CAMERA DEI
DEPUTATI
Sulla situazione del Consolato Generale di Buenos Aires
interrogazione al ministro Frattini dei deputati Pd eletti all’estero
ROMA - Sulla “situazione di diffuso e persistente disagio
esistente nella circoscrizione consolare di Buenos Aires in conseguenza degli
atteggiamenti e delle iniziative assunte nell’ultimo anno dal console generale
Giancarlo Curcio”, i deputati Pd della Circoscrizione Estero Fabio Porta, Gino
Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini,
Franco Narducci, raccogliendo “numerose sollecitazioni”
e facendosi “interpreti dell’esigenza di superare inquietudini e divisioni”,
hanno presentato al ministro degli Esteri un’interrogazione a risposta scritta.
Quali le circostanze che hanno motivato tale iniziativa
parlamentare?
Il console generale il 22 marzo
Le manifestazioni di parzialità e le continue forzature
del console generale si sarebbero ripetute in più occasioni, compresa
la preparazione della Festa della Repubblica, svoltasi il 31 maggio 2009, al
punto che i rappresentanti delle maggiori espressioni del movimento associativo
italiano in Argentina,
Non minore disagio, sotto il profilo dell’immagine e
dell’interesse nazionale, avrebbe destato il divieto del console generale alle
quattro scuole parificate di Buenos Aires di partecipare alla giornata delle
Forze Armate del 4 novembre, un diniego che sarebbe dovuto “esclusivamente a
ragioni di natura personalistica”.
Anche sul piano della deontologia professionale e della
correttezza istituzionale il Console Generale Curcio non sarebbe stato da meno,
affermando in più occasioni pubbliche e in interviste di avere “restituito dignità
al Consolato, eliminando i vergognosi contingentamenti dei connazionali agli
ingressi e le file all’esterno”, trascurando di ricondurre tale esito alle innovazioni
tecnologiche disposte prima del suo arrivo in Argentina; “citando e riferendosi
in maniera dispregiativa” ai suoi predecessori Placido Vigo e Vincenzo Palladino,
nonché all’attuale Ambasciatore Stefano Ronca.
“A fronte di atteggiamenti di questa natura che hanno
evidenziato un comportamento poco consono alla sua delicata missione istituzionale,
hanno diviso profondamente l’importante comunità italiana di Buenos Aires e
hanno creato imbarazzo e riserve nei rapporti con le autorità di un Paese amico
come l’Argentina”, gli interroganti chiedono “quali siano le valutazioni della
struttura dirigenziale del MAE e, soprattutto, quale opinione il ministro degli
Affari Esteri si sia formato sull’azione complessiva del console generale di
Buenos Aires”.
Essi, inoltre, hanno chiesto di “sapere quali iniziative
il ministro intenda adottare per affrontare e superare al più presto l’incresciosa
situazione venutasi a determinare in una delle realtà di emigrazione più importanti
del mondo e per riportare equilibrio e serenità nella nostra comunità e nei
rapporti con le autorità argentine”. (