri sembrerebbe voler perseguire, sono volti al contenimento delle spese ed a un percorso concreto e fattivo di razionalizzazione, allo stesso tempo le logiche concretamente perseguite sembrerebbero per certi aspetti dimostrare tutt’altro con l’intelaiatura di chiusure che è stata tratteggiata dal referente della Farnesina proprio dinanzi ai membri delle Commissioni esteri di Camera e Senato.

In queste righe cosa chiedete a Frattini?

Da parte nostra c’è una sincera volontà di dialogo ed una significativa disponibilità. In più occasioni abbiamo cercato di richiamare l’attenzione del ministro, attraverso una richiesta di coinvolgimento al fine di ricreare le condizioni per un esame approfondito della situazione, magari attraverso un vero e proprio tavolo tecnico per esaminare le problematiche ed i principali punti di criticità e consentire l’approdo ad una soluzione condivisa e soprattutto coerente con la mission prioritaria di un’istituzione pubblica. In virtù di tali aspetti sarebbe per noi prioritario essere coinvolti in un tavolo tecnico o comunque in un incontro, visto che non ve n’è stata possibilità nelle scorse settimane, per poter riflettere su queste eventuali alternative, mostrando con opportuna documentazione la validità e l’opportunità di determinate scelte amministrative rispetto ad altre.

Quindi secondo lei e i colleghi firmatari esiste un’altra strada percorribile?

Abbiamo avuto modo di evidenziare in più sedi che sarebbe stato possibile procedere con l’identificazione di soluzioni alternative alla definitiva chiusura delle sedi, poiché una logica di risparmio potrebbe essere facilmente perseguita attraverso altri canali intervenendo su quelle che sono le reali sacche di spreco della nostra amministrazione, e procedendo con una razionalizzazione che non sia drastica e risolutiva.

Infatti sulla base delle analisi condotte in questi giorni abbiamo appurato che con strategie mirate e meno indolori di quelle tracciate nel programma di razionalizzazione del Mae sia possibile approdare a significativi risparmi. Nel caso di specie, ponendo l’attenzione sulla situazione europea che tanto ha destato sconcerto tra i nostri connazionali, un eventuale declassamento del Consolato Generale di Losanna ad agenzia consolare potrebbe produrre un risparmio di 2.080.000 euro all’anno (in questo importo sono inclusi i costi pari a 1'035'874.68 euro,  relativi ai 18 dipendenti dell’Ufficio Scuola in servizio presso la circoscrizione in parola ), allo stesso tempo per quanto riguarda l’ipotesi britannica, un eventuale declassamento ad agenzia consolare del consolato di Manchester porterebbe una riduzione annuale di 100.000 euro, in caso di declassamento a sportello consolare  di 200.000 euro.

Un altro caso particolarmente degno di nota va ricercato nel Consolato Generale di Amburgo, presso il quale la spesa più sostanziosa è rappresentata dagli stipendi del personale di ruolo: qualora si potesse prevedere la definizione di una ministruttura al posto della struttura attuale con il solo coinvolgimento d’ impiegati a contratto potrebbe essere registrato un risparmio di circa 605.000 euro l’anno, in caso d’ istituzione di Agenzia consolare di euro 530.000.

Stesso discorso vale per la sede di Norimberga: qualora il consolato venisse declassato ad Agenzia consolare si potrebbe approdare ad un risparmio di circa 494.155 euro l’anno, in caso di istituzione di sportello consolare di circa 578.100 euro.

Una strada percorribile c’è ed è sotto gli occhi di tutti, e certamente farebbe meno male alla nostra comunità, in termini di servizi, di sostegno e di rispetto.

Si parla di un risparmio di 8 milioni di euro che deriverebbe dall’intervento sulle 23 sedi estere, che ne pensa?

Fin dalle prime battute il ministero ha fatto riferimento ad una fetta consistente di risparmi che verrebbe poi orientato verso l’incremento delle indennità di sede per il personale di ruolo e diplomatico e per il sostegno alle spese delle restanti sedi diplomatiche: escludendo però di fatto che un ammontare importante di questa cifra sarà poi necessario per operare la stessa chiusura delle venti sedi. Infatti i risparmi che il MAE vuole conseguire grazie a questa manovra, verranno raggiunti forse solo fra anni. In molti casi sarà necessario affittare nuove sedi atte ad accogliere logisticamente tutto il nuovo personale con tutti i costi del caso ( traslochi, rinnovi  degli uffici, penali). Sedi demaniali quali Amburgo, Genk, Lusaka non verranno valorizzate e si dovrà corrispondere un affitto per altre sedi. Il personale di ruolo dovrà essere posto in movimento con le relative spese di trasloco ed indennità di prima sistemazione. Stesso discorso vale per il personale a contratto che avrà diritto al rimborso delle spese di trasloco.

Credo sia chiaro che per mettere su questa macchina di tagli ci vorranno parecchie risorse da parte dello Stato.

Di contro, qualora venisse applicata la logica di contenimento da noi esposta al Ministro in generale sarebbe possibile approdare ad un accantonamento anche superiore rispetto a quello preannunciato dalla razionalizzazione attuale, senza creare però le stesse criticità e lo stesso sconforto nelle nostre comunità. (www.italiachiamaitalia.com /Inform)

 

 


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