INFORM - N. 116 - 18 giugno 2009


PATRONATI

L’editoriale di “Corrispondenza Italia” n. 673 del 1° luglio 2009

Patronato Inas: piccoli costruttori di una grande Europa sociale

 

ROMA - Qualcuno ultimamente ha osservato con acume un aspetto particolare della disaffezione euroscettica manifestata dalle 27 cittadinanze UE alle recenti elezioni. Si è detto: i popoli percepiscono l'UE da una parte come sovrastruttura che impone dure e talvolta astruse regole e divieti (dalla dimensione standard delle zucchine alla libera circolazione del cosiddetto idraulico polacco che mi fa concorrenza al ribasso). Dall'altro, lato i cittadini percepiscono gli stati nazionali come l'ultimo baluardo che gestisce il rattrappimento progressivo del welfare (socialdemocratico o cristiano-sociale, a seconda delle varie vicende storiche). In sintesi: Europa matrigna e governi paterno-paternalisti che magari ti allungano il bonus, il sussidio, la cassa integrazione in deroga... Briciole sì, ma sempre meglio di una picconata sui denti. Questo per dire della essenzialità di una vigorosa Europa sociale e cioè di un welfare europeo, se non vogliamo che la costruzione coraggiosamente concepita dopo le tragedie del secolo scorso e faticosamente tirata su da leader democratici liberali, socialisti e cristiani (cattolici e protestanti) nel corso di lunghi anni, si afflosci su se stessa per difetto di cura verso le sue fondamenta democratiche e popolari.

E' in tale ottica che va inquadrata la conferenza europea promossa dall'Inas-Cisl per il prossimo 25 giugno a Bruxelles, con la quale abbiamo invitato a discutere con noi sul tema "I diritti sociali non hanno il passaporto", sulla traccia di una relazione del presidente del nostro Istituto Antonino Sorgi, interlocutori istituzionali e sindacali come il vicepresidente della Commissione UE Tajani, il segretario della Ces John Monks, i parlamentari italiani Firrarello (presidente del comitato senatoriale per gli italiani all'estero) e Adragni, il segretario del Cgie Carozza, Claude Rolin del sindacato cristiano-sociale belga CSC, oltre naturalmente ai "nostri", a cominciare da Raffaele Bonanni e Antonio Uda segretario dei pensionati Fnp, dal prof. De Santis della Fondazione Pastore e dall'amico Mario Paduanelli, coordinatore dell'Inas Belgio. Italiani e non solo, dunque: perché se il patronato è ad oggi una realtà tutta italiana, benché estesa ovunque vi siano emigrati - e in tempi più recenti, 'in arrivo' anche nei paesi di origine degli immigrati - da tutelare, la crisi dei sistemi produttivi, dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare è invece di portata assai più ampia, e impone di cercare nuovi equilibri possibili pensando e progettando al di là degli 'orticelli' nazionali. Come del resto più ampio è lo scenario nel quale oggi - fiduciosi o scettici, consapevoli o meno - viviamo, viaggiamo, produciamo e consumiamo, lavoriamo e lavoreremo, invecchiamo e invecchieremo.

Chiaro e forte il senso dell'evento. il patronato della Cisl è pronto ad offrire i suoi servizi di tutela, assistenza e rappresentanza a tutti i cittadini europei, sviluppando tale mission attraverso uno strumento giuridico del diritto comunitario, il partenariato, vale a dire la possibilità per strutture pubbliche o privato-collettive di collaborare attraverso la fornitura di determinati servizi in regime di convenzione. In questo modo, dice il presidente Sorgi, potremmo dar vita ad un sistema di servizi a costi contenuti, flessibile e in grado di coprire una vasta gamma di domande sociali.

Ecco dunque l'obiettivo che Inas si dà, all'interno di una cornice istituzionale che è quella disegnata dal Patto di Lisbona, per far crescere rigogliosa la cultura etica e sociale dei diritti e del servizio. In definitiva: piccoli ma determinati costruttori di una grande Europa sociale. (Corrispondenza Italia/Inform)

 

 


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