INFORM - N. 112 - 12 giugno 2009


ASSOCIAZIONI E SOLIDARIETA’

Attivato a Cordoba uno spazio operativo dell’Associazione Volontari Argentini del Sangue (Avas)

L’iniziativa è parte di un progetto, presentato a Trento da Alberto Tafner (Trentini nel mondo) e da Aldo Degaudenz (Avis trentina), che punta a creare una rete stabile per la donazione periodica del sangue

 

TRENTO - L’AVIS del Trentino e l’associazione Trentini nel Mondo onlus hanno sottoscritto un accordo per far nascere e consolidare nella provincia di Cordoba, in Argentina, una rete in grado di favorire la donazione periodica e volontaria di sangue e sensibilizzare la comunità sui benefici di questa azione: l’iniziativa - che è stata presentata a Trento da Alberto Tafner, presidente della Trentini nel mondo e da Aldo Degaudenz, presidente dell’Avis del Trentino Equiparata Regionale - rientra nel progetto “L’AVIS e l’Argentina: un legame di sangue che si rinnova” promosso dall’AVIS nazionale. Un’iniziativa che punta a creare l’AVAS (Associazione Volontari Argentini del Sangue).

In Argentina, un Paese di 39 milioni di abitanti ed esteso quasi dieci volte l’Italia, (2.700.000 Kmq), la donazione di sangue avviene ancora oggi prevalentemente (oltre il 90%, secondo i dati 2005 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) attraverso la chiamata dei familiari del paziente che necessita la trasfusione. In alcuni ospedali la percentuale di donazioni effettuate da parenti o amici tocca il 99%. Nel complesso in Argentina sono disponibili meno di 20 sacche di sangue ogni 1.000 abitanti, sacche raccolte o tramite legami di parentela e attraverso l’acquisto, molto oneroso, sul mercato. Un situazione che praticamente esclude la popolazione in condizioni economiche precarie dalla possibilità di cure medico-chirurgiche che prevedono trasfusioni di sangue. Un nucleo iniziale di AVAS è stato istituito con sede a Buenos Aires e si è deciso di avviare una sperimentazione in alcune Province centrali dell’Argentina (La Plata, Mendoza, Entre Rios, Santa Fe e Cordoba) nelle quali è significativa la presenza di emigranti italiani e delle rispettive associazioni regionali. In particolare, si è deciso di puntare sulla comunità degli oriundi trentini, perché più aperti ai principi del volontariato secondo la cultura e le tradizioni della terra di origine. Nella provincia di Cordoba la Trentini nel mondo è presente con undici Circoli (Alta Gracia, Colonia Tirolesa, Cordoba, Cordoba Sud, Cruz del Eje, Malagueño, Rio Cuarto, Sampacho, Villa Carlos Paz, Villa General Belgrano). Il progetto, della durata biennale, si propone di reclutare circa 1.500 nuovi donatori e di raccogliere almeno 2.500 sacche di sangue, attraverso la creazione di un sistema trasfusionale adatto alle necessità della provincia di Cordoba (oltre 3 milioni di abitanti) e di un registro di donazione di sangue, la formazione e sensibilizzazione di dirigenti volontari dell’AVAS e di personale addetto alla raccolta in sinergia tra pubblico e privato.

In questa fase di avvio, l’attività dell’AVAS di Cordoba, che comporta un grande sforzo di coinvolgimento e sensibilizzazione della popolazione a tutti i livelli, è coordinata dal responsabile del progetto Gustavo Cristofolini. Un discendente di emigrati trentini, 42 anni, residente a Cordoba, presidente del Circolo trentino, che nelle settimane scorse ha frequentato in Italia un corso di formazione dell’AVIS.

Al fine di promuovere questo progetto nella sede del Circolo trentino di Cordoba una stanza ospita l’attività dell’AVAS. In questo luogo dedicato si organizzeranno incontri con gli studenti delle scuole superiori e delle università, con la popolazione di Cordoba e delle altre città della provincia, si prepareranno opuscoli illustrativi, si cercheranno testimonial di forte richiamo mediatico. Verrà inoltre promossa una campagna di informazione sugli organi ed ogni ulteriore iniziativa idonea a diffondere il messaggio delle donazione di sangue. Il responsabile, nel giro di 24 mesi, dovrà creare una struttura autosufficiente, sia nell’ulteriore attività di sensibilizzazione, sia nella fase di gestione dei donatori e della raccolta di sangue, presso gli ospedali con cui sarà formalizzato l’accordo. Per favorire questo percorso saranno promosse campagne pubblicitarie, visite ed incontri con i potenziali donatori, prima all’interno dei Circoli trentini, e successivamente con le altre associazioni della provincia, con quelle di altre regioni, con il Governo locale e nazionale argentino, con le strutture sanitarie e con le università. Dopo i 24 mesi l’AVAS di Cordoba dovrà proseguire autonomamente la propria attività. In questo ambito va ricordato che il progetto “AVAS a Cordoba” viene finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, con il contributo della presidenza del Consiglio Regionale del Trentino-AltoAdige Sudtirol, dell’Associazione Trentini nel Mondo onlus, dell’AVIS del Trentino regionale, provinciale e comunale. (Inform)


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