CITTADINANZA
ITALIANA
Ne furono privati con le leggi razziali
Il Ministero dell’Interno chiarisce: Gli ex connazionali
di origine ebraica non hanno mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola
pertanto ai loro discendenti
ROMA – Cittadinanza di connazionali di origine ebraica
che ne furono privati a causa delle leggi razziali: il Dipartimento libertà
civili e immigrazione del Ministero dell’Interno con una circolare chiarisce
che i nostri ex connazionali non hanno mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola
ai loro discendenti
Negli anni della persecuzione razziale in Italia, alcuni
cittadini di origine ebraica divenuti italiani con provvedimenti di concessione,
furono privati di cittadinanza perdendo il nostro ‘status civitatis’ e dovettero
lasciare il territorio nazionale emigrando all'estero.
Nonostante nel 1944 tali leggi fossero abrogate, questi
cittadini nel frattempo, per evitare condizioni di apolidia, avevano acquistato
la cittadinanza del Paese di emigrazione.
E’ stato di recente sollevato il problema del riconoscimento
della cittadinanza a questi ex connazionali e una circolare del Viminale del
15 giugno ha chiarito che, poiché non si trattò di una scelta volontaria in
quanto determinata dalle tragiche vicende storiche, i nostri ex connazionali,
salvo espressa rinuncia, non hanno mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola
dunque ai loro discendenti. La circolare è stata trasmessa a prefetti ed enti
locali, nonché al Ministero degli Esteri affinchè informi e impartisca
direttive alla propria rete diplomatico-consolare all’estero (per il testo della
circolare v. http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0328_circolare_15.06.09_cittadinanza.pdf
) (