ASSOCIAZIONI
Una nota dell’Associazione
Italiani Rimpatriati dalla Libia
Sotto la tenda
di Gheddafi l’AIRL non c’era
ROMA - L’Associazione
Italiani Rimpatriati dalla Libia, al termine della visita di Gheddafi a Roma,
tiene a precisare di ritenersi umiliata dall’atteggiamento tenuto ancora una
volta dal nostro Governo nei suoi confronti.
Nell’ambito
della ritrovata amicizia tra Italia e Libia, seguita alla firma dello storico
accordo del 30 agosto 2008, con conseguente rilancio di vantaggiose intese economiche
tra i due Paesi, è deplorevole che non si sia ritenuto necessario inserire nell’agenda
ufficiale un incontro con una rappresentanza dei Rimpatriati italiani che hanno
subito la confisca dei beni e l’umiliazione della cacciata.
“Dopo l’interessamento
della Presidenza della Repubblica - spiega Giovanna Ortu, presidente dell’AIRL -, l’Ambasciatore Gaddur mi aveva sollecitato a fargli pervenire un elenco di
nominativi per l’incontro di sabato mattina, autonomamente organizzato dal cerimoniale
libico contattando privatamente singole persone nate a Tripoli. L’elenco è stato
fornito, gli inviti previsti non sono arrivati, per cui l’Associazione non ha
partecipato.”
“Per
noi Rimpatriati questa è solo l’ultima delle tante mortificazioni subite - conclude