INFORM - N. 115 - 17 giugno 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Dl Abruzzo - Respinto emendamento per la ricostruzione delle case dei cittadini italiani residenti all'estero

I commenti di Franco Narducci e di Marco Fedi (Pd)

 

ROMA - Franco Narducci (Pd) ha presentato in Parlamento un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile. L’emendamento, che era teso ad estendere la concessione di contributi per la ricostruzione delle abitazioni distrutte anche ai cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE, è stato respinto dalla Camera dei Deputati nella seduta di ieri. 

“Con un gesto che suona come uno schiaffo morale ai tanti abruzzesi nel mondo impegnati in una gara di solidarietà per le zone terremotate - ha commentato Narducci -, la maggioranza ha bocciato tale emendamento rendendo, pertanto, impossibile agli abruzzesi residenti all’estero di usufruire dei contributi erogati per la ricostruzione, forse, dell’unico immobile di proprietà al quale erano legati affettivamente e dove tornavano per riposarsi portando anche ricchezza”.

Narducci fa notare che hanno votato contro anche i deputati Pdl eletti all’estero eccetto Aldo Di Biagio.

“Un ennesimo no da parte di questa maggioranza e del governo agli italiani residenti all’estero, nonostante la grande e forte opera di solidarietà di cui le comunità italiane nel mondo sono protagoniste - ha dichiarato a sua volta Franco Fedi -. Nei giorni scorsi erano state date ampie assicurazioni su questo tema ma il governo intende lasciare un vuoto interpretativo su questi aspetti. Il Pd ha denunciato l’ingiustizia, ha votato a favore degli emendamenti che sono stati respinti dalla maggioranza ed ha coerentemente ricordato la parità di trattamento come elemento centrale nella ricostruzione. Una fase di ricostruzione che dovrà, soprattutto nel centro storico dell’Aquila, inevitabilmente, tener conto della vicinanza delle abitazioni senza distinzione sulla residenza dei proprietari”. (Inform)

 

 


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