INFORM - N. 115 - 17 giugno 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti

Su Intercomites e Swiss Medical

 

BUENOS AIRES - Pubblichiamo in questo numero della TRIBUNA ITALIANA varie notizie dall’Italia, che riguardano gli italiani all’estero e, specificamente noi italiani dell’Argentina, in gradi differenti.

La prima riguarda la convocazione fatta dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ai coordinatori di tutti gli Intercomites del mondo. Come è noto, l’Intercomites è la riunione dei presidenti dei Comites (cioè degli organi di rappresentanza delle comunità italiane di ogni circoscrizione consolare presso i rispettivi consolati), stabiliti in un Paese. In Argentina i Comites sono nove e quindi l’Intercomites riunisce i nove presidenti i quali, a loro volta eleggono tra loro un coordinatore che, per l’Argentina è il presidente del Comites di Bahía Blanca, Juan Carlos Paglialunga.

L’invito del sen. Mantica ai coordinatori degli Intercomites a incontrarlo a Roma, è per dibattere le nuove leggi sui Comites e sul Cgie, leggi che, secondo quanto ha detto il sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, potrebbero essere pronte per la fine dell’anno venturo, se tutto andrà per il verso giusto, consentendo quindi le elezioni per rinnovare i Comites con la nuova legge, nel primo trimestre 2010.

Proprio la voglia di non perdere più tempo sembra alla base della decisione del sen. Mantica. La decisione però, sembra aver prodotto un nuovo cortocircuito con buona parte degli organi di rappresentanza delle comunità italiane all’estero. Infatti, i dodici deputati italiani eletti nella Circoscrizione Estero, in una iniziativa inusualmente condivisa all’unanimità, hanno scritto una lettera al ministro degli Esteri Frattini per segnalare una serie di punti sui quali esprimono il loro comune punto di vista, sull’iniziativa intrapresa dal sottosegretario Mantica. Tra i punti, la non convocazione alla riunione con i coordinatori dell’Intercomites, del Cgie il cui Comitato di Presidenza era già stato convocato, per lo stesso mercoledì prossimo a Roma. Lamentano inoltre che loro stessi non sono stati convocati alla citata riunione, sottolineando che le leggi di riforma dei Comites e del Cgie dovranno per forza passare dalla Camera per la loro approvazione, per cui non capiscono perché sono stati ignorati.

E’ la seconda lettera che riceve il ministro Frattini, in cui si esprimono lamentele nei riguardi del sottosegretario Mantica. La precedente era stata scritta dal Comitato di Presidenza del Cgie, dopo l’ultima plenaria dell’organismo a Roma. Oltre alla lettera dei dodici deputati (tra i quali, va ricordato, ci sono anche i quattro deputati del Pdl eletti all’estero, compreso il coordinatore del partito di Berlusconi per gli italiani all’Estero Aldo Di Biagio), c’è un’altra lettera, questa volta recapitata a Mantica, nella quale i coordinatori degli Intercomites dei paesi europei con le comunità italiane più numerose (Germania, Francia, Belgio, Svizzera e Gran Bretagna) informano che non parteciperanno all’incontro della settimana prossima a Roma, perché non hanno a disposizione il tempo per leggere le oltre 300 pagine di documenti che hanno ricevuto e per consultare tutti i Comites.

In tutte queste mosse sembra di capire che il sottosegretario che ha la delega per gli italiani all’estero non riesce a convincere quello che una volta veniva chiamato il mondo dell’emigrazione, associazioni e dirigenti legati agli italiani all’estero. Anzi, è proprio con quel mondo che il sen. Mantica sembra voler fare i conti, vedendo in esso una tappa superata della storia dell’emigrazione e un freno a nuovi rapporti con gli italiani all’estero, specialmente con le nuove generazioni.

Si vedrà se potrà essere sanata quella che sembra una frattura tra una parte determinante del mondo dell’emigrazione e il sottosegretario delegato a trattare con esso. Il tema è ancora in evoluzione.

Un’altra notizia che pubblichiamo in questa edizione riguarda una richiesta di informazioni, presentata dai deputati Angeli e Di Biagio, che vogliono conoscere i risultati del piano di assistenza sanitaria in favore di oltre 8200 connazionali indigenti residenti in Argentina, attraverso il contratto firmato nel mese di novembre 2007 con la Swiss Medical.

Nell’interrogazione i due deputati del Pdl eletti all’estero, fanno presente che tale contratto scadrà alla fine di quest’anno e che è solo prorogabile per sei mesi, con l’accordo delle due parti, per cui chiedono se sono stati disposti ulteriori finanziamenti per assicurare la continuità dell’assistenza sanitaria agli attuali beneficiari della convenzione. Angeli e Di Biagio chiedono inoltre che siano censiti i connazionali residenti in Argentina, che dovrebbero ricevere assistenza sanitaria.

La richiesta di informazioni presentata ai ministri Frattini e Tremonti, lancia l’allarme con sufficiente tempestività, sul rischio che alla scadenza del contratto con la Swiss Medical migliaia di italiani anziani emigrati in Argentina, possano rimanere senza alcuna assicurazione sanitaria.

Come si ricorderà, la firma del contratto tra l’Ambasciata e la Swiss Medical è stata frutto di una gara d’appalto, alla quale hanno partecipato sette ditte. Un contratto che da una parte ha garantito all’Italia la certezza di un finanziamento per assicurare l’assistenza sanitaria ai suoi connazionali (tutti italiani nati in Italia) senza dover ricorrere a finanziamenti aggiuntivi e fuori tempo. Ai Consolati ha reso la vita più facile perché un numero notevole di indigenti non ha avuto più bisogno di recarsi nelle sedi consolari per essere autorizzati ad affrontare spese sanitarie. E naturalmente, gli oltre ottomila italiani anziani che in Argentina non sono stati fortunati, hanno vista assicurata dall’Italia una assistenza sanitaria di buon livello.

Facendoci eco degli on. Angeli e Di Biagio ci chiediamo, cosa succederà alla scadenza del contratto con la Swiss Medical?  (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

 

 


Vai a: