RETE CONSOLARE
Consolati italiani all'estero, i deputati Pdl eletti
all'estero scrivono a Frattini. Aldo Di Biagio a ‘Italia chiama Italia’: “Si
può risparmiare anche senza colpire i connazionali”
E’ stata presentata
oggi al Ministro Frattini una nota a firma dei deputati del Popolo della Libertà
eletti all’estero nella quale si è inteso sottoporre le criticità conseguenti
al progetto di razionalizzazione severa della rete Mae all’estero tratteggiata
dal dicastero in questi ultimi giorni.
Su questo in
particolare, Italiachiamaitalia.com ha sentito Aldo Di Biagio, responsabile
del settore Italiani nel mondo per il PdL.
On. Di Biagio, si parla di uno smantellamento della rete consolare quasi a
volerlo indicare come una ragionata scelta di Governo, cosa risponde Lei?
La razionalizzazione
o presunta tale è un percorso messo a punto dal Mae per tracciare una sua immagine
di istituzione virtuosa, certamente non c’è un disegno subdolo del Governo:
un meccanismo di avvitamento, certamente maldestro, dello stesso dicastero il
quale piuttosto che orientato al riassorbimento delle sacche di sprechi reali
e concreti sembra piuttosto voler martoriare le realtà capillari del Ministero,
quelle più vicine alle nostre comunità. Infatti, se i principi che il Ministero
degli Affari Esteri sembrerebbe voler perseguire, sono volti al contenimento
delle spese ed a un percorso concreto e fattivo di razionalizzazione, allo stesso
tempo le logiche concretamente perseguite sembrerebbero per certi aspetti dimostrare
tutt’altro con l’intelaiatura di chiusure che è stata tratteggiata dal referente
della Farnesina proprio dinanzi ai membri delle Commissioni esteri di Camera
e Senato.
In queste righe cosa chiedete a Frattini?
Da parte nostra
c’è una sincera volontà di dialogo ed una significativa disponibilità. In più
occasioni abbiamo cercato di richiamare l’attenzione del ministro, attraverso
una richiesta di coinvolgimento al fine di ricreare le condizioni per un esame
approfondito della situazione, magari attraverso un vero e proprio tavolo tecnico
per esaminare le problematiche ed i principali punti di criticità e consentire
l’approdo ad una soluzione condivisa e soprattutto coerente con la mission prioritaria
di un’istituzione pubblica. In virtù di tali aspetti sarebbe per noi prioritario
essere coinvolti in un tavolo tecnico o comunque in un incontro, visto che non
ve n’è stata possibilità nelle scorse settimane, per poter riflettere su queste
eventuali alternative, mostrando con opportuna documentazione la validità e
l’opportunità di determinate scelte amministrative rispetto ad altre.
Quindi secondo lei e i colleghi firmatari esiste un’altra strada percorribile?
Abbiamo avuto
modo di evidenziare in più sedi che sarebbe stato possibile procedere con l’identificazione
di soluzioni alternative alla definitiva chiusura delle sedi, poiché una logica
di risparmio potrebbe essere facilmente perseguita attraverso altri canali intervenendo
su quelle che sono le reali sacche di spreco della nostra amministrazione, e
procedendo con una razionalizzazione che non sia drastica e risolutiva.
Infatti sulla
base delle analisi condotte in questi giorni abbiamo appurato che con strategie
mirate e meno indolori di quelle tracciate nel programma di razionalizzazione
del Mae sia possibile approdare a significativi risparmi. Nel caso di specie,
ponendo l’attenzione sulla situazione europea che tanto ha destato sconcerto
tra i nostri connazionali, un eventuale declassamento del Consolato Generale
di Losanna ad agenzia consolare potrebbe produrre un risparmio di 2.080.000
euro all’anno (in questo importo sono inclusi i costi pari a 1'035'874.68 euro,
relativi ai 18 dipendenti dell’Ufficio Scuola in servizio presso la circoscrizione
in parola ), allo stesso tempo per quanto riguarda l’ipotesi britannica, un
eventuale declassamento ad agenzia consolare del consolato di Manchester porterebbe
una riduzione annuale di 100.000 euro, in caso di declassamento a sportello
consolare di 200.000 euro.
Un altro caso
particolarmente degno di nota va ricercato nel Consolato Generale di Amburgo,
presso il quale la spesa più sostanziosa è rappresentata dagli stipendi del
personale di ruolo: qualora si potesse prevedere la definizione di una ministruttura
al posto della struttura attuale con il solo coinvolgimento d’ impiegati a contratto
potrebbe essere registrato un risparmio di circa 605.000 euro l’anno, in caso
d’ istituzione di Agenzia consolare di euro 530.000.
Stesso discorso
vale per la sede di Norimberga: qualora il consolato venisse declassato ad Agenzia
consolare si potrebbe approdare ad un risparmio di circa 494.155 euro l’anno,
in caso di istituzione di sportello consolare di circa 578.100 euro.
Una strada
percorribile c’è ed è sotto gli occhi di tutti, e certamente farebbe meno male
alla nostra comunità, in termini di servizi, di sostegno e di rispetto.
Si parla di un risparmio di 8 milioni di euro che deriverebbe dall’intervento
sulle 23 sedi estere, che ne pensa?
Fin dalle prime
battute il ministero ha fatto riferimento ad una fetta consistente di risparmi
che verrebbe poi orientato verso l’incremento delle indennità di sede per il
personale di ruolo e diplomatico e per il sostegno alle spese delle restanti
sedi diplomatiche: escludendo però di fatto che un ammontare importante di questa
cifra sarà poi necessario per operare la stessa chiusura delle venti sedi. Infatti
i risparmi che il MAE vuole conseguire grazie a questa manovra, verranno raggiunti
forse solo fra anni. In molti casi sarà necessario affittare nuove sedi atte
ad accogliere logisticamente tutto il nuovo personale con tutti i costi del
caso ( traslochi, rinnovi degli uffici, penali). Sedi demaniali quali
Amburgo, Genk, Lusaka non verranno valorizzate e si dovrà corrispondere un affitto
per altre sedi. Il personale di ruolo dovrà essere posto in movimento con le
relative spese di trasloco ed indennità di prima sistemazione. Stesso discorso
vale per il personale a contratto che avrà diritto al rimborso delle spese di
trasloco.
Credo sia chiaro
che per mettere su questa macchina di tagli ci vorranno parecchie risorse da
parte dello Stato.
Di contro,
qualora venisse applicata la logica di contenimento da noi esposta al Ministro
in generale sarebbe possibile approdare ad un accantonamento anche superiore
rispetto a quello preannunciato dalla razionalizzazione attuale, senza creare
però le stesse criticità e lo stesso sconforto nelle nostre comunità. (www.italiachiamaitalia.com /