INFORM - N. 115 - 17 giugno 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Organizzata da Comites, ACLI e LIZE

“Giornata Italiana” a Enschede in Olanda

 

ENSCHEDE - La Giornata Italiana,  che ha avuto luogo ad Enschede il 15 giugno, è stata organizzata dal Comites, dalle ACLI e dalla LIZE, ma hanno dato un forte contributo le associazioni locali, tra queste le associazioni “Noi Stessi” di Enschede, il CRLI di Hengelo e il circolo ACLI di Oldenzaal, con l’intervento dell’associazione Forum di Den Haag.

L’evento ha avuto come tema l’integrazione; oltre ad essere un motivo di incontro degli Italiani del luogo presenti numerosi, ha esposto un programma interessante che  - oltre ai momenti fatti di  intermezzi musicali, rappresentazione di balli etnici del giovane gruppo folkloristico DAGRO di Hengelo, la proiezione del film “Viaggio solo andata Utrecht”, ed una performance teatrale - ha visto le relazioni di Isabella Mangioncalda (Lize) e di Andrea Mantione (ACLI) oltre all’íntervento di un rappresentante delle Istituzioni olandesi.

Il rappresentante olandese è intervenuto in merito al tema della doppia nazionalità, storia dell’emigrazione nel Twente e participazione e integrazione nella  regione.

La presentazione di Isabella Mangioncalda per la LIZE, che è un organo consultivo del governo olandese e si occupa della posizione dei residenti in Olanda originari di stati dell'Europa meridionale e dei loro familiari, ha riguardato i dati degli italiani di prima e seconda generazione in Olanda, la legislazione olandese in materia di doppia nazionalità per cittadini italiani e francesi ai sensi del cosiddetto secondo protocollo e le possibilità offerte sempre dalla legislazione olandese in materia di permessi di soggiorno a cittadini comunitari.

Infine la relazione di Mantione che ha toccato i temi molto difficili come la disciplina del mercato del lavoro e i sistemi della protezione sociale in Europa. Mantione ha cominciato partendo dal presupposto che la crisi delle tre grandi istituzioni sociali del Novecento ( nucleo famigliare, grande industria, sistema assicurativo del sociale) ha rafforzato la crisi dei sistemi di protezione sociale, e che ciò oggi  sta delineando uno scenario in cui il divario tra i tradizionali rischi tutelati ( vecchiaia, invalidità, malattia e disoccupazione) e i nuovi bisogni sociali ( auto-realizzazione, benessere, partecipazione) impone la sperimentazione di nuovi modelli di welfare per ridurre il gap tra gli inclusi e gli esclusi

Mantione ha poi descritto l’importante ruolo che le organizzazioni internazionali esercitano oggi nella trasformazione dei sistemi occupazionali di ciascun paese europeo sia in modo diretto, attraverso la trasposizione delle normative comunitarie, o delle politiche europee per l’occupazione, l’assistenza e  la previdenza; sia in modo indiretto, attraverso il ruolo esercitato dalle statistiche e dall’apprendimento reciproco tra i vari stati, dall’emulazione dai migliori risultati nei vari Paesi. A questo proposito ha sottolineato anche che i sistemi nazionali di welfare sono in larga misura un riflesso dell’ispirazione, della cultura nazionale e dell’architettura su cui si sono edificati storicamente. E non ha mancato di aggiungere che direttamente o indirettamente si coglie il messaggio che il mercato deve sostituire lo stato, l’esigenza di bilancio prevale sulla sicurezza e il welfare dei cittadini, il diritto dell’individuo prevale sulla solidarietà generazionale.

Il presidente dlele Acli in Olanda ha infine ricordato che l’Unione Europea secondo il primo articolo del suo Trattato si basa sulla centralità della persona umana e crea una zona dove il cittadino può vivere in libertà, sicurezza e nel rispetto dei suoi diritti. Idee e principi cui i padri fondatori hanno dedicato la loro esistenza e gli emigranti, da veri cittadini europei, il proprio lavoro e le proprie speranze. (Inform)

 

 


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