INFORM - N. 116 - 18 giugno 2009


CITTADINANZA ITALIANA

Ne furono privati con le leggi razziali

Il Ministero dell’Interno chiarisce: Gli ex connazionali di origine ebraica  non hanno mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola pertanto ai loro discendenti

  

ROMA – Cittadinanza di connazionali di origine ebraica che ne furono privati a causa delle leggi razziali: il Dipartimento libertà civili e immigrazione del Ministero dell’Interno con una circolare chiarisce che i nostri ex connazionali non hanno mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola ai loro discendenti

Negli anni della persecuzione razziale in Italia, alcuni cittadini di origine ebraica divenuti italiani con provvedimenti di concessione, furono privati di cittadinanza perdendo il nostro ‘status civitatis’ e dovettero lasciare il territorio nazionale emigrando all'estero.

Nonostante nel 1944 tali leggi fossero abrogate, questi cittadini nel frattempo, per evitare condizioni di apolidia, avevano acquistato la cittadinanza del Paese di emigrazione.

E’ stato di recente sollevato il problema del riconoscimento della cittadinanza a questi ex connazionali e una circolare del Viminale del 15 giugno ha chiarito che, poiché non si trattò di una scelta volontaria in quanto determinata dalle tragiche vicende storiche, i nostri ex connazionali, salvo espressa rinuncia, non hanno mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola dunque ai loro discendenti. La circolare è stata trasmessa a prefetti ed enti locali, nonché al Ministero degli Esteri  affinchè informi e impartisca direttive alla propria rete diplomatico-consolare all’estero (per il testo della circolare v. http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0328_circolare_15.06.09_cittadinanza.pdf ) (Inform)

 

 


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