RETE CONSOLARE
Marco Fedi (Pd): “Il Governo e la maggioranza prefigurano
di fatto lo smantellamento della presenza dello Stato italiano all’estero”
ROMA - “La rete consolare è una parte fondamentale della
presenza dello Stato italiano all’estero. Parlarne in termini di ‘razionalizzazione’,
in assenza di un piano complessivo di riorganizzazione di questa presenza, offende
il senso dello Stato dei cittadini italiani che vivono e si muovono nel mondo”.
E’ questa la prima riflessione di Marco Fedi, deputato del Pd residente n Australia,
dopo l’annunciata chiusura di tante sedi consolari nel mondo.
“Ricevo ogni giorno segnalazioni su ritardi e inefficienze
nel rapporto tra la pubblica amministrazione dello Stato italiano e i cittadini
italiani che si trovano all’estero, nonostante l’impegno e la professionalità
del nostro personale diplomatico e di ruolo e del personale a contratto nell’affrontare
la gran mole di lavoro. A queste segnalazioni critiche - rileva Fedi - ho sempre
contrapposto l’impegno dello Stato italiano a rispondere ai bisogni dei cittadini,
indipendentemente da dove essi vivono e lavorano”.
Fedi osserva poi che l’efficienza è oggi legata sempre
di più all’utilizzo delle nuove tecnologie e agli investimenti in informatizzazione,
formazione e comunicazione. La realtà è che Governo e maggioranza non sono in
grado di presentare un autentico piano di riorganizzazione della rete consolare
e non hanno un serio programma di investimenti proprio in questi settori. Abbiamo
degli annunci ma non conosciamo tempistica, qualità e quantità degli investimenti.
Il Governo e la maggioranza prefigurano di fatto lo smantellamento della presenza
dello Stato italiano all’estero”.
“Ci troviamo ad affrontare decisioni prese con la logica
del ‘tagliare dove è più facile’ come peraltro abbiamo già avuto modo di denunciare.
Risponderemo con la mobilitazione delle nostre comunità e con proposte serie.
Credo - conclude Fedi - sia necessario che le comunità italiane nel mondo si
rivolgano al governo, al Parlamento ma anche al capo dello Stato per segnalare
la necessità di superare definitivamente l’attuale fase di instabilità e di
garantire i servizi a tutti i nostri cittadini siano essi imprenditori, ricercatori,
italiani temporaneamente all’estero - in missione o per lavoro o per turismo
o per altre ragioni - o cittadini italiani permanentemente residenti all’estero”.
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