RASSEGNA STAMPA
Dal “Corriere della Sera.it”
Berlusconi a Obama: impegno
su Kabul
Il premier
è arrivato a Washington alle 2,15 italiane. I segnali: soldati operativi in
tempo reale, sì ai detenuti in arrivo da Guantanamo. Aerei e 500 soldati in
più
WASHINGTON - Un rafforzamento temporaneo del nostro contingente
in Afghanistan che porterebbe a impiegare sino a 500 militari in più. La disponibilità
ad entrare in azione immediatamente, a richiesta del comando delle operazioni,
e non più con le tradizionali 6 ore di preavviso: un’operatività in tempo reale
che cambierebbe il volto del nostro impegno, come da tempo chiedono gli americani.
Sono alcuni dei dettagli dell’agenda, non senza contropartite, che il presidente
del Consiglio discuterà oggi alla Casa Bianca nel suo primo incontro ufficiale
con Barack Obama. Il Cavaliere è arrivato ieri sera nella capitale americana.
Vedrà anche lo speaker del Congresso, Nancy Pelosi. Porta in «dote» una serie
di offerte (e di richieste) utili a rinsaldare una relazione che se non è più
quella con un Paese governato da un grande amico, com’era ai tempi di George
Bush, è pur sempre un pilastro degli interessi strategici di entrambi gli Stati.
L’agenda ufficiale dell’incontro dice che i due presidenti
si vedranno nel pomeriggio, in un incontro allargato ai rispettivi staff. È
un punto di vanto di Palazzo Chigi che Silvio Berlusconi sia il secondo leader
europeo, dopo Gordon Brown, ricevuto alla Casa Bianca
dal giorno dell’insediamento di Obama (e si rimarca
che Prodi in quasi 2 anni non ci mise piede). Il piatto forte, oltre alla preparazione
dei temi del G8, sarà l’Afghanistan. Nel Paese che combatte contro i talebani
si avvicinano le elezioni. Gli americani chiedono a tutti gli Stati che partecipano
al contingente Nato di aumentare, anche in modo temporaneo, la propria presenza
sul territorio. Pure se le cifre sono ancora ufficiose, l’offerta che Berlusconi
farà ad Obama porterebbe i nostri militari nella regione,
almeno per alcuni mesi, a circa 3000. Sarebbero pronti a partire anche 3 nuovi
aerei e due elicotteri utili ad operazioni di soccorso. C’è poi il capitolo
dell’impiego in operazioni di guerra. Finora l’Italia ha dispiegato i suoi soldati,
a richiesta del comando centrale, avvalendosi della facoltà di rispondere con
un preavviso di 6 ore (erano 76 sino a poco tempo fa).
Berlusconi sembra disposto a concedere un’operatività
in tempo reale, ma in cambio dell’accesso, finora negato, al circuito completo
delle informazioni sensibili. Solo in cambio di una piena disclosure
dei dossier, d’intelligence e militari, utili all’impiego dei soldati, Roma
accontenterà gli americani. Si discuterà anche di Guantanamo, della prigione
cubana per sospetti terroristi che Obama, in segno
di discontinuità con l’amministrazione Bush, intende chiudere. Il governo italiano
ha già di
E’ ovvio che questo sarà uno dei «grossi segnali», raccontano
nel governo, che Berlusconi offrirà. «Vado lì come un amico, com’è sempre stato.
Finora Obama le ha azzeccate tutte...». In queste
due frasi c’è l’umore con cui ieri il Cavaliere è partito dall’Italia. Vi si
dice della stima che nutre nei confronti della nuova guida della Casa Bianca.
Ma anche della consapevolezza che nonostante i rumors su frizioni personali e geopolitiche fra i due leader
(sempre smentiti da Palazzo Chigi) il rapporto fra i due Paesi resta strategico,
come sottolineato nella nota diffusa dagli americani per annunciare l’incontro.
Un umore non guastato dalla di